Nota stampa

Riforma del sistema contrattuale. Giorgio Cremaschi: “Dal 23 luglio del ’93 l’unica merce a prezzo controllato è il lavoro”

Intervenendo alla riunione dei segretari nazionali Cgil sul sistema contrattuale, Giorgio Cremaschi ha, tra l’altro, detto.

“Si parla di controllo dei prezzi e di lotta alla speculazione, vista la ripresa dell’inflazione in maniera incontrollata, ma la verità è che l’unica merce che oggi ha il prezzo controllato è il lavoro. Dall’accordo del 23 luglio del 1993 i contratti nazionali non possono aumentare il salario più dell’inflazione programmata e quelli aziendali devono legare il salario ai rendimenti dell’impresa e alla produttività del lavoro. Gli unici, insomma, che non hanno diritto di chiedere veri aumenti sono i lavoratori, mentre tutti gli altri beni possono aumentare ben sopra l’inflazione. Questo è il sistema che è stato costruito a partire dall’accordo del 23 luglio 1993, sistema che va cambiato, ma non certo per ridurre il peso del contratto nazionale, ma anzi per liberare la contrattazione dai tetti e dai vincoli del sistema di prezzi amministrati che ha compresso e abbassato il potere d’acquisto del salario.”

Roma, 3 dicembre 2007