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“La Fiom ha accentuato in questi mesi il
suo carattere massimalista, ma il risultato del referendum
ci costringe a una riflessione. Siamo stati l’unica
struttura a bocciare il Protocollo sul welfare, ma oltre l'80
per cento dei lavoratori lo ha promosso. Il fatto che nei
metalmeccanici i no siano stati il 51 per cento conta poco:
la Fiom ha da sempre l’ambizione di rivolgersi all’intero
mondo del lavoro, quindi l’errore strategico commesso dal
suo gruppo dirigente assume oggi una portata epocale”. A
dirlo è Fausto Durante, componente della segreteria della
Fiom Cgil, in un’intervista rilasciata al settimanale Il
Mondo, all'interno di un’inchiesta sulle prospettive dei
sindacati italiani. Per Durante, è necessario che nella Fiom
si apra una discussione interna sul proprio ruolo: “Temo
però che la volontà della maggioranza della Fiom sia di
procrastinare questo confronto, nel tentativo di svuotare di
significato l’ennesima scelta sbagliata. La Fiom, ormai, si
definisce sempre più in alternativa e in opposizione alla
Cgil, fuori e contro la Cgil, proseguendo un percorso
iniziato con il congresso del 1996, in cui venne lanciato lo
slogan dell’indipendenza dei metalmeccanici. Tutto questo
oggi va chiarito, vanno spazzate via le ambiguità: non si
possono corteggiare i Cobas, o i partiti della sinistra
massimalista, e nello stesso tempo pretendere di restare
nella maggioranza congressuale della Cgil. O dentro o fuori.
Io voglio stare dentro, spero anche la Fiom”. |