Sicurezza sul lavoro: il consiglio dei ministri non cambia marcia rispetto ad agosto
Deleghe più veloci. Niente di più
Accelera l'iter di approvazione dei decreti attuativi del Testo unico di agosto (fin qui in ritardo). Ma nessuna nuova norma per ridurre i rischi di chi si gioca ogni giorno la vita lavorando. Previsto da gennaio un aumento dei controlli ispettivi

 
Il consiglio dei ministro ieri ha deciso di «accelerare» i tempi della legge delega per la sicurezza nei luoghi di lavoro. Le deleghe saranno portate a compimento entro la metà di gennaio, quattro mesi prima della scadenza. Come ampiamente previsto, è passata la «linea Damiano» ed è stata accantonata la proposta della Sinistra-Arcobaleno di licenziare la legge entro Natale. Rinviata alla «verifica» di maggioranza di gennaio anche la «piattaforma sicurezza» stilata dalla sinistra prima della riunione del consiglio dei ministri.
In buona sostanza, sotto il profilo legislativo, la strage alla ThyssenKrupp di Torino per ora ha avuto solo l'effetto di stringere i tempi della legge delega. Per non scontentare del tutto l'ala sinistra il ministro del lavoro Damiano non ha escluso l'introduzione nella legge delega di alcune «specifiche». Ad esempio, quella di esentare «per un certo periodo» precari e apprendisti da mansioni rischiose. E ha lasciato la porta aperta all'ipotesi di mettere nel maxiemendamento alla finanziaria alcune norme sulla sicurezza. La cosa andrà discussa con i capigruppo di Camera e Senato. Nel maxiemendamento il ministro della solidarietà sociale Ferrero vorrebbe inserire il divieto per medici e tecnici degli enti pubblici di fare i consulenti per le aziende private. Sulla necessità di porre fine a questo «conflitto d'interessi» dovrebbero convenire anche i centristi. Tutta in salita, invece, la strada per altre due richieste della Sinistra-Arcobaleno: abbassare il tetto delle ore di straordinario, permettere la cessione di ramo d'azienda solo per attività dotate di effettiva «autonomia» produttiva (per farlo va cambiata la legge 30).
Il prossimo cdm, ha annunciato il ministro Damiano, esaminerà due decreti della presidenza del consiglio. Uno ratifica il «patto» con le Regioni per aumentare le ispezioni delle Asl dalle attuali 70 mila a 250 mila l'anno. Il secondo assegna alle Regioni il coordinamento delle attività di prevenzione e vigilanza in materia di salute e sicurezza sul lavoro. Il comunicato diffuso da Palazzo Chigi dopo il cdm ricicla come una novità il reclutamento di 300 nuovi ispettori del lavoro (è già previsto in finanzia).
Camera e Senato ieri hanno reso omaggio alla vittime della strage alla ThyssenKrupp. A palazzo Madama il ministro Damiano ha ribadito che non serve promulgare nuove leggi. Quelle italiane sono ottime, il punto è farle applicare. «Con fermezza», ha aggiunto il presidente del Senato Franco Marini che ha sollecitato tutti a fare «uno sforzo in più» per debellare la piaga dei morti sul lavoro. A Montecitorio Fausto Bertinotti, che l'altro ieri a Torino era stato testimone della rabbia e del dolore dei lavoratori, ha insistito sulla solitudine degli operai, «condanna della poltica e fattore di crisi delle istituzioni democratiche». Per il presidente della Camera nel corteo di lunedì si è espresso «il dolore profondo e duro di chi, a ragione, si sente trascurato dal paese, dalla politica. Sta a quest'ultima rimettere la questione del lavoro al centro dello spazio pubblico».
Quel corteo deve aver avuto un qualche effetto persino su Walter Veltroni che ieri - udite, udite - ha annunciato che all'inizio del 2008 il Partito democratico terrà, a Milano o a Torino, una «grande conferenza operaia». Sarà la sede, dice il segretario del Pd, in cui si tornerà a discutere delle condizioni dei lavoratori in fabbrica «dopo tanti anni di grande silenzio». Non si sa se ridere o piangere, visto che non si ha memoria di un Veltroni che pronunci la fatidica parola «operi», archiviata non solo da lui ben prima della nascita del Pd.
Sul fronte delle indagini nessuna novità, salvo le perquisizioni effettuate ieri negli uffici della ThyssenKrupp a Terni e a Torino. Stazionarie nella loro gravita le condizioni dei tre operai ustionati. I funerali delle quattro vittime si terrano domani nel Duomo di Torino. Cgil, Cisl e Uil invitano tutti ad accompagnare la cerimonia sospendendo per dieci minuti il lavoro in fabbriche e uffici.
Dando per scontato che la ThyssenKrupp finirà sotto processo l'Inail anticipa che si costituirà parte civile. Il presidente Vincenzo Mungari pensa che il «tesoretto» dell'istituto (12 miliardi di «avanzi di gestione») vadano usati per aumemtare le prestazioni alle vittime degli infortuni e a chi si è ammalato di lavoro.m.ca ThyssenKrupp
L'azienda snobba i senatori
della commissione d'indagine «Un fatto desolante», commenta Oreste Tofani, presidente della commissione d'indagine del Senato sugli infortuni del lavoro. Ha colpito l'assenza della ThyssenKrupp all'incontro di ieri alla Prefettura di Torino. Nessuno dei tre rappresentanti dell'azienda convocati dalla commissione si è presentato. Nel pomeriggio i commissari hanno compiuto un sopralluogo nell'acciaieria della strage. Per poter entrare hanno atteso per un'ora l'arrivo di uno dei pm titolari dell'inchiesta. «E' la prima volta che mi succede di trovare i cancelli chiusi», ha dichiarato il presidente Tofani. L'azienda asserisce di aver solo rispettato le disposizioni della magistratura.