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DOPO IL PIANTO
NON LASCIAMO
SBOLLIRE LA RABBIA
Dopo che sono stati sepolti i
lavoratori uccisi alla ThyssenKrupp,
dobbiamo continuare a gridare che la
precarietà, la flessibilità, la
competitività, l’aumento degli orari
di lavoro, lo sfruttamento
UCCIDONO
In questi giorni
tutti hanno pianto i morti di
Torino, quanta solidarietà, ma anche
quanta ipocrisia! Sappiamo tutti che
questi e tutti gli altri lavoratori
e lavoratrici uccisi sul lavoro non
hanno perso la vita per causa del
destino, ma per precise
responsabilità delle imprese e per
la noncuranza e l’inefficienza dei
poteri pubblici.
La difesa della
salute passa attraverso salari
giusti, lavoro sicuro e non
precario, orari umani e tempi di
lavoro accettabili. Tutto questo
oggi non c’è perché in tutti i
luoghi di lavoro un’organizzazione
della produzione tesa al massimo
profitto nel più breve tempo
possibile, consuma e distrugge la
salute e la vita delle persone. Per
dire basta bisogna cambiare davvero
il modo di lavorare, deve finire il
ricatto: “o mangi questa minestra o
salti dalla finestra”, cioè le
imprese devono essere costrette a
rinunciare al supersfruttamento del
lavoro. Per ottenere questo devono
intervenire i poteri pubblici, con
la prevenzione e la repressione,
senza connivenze e senza indugio e
punendo con il carcere chi è
responsabile di omicidi sul lavoro.
Dopo il pubblico
cordoglio non vogliamo più parole ma
fatti e i fatti sono che le imprese,
i poteri pubblici, il governo devono
considerare la persona che lavora
prima di tutto, prima della
produzione, prima del profitto,
prima del mercato. Non si deve più
scambiare il diritto alla salute e
alla sicurezza con il diritto al
posto di lavoro.
Nei luoghi di
lavoro bisogna lottare per la salute
e la vita: se c’è un rischio
denunciamolo, fermiamoci, non
lavoriamo e non facciamo lavorare.
Nel sindacato ci
deve essere la massima intransigenza
nella difesa della salute dei
lavoratori, senza subire ricatti,
pressioni, minacce da parte delle
imprese.
Chiediamo a Cgil, Cisl, Uil lo
sciopero generale
per la salute e
la sicurezza nel lavoro
Fermiamo il
paese per fermare la strage
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