NEROZZI (CGIL), ACCORDO 1993 NECESSITA DI MODIFICHE

 

'Una parte del mondo del lavoro, dal commercio all’artigianato, ci mette sette anni per rinnovare un contratto. Non si tratta di abbattere tabù, ma di guardare le cose con gli occhi di oggi, e non di 15 anni fa: oggi la realtà è che i contratti non si fanno. L'accordo del 1993 necessita quindi di modifiche sostanziali. Se riusciremo, come ci auguriamo, a realizzare l’intesa su questo tema e sulla rappresentanza, avremo ottenuto qualcosa molto più importante di qualsiasi unione formale». A dirlo è il segretario confederale della Cgil Paolo Nerozzi, in una dichiarazione rilasciata all'interno di un'inchiesta del settimanale Il Mondo sulle prospettive dei sindacati italiani. Tra Cgil, Cisl e Uil, spiega, 'c’è stato un importante riavvicinamento di posizioni. Il sindacato ha retto prove dure, restando unito, malgrado la posizione contraria dell’ala sinistra della maggioranza politica e anche della Fiom. Il risultato è stato un rafforzamento delle confederazioni, mentre una certa idea di sindacato che guarda all’indietro è stata sconfitta'. E così conclude: 'Un tempo si facevano grandi affermazioni unitarie, ma sul merito eravamo profondamente divisi. Oggi è il contrario: pochi proclami, molti fatti. Pensare a un’unità organica mi pare complicato, e forse nemmeno utile. Ma l’unità reale c’è già. Forse non è quella del passato, ma bisogna guardare avanti'.

07/12/2007  11.38