PRESENTATO IN CONFERENZA
STAMPA IERI ALLA STAZIONE TERMINI IL DOSSIER SUI
GRAVI INCIDENTI OCCORSI A LAVORATORI E PASSEGGERI DOVUTI ALLA
MANCANZA DI SICUREZZA DELLE PORTE DEI TRENI.
IN ALLEGATO ALCUNI
DEI DISPACCI DI AGENZIA BATTUTI IERI STESSO
FERROVIE, RSU
PRESENTANO DENUNCIA CONTRO RISCHI «PORTE APERTE»
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CRO TXT Omniroma-FERROVIE, RSU PRESENTANO DENUNCIA CONTRO RISCHI
«PORTE APERTE» OMNIROMA) Roma, 04 dic - Un esposto-denuncia ad
alcune Procure della Repubblica è stato presentato oggi da
lavoratori e delegati Rsu dei diversi settori del comparto
ferroviario italiano contro i rischi per la sicurezza a danno di
utenti delle Ferrovie dello Stato e dei lavoratori stessi. La
denuncia è rivolta, principalmente, contro il cosiddetto meccanismo
delle «porte aperte», ossia la chiusura delle porte automatiche dei
treni, spesso difettose e, dicono i lavoratori, senza i necessari
sistemi di sicurezza. «Ormai si tratta di un vero e proprio fenomeno
infortunistico - ha spiegato Dante De Angelis, rappresentante dei
lavoratori per la sicurezza - e, a causa dei dispositivi che non
funzionano o non ci sono, gli infortuni sono sempre uguali e sempre
gravi». Sulla metà dei treni in circolazione sul territorio
nazionale, dicono i lavoratori, non esiste la spia che avverte
quando il convoglio è in movimento con le porte ancora aperte né
esiste un sistema di blocco automatico. «Quello che è ancora più
grave è che dal 1 dicembre scorso Rfi (Rete ferroviaria italiana) ha
modificato i regolamenti secondo cui quando le spie non funzionano è
sufficiente un controllo del capotreno per far ripartire il treno»,
ha detto De Angelis. Gli incidenti spesso mortali causati dal
mancato dispositivo di sicurezza sono stati, negli ultimi due anni,
una ventina. Quando non sono mortali, sono causa di gravi
amputazioni degli arti. Vittime degli incidenti sono anche i
capotreno che, al momento del controllo delle porte, possono
rimanere incastrati se il treno parte all'improvviso. Quattro le
richieste presentate dai lavoratori e dalle Rsu: il ripristino delle
regole di sicurezza vigenti negli anni passati e l'accantonamento
delle vetture con le porte guaste; la modifica degli apparati delle
carrozze le cui porte causano gli infortuni più frequenti, come
Media Distanza e Gran Confort; un piano urgente per dotare tutte le
carrozze del dispositivo di sicurezza; un intervento della
magistratura nei confronti dei dirigenti Fs e del ministero dei
Trasporti, a tutela della pubblica incolumità. gca 041450 dic 07
FINE DISPACCIO
FERROVIE:
ESPOSTO-DENUNCIA LAVORATORI, PORTE KILLER SU TRENI
CRO S0B
S41 S42 S43 S45 QBXL FERROVIE: ESPOSTO-DENUNCIA LAVORATORI, PORTE
KILLER SU TRENI (ANSA) - ROMA, 4 DIC - Porte killer sui treni
italiani. La denuncia giunge da delegati Rsu e Responsabili per la
sicurezza dell'Assemblea Nazionale dei Ferrovieri che hanno
presentato un esposto alle Procure di Roma e di altre città
italiane. Secondo i lavoratori - che parlano di quattro morti solo
negli ultimi mesi e circa 800 infortuni in due anni - metà dei treni
in circolazione (intercity, espressi e parte dei regionali) non ha i
dispositivi atti a impedire che qualcuno rimanga intrappolato tra le
porte con il treno già in moto, mentre nuove disposizioni interne
entrate in vigore il primo dicembre vanificano, per garantire
maggiore puntualità, il sistema 'controllo porte chiusè sui convogli
dove è presente. In base alle nuove direttive adottate in
particolare da Trenitalia, in linea con quelle precedentemente
emanate da Rfi, anche sui treni dove esiste il sistema che accende
in cabina di guida una spia luminosa solo quando tutte le porte sono
chiuse, si consente infatti la partenza, evidenziano i lavoratori,
anche in assenza di tale segnale, affidando il controllo visivo al
capotreno. Una 'missione impossibilè per quest'ultimo, dicono,
considerato che un Etr, per esempio, conta ben 46 porte. (ANSA). BOR
04-DIC-07 16:22 NNN
FINE DISPACCIO
FERROVIE:
ESPOSTO-DENUNCIA LAVORATORI, PORTE KILLER SU TRENI(2)
CRO S0B
S41 S42 S43 S45 QBXL FERROVIE: ESPOSTO-DENUNCIA LAVORATORI, PORTE
KILLER SU TRENI(2) (ANSA) - ROMA, 4 DIC - Ma c'è anche il problema,
osservano, di tutti quei casi in cui il capotreno affianca il
macchinista in cabina e dunque non può svolgere il suo ruolo di
controllo. E così anche i treni meglio attrezzati finiscono per
essere privi di un dispositivo di sicurezza costituito da un
semplice circuito elettrico ma che sarebbe stato addirittura
disattivato per ragioni organizzative, si legge
nell'esposto-denuncia, nelle cosiddette carrozze 'a media distanzà.
Carrozze che sarebbero vere 'serial killer', per come sono
configurate e azionate le porte (riapribili anche dall'esterno a
treno già in movimento) e sulle quali sono avvenuti - denunciano
ancora i lavoratori - gli ultimi quattro incidenti mortali a Roma
Termini, Pietrasanta (Lucca), Torricella (Rieti) e Verona.
Particolarmente insidiose sonno giudicate anche le carrozze 'gran
confort' di prima classe, le cui porte si chiudono con violenza 'a
ghigliottinà. «Eppure i dispositivi di sicurezza non richiederebbero
grandi investimenti - ha sottolineato Dante De Angelis, il
macchinista e delegato alla sicurezza licenziato e reintegrato da
Trenitalia nel 2006 - considerate le spese che si fanno in
riverniciature e pubblicità». E le ferrovie pubbliche hanno «un
obbligo giuridico e morale di adottare tutte le misure
ragionevolmente applicabili per la pubblica incolumita». Tanto che
proprio nei giorni scorsi, ha ricordato ancora De Angelis, il
tribunale di Prato ha condannato per omicidio colposo tre alti
dirigenti di Trenitalia e Rfi per la morte di una viaggiatrice
caduta da una porta apertasi in corsa nel 2002. Solo uno dei tanti
infortuni e incidenti recenti ricordati dall'Assemblea nazionale
ferrovieri e che, quando non sfociano nella morte di passeggeri o
membri del personale, provocano gravi lesioni e amputazioni. Da qui
la richiesta - negli esposti firmati da delegati di varie sigle
sindacali, come Sdl e Orsa ma anche Cgil e Uil - di un intervento
urgente della magistratura. (ANSA). BOR 04-DIC-07 17:15 NNN
FINE DISPACCIO
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