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ED ECCO, A SORPRESA, IL RINNOVO DEL BIENNIO CHIMICO-FARMACEUTICO
Anche se pochi ne sono a conoscenza o se ne sono accorti, è stato avviato nella giornata del 15 novembre 2007, presso l’Assolombarda di Milano e poi concluso il giorno 6 dicembre, il confronto per il rinnovo del biennio chimico farmaceutico.
Ecco il comunicato della segreteria Nazionale FILCEM CGIL:
La Segreteria nazionale della Filcem-Cgil, riunitasi il 7 dicembre a Roma, esprime unanime soddisfazione ed apprezzamento per il rinnovo del biennio economico del contratto del settore chimico-farmaceutico. E' stato, infatti possibile - ad un mese dalla scadenza - rinnovare il biennio economico con un aumento di 103 euro a regime, che determina un montante complessivo di 2010 euro. Si è inoltre colta l'occasione per rilanciare l'istituto dell'assistenza sanitaria integrativa prevedendo – a totale carico delle imprese - il pagamento per un anno del contributo di Faschim, per tutti i lavoratori iscritti e non iscritti al Fondo. Trascorso tale periodo, la quota a carico del lavoratore si riduce del 50%, passando da 12 a 6 euro mensili. L'approvazione unanime da parte della delegazione trattante testimonia il loro coinvolgimento costante , oltre alla qualità dei contenuti dell'intesa. Con questo rinnovo si conferma l'attuale sistema contrattuale, risultato che si inserisce autorevolmente nel dibattito sulla “manutenzione” del sistema contrattuale, spostando decisamente la questione sul merito piuttosto che sull'architettura. La Filcem - Cgil auspica la positiva e rapida conclusione dei bienni dell'energia e petrolio, dell'elettrico (scaduto da 6 mesi) e del gas-acqua. La Filcem - Cgil è impegnata con tutte le sue strutture a sostenere gli scioperi del comparto elettrico, previsti a partire dal 19 dicembre prossimo.
Roma, 7 dicembre 2007
Apprendiamo quindi due fatti rilevanti: il primo che la trattativa è partita senza nessun mandato o discussione di merito e il secondo che la stessa si è già conclusa senza nessuna verifica sui risultati
Se nel passato si tentava almeno di salvare la forma avviando una parvenza formale di percorso democratico con i lavoratori per tutti i passaggi concernenti le trattative importanti di respiro nazionale che li riguardavano, oggi questo passaggio formale, al di là dei risultati che esso avrebbe potuto produrre, sembra diventato palesemente superfluo obsoleto e quindi inutile.
Si è prodotto un risultato che al di là delle valutazioni di merito dovrà essere digerito, come al solito, senza nulla poter dire e fare.
Ci siamo abituati troppo bene alla democrazia cosi largamente manifestata nel largo dibattito incentivato e voluto con forza tra le differenti opinioni e profusa durante lo svolgimento del referendum.
Troppa grazia.
E in attesa dei provvedimenti che dovrebbero reprimere i colpevoli di gravi violazioni statutarie nello svolgimento del referendum e dell’avvio della conferenza di organizzazione, che dovrebbe sancire nuove regole democratiche per salvaguardare confederalità e democrazia interna, torniamo alla preziosa e consolidata normalità che tanto è lo stesso.
Al di là di ogni amena considerazione sulle coerenze democratiche ci sembra questo, nei fatti, un modo concreto di svilire la partecipazione, la democrazia e il coinvolgimento dei lavoratori nella vita dell’organizzazione.
Un modo anche questo di sancire, valorizzare e ribadire agli occhi di tutti i lavoratori il ruolo importante partecipativo e insostituibile, ovviamente, per chi non l’avesse capito, in senso negativo, della contrattazione Nazionale.
Ci riserviamo inoltre di intervenire nel merito dei risultati quando gli stessi saranno resi noti, speriamo, in modo più completo.
Rete28aprile FILCEM Lombardia |
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