Lavoro e vita da precari
(6 dicembre 2007)
Uno studio condotto da
due ricercatori dell'Istituto per lo Sviluppo della
Formazione dei Lavoratori e dell'Istituto Nazionale di
Statistica, rispettivamente quantifica alla fine del 2006 in
circa 2.809.000 i lavoratori con forme contrattuali
"precarie", a cui andrebbero sommati ulteriori 948.000
lavoratori provenienti da esperienze lavorative "precarie"
terminate ed in cerca di nuova occupazione, per un totale di
3.757.000 lavoratori. Nel loro studio i due ricercatori
evidenziano anche che non sempre un periodo di lavoro
flessibile diviene l'anticamera a forme contrattuali più
stabili, ma che anzi con il passare del tempo
dall'introduzione di queste forme lavorative "il tasso di
conversione di occupazioni precarie verso lavori stabili è
sempre più basso e che tra i precari non sono presenti solo
giovani alle prime esperienze lavorative, ma vi è anche una
"non trascurabile" presenza di over-40.
I dati Inps delle iscrizioni al Fondo di Gestione Separata,
è il direttore Inps di Viareggio dr. Giancarlo Iannella a
comunicarli, contano, nella sola Viareggio e Versilia, ben
1978 nel 2006, suddivisi tra 1646 collaborazioni e 332
associaati, mentre nel 2007, dal 1 gennaio al 31 ottobre,
contano un totale di 922, suddivisi tra 728 collaborazioni e
194 associati. Nell'ultimo mese di novembre ci sono state
ben 70 nuove iscrizioni, di cui 63 a progetto e 7 associati,
con 37 cancellazioni.
I dati in calo, che non fanno però prospettare una
situazione rosea di trasformazione in rapporti di lavoro
subordinato, regolamentati da CCNL di settore, fanno
presumere una ben peggiore situazione, di disoccupazione e/o
di lavoro nero.
Sempre più frequenti sono i casi di lavoratori precari che
si rivolgono alla Camera del Lavoro per iniziare una
vertenza: non si tratta solo di operatori di call center,
seppur numerosissimi, ma anche di commesse di negozi
"assunte" con contratto a progetto, così come segretarie di
studi professionali o baristi e cuochi associati in
partecipazione, lavoratori tutti rientranti in settori
lavorativi dove esistono CCNL, che se assunti regolarmente
avrebbero specifiche tutele e garanzie, i cui diritti invece
vengono driblati dai datori di lavoro, al solo scopo di
risparmiare, sulla pelle dei lavoratori.
Situazioni queste che, unitamente a quelle, sempre piu'
frequenti, di lavoro nero e lavoro "grigio", da parte del
Sindacato vengono altresi segnalate agli organi preposti,
come la Direzione Provinciale del Lavoro e gli Uffici
Ispettivi dell'Inps, per le opportune verifiche e sanzioni
del caso.
L’istituzione dei cosiddetti lavoratori parasubordinati
(anno 1996) fu,inizialmente,dettata dall’esigenza di dare
copertura contributiva alle attività svolte dal popolo delle
partite Iva (consulenti, professionisti).
"Successivamente, la cronica ed avvilente incapacità dello
Stato di procedere ad una vera politica del lavoro - afferma
il dr. Giancarlo Iannella,direttore Inps di Viareggio - ha
condotto ad un ampliamento abnorme della categoria dei
co.co.co, e dei co.pro o degli associati, ricomprendendo
nella stessa una platea indiscriminata di lavoratori
precedentemente in nero e dopo coperti, seppur
parzialmente,da garanzie contributive. La materia è
complessa ed investe dinamiche di politica sociale molto
delicate".
Sempre secondo il dr. Giancarlo Iannella, " la quasi
totalità dei contratti ora detti a progetto e, ancor di più,
dei rapporti di associazione in partecipazione cela,di
fatto, un rapporto di lavoro subordinato a tutti gli
effetti, e se ne ha un riscontro quotidiano: leggendo il
contratto allegato alla richiesta di iscrizione alla
Gestione Separata ci si accorge che la "fantasia" del
progetto a volte supera ogni limite, come nel caso di due
"operatori del settore culinario", uno "assunto" per la
stagione estiva al bar di uno stabilimento balneare, per 515
euro al mese, con il progetto "il dover migliorare il
livello qualitativo dei cibi", e l'altro,assunto in un
ristorante per 300 euro al mese, col progetto di organizzare
il servizio in sala per banchetti e cerimonie" oppure il
dentista con contratto di 12 mesi, il cui compenso annuo
ammonta a 6.000 euro, col progetto di "istruttore di nuove
tecniche di profilassi odontoiatrice". I vari Governi
succedutisi negli anni dal 1996 in poi hanno,di
fatto,avallato questa situazione per fronteggiare il
dilagare del lavoro nero.Col tempo, all’iniziale assenza di
tutela per il popolo dei co.co.co.si è cercato di porre
rimedio mediante l’ampliamento degli istituti previdenziali,
ma resta il fallimento della funzione di controllo che tutti
gli organi della pubblica amministrazione preposti al
rispetto delle regole dovrebbero assicurare. E’una sorta di
resa obbligata posta la pochezza di risorse tutt’oggi
destinate all’esercizio dell’attività ispettiva. A ciò si
deve sommare la vergognosa tendenza di tanti datori di
lavoro (aziende e privati) a sfruttare il lavoro di giovani
bisognosi di lavoro e guadagno.L’individuazione di ogni
singolo caso di sfruttamento del lavoro altrui e la
conseguente adozione delle sanzioni previste dalla legge
costituisce un,sia pur minimo, successo ed un segnale di
attenzione per tanti giovani. Ben vengano,quindi,interventi
come quello segnalati dal Sindacato, il cui impatto potrà
essere ampliato se,come posso garantire per l’Istituto che
rappresento,attuato in sinergia con gli enti preposti ai
controlli".
Precari, ossia l'umiliazione di subire condizioni di
inoccupazione o di finta occupazione, che, spesso laureati e
specializzati, si trovano a svolgere mansioni percependo uno
stipendio pari a 2/3 in difetto rispetto a quello che
percepivano i padri, o i nonni.
Denunciare le finte collaborazioni e la truffa insita nello
spacciare per progetto o associazione in partecipazione un
rapporto di lavoro subordinato, per cancellare questa sorta
di contratti usa e getta con i quali non si riesce ad
arrivare a fine mese e meno che mai ad accendere mutui o a
pagare affitti è una questione di giustizia e civiltà.
Si tratta di contratti spazzatura, conclude Tassinari, che
hanno tolto i sacrosanti diritti previsti dai CCNL e, ancor
peggio, il diritto ad un futuro dignitoso. Condizioni di
lavoro, queste, che si ripercuotono tutte sulle condizioni
di vita: lavori atipici con stipendi incerti che portano
amaramente al formarsi di famiglie precarie, dove il
disordine è la regola, dove si vive last minute, dove ogni
giorno è diverso dal precedente, dove tutto è da
improvvisare, con buste paga
precarie-intermittenti-temporanee. Non si può rimanere
impassibili a guardare chi sfrutta e non ribellarci ai
soprusi di chi ci ha abituato (costretti) a non ribellarci
sotto la minaccia di un non rinnovo del contratto. Tacere
contribuirebbe solo alla sopravvivenza, inaccetabile, di un
malcostume divenuto piaga nella nostra società, a livello
locale cosi' come nazionale, e servirebbe solo a proteggere
i truffatori. L' utilizzo/abuso dei contratti a progetto e
di tutte le forme di lavoro parasubordinato è legato
soltanto alla necessità di aumentare i profitti delle
aziende. Un buon contratto di lavoro significa DIGNITA.
Mario Navari, consigliere provinciale del PRC, al tavolo
organizzato per lunedi 10 dicembre della 9° Commissione
Lavoro ha formalmente invitato il Direttore Inps di
Viareggio, per parlare di questo e della peggiore forma di
precariato, il lavoro nero.
Letizia Tassinari