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“È stata una prova di maturità per
tutti. Una volta di più si è dimostrato che dove ci sono
settori avanzati, dove la cosiddetta economia della
conoscenza è la cultura dominante, si comprendono meglio le
ragioni reciproche, cosi com'è stato fatto in tempi record
con il nostro contratto”. A dirlo è il presidente di
Farmindustria, Sergio Dompè, commentando il recente rinnovo
del contratto dei chimici, siglato a un mese dalla scadenza
dopo venti giorni di trattative. L'aumento medio è di 103
euro a regime, 215 mila i lavoratori interessati. Sottolinea
poi Dompè: “ È un accordo di cui possiamo andare fieri,
Federchimica insieme a Farmindustria e ai sindacati, perché
ci sono alcuni punti di assoluta innovatività, sia per
quanto riguarda la flessibilità sia per una particolare
attenzione alla previdenza integrativa, come è stato fatto
attraverso l'adesione allargata al fondo Faschim”. Conclude
il presidente di Farmindustria: “Siamo grati al sindacato,
perché col suo aiuto possiamo lavorare meglio,
concentrandoci sui problemi della competitività”.
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