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A commento dell'articolo di Paolo Andruccioli pubblicato su Rassegna Sindacale I sindacati e la concertazione del futuro:
Un piccolo articolo in realtà (da leggere) che dice poco ma che vuole sottintendere molto. Va infatti notato come dietro al facile ed opportunistico gioco giornalistico del porre quesiti senza indicare la risposta, facendo intendere nel contempo che in realtà questa risposta già esista nella testa di chi li pone, si rintraccia chiaramente quali siano le aspettative evocate dall'articolo e gli scenari ambiti.
L'Andruccioli fa lo stupito per le polemiche politiche che sono nate attorno alla discussione in parlamento sull'accordo per il "nuovo Welfare". Non si capacita sopratutto del perchè la politica (quella della sinistra) abbia sollevato preoccupazioni per una deriva corporativa che di fatto riduce il parlamento a semplice testimonial di accordi e scelte fatte altrove. In fin dei conti cosa è successo !?. Sindacati, padroni e Governo hanno fatto tra di loro un accordo (certo poi ratificato con un referendum anche se, ci permetta, manteniamo i nostri dubbi sulla democraticità dell'intero percorso) che taglia le pensioni e che di fatto conferma l'impianto della legge 30. Un accordo che però (per reggersi) impone una normazione per legge che riscriva alcune regole e che preveda lo stanziamento di finanziamenti pubblici. Materie come si vede di competenza del parlamento che le leggi le propone, le discute e le approva (è stato eletto per questo in rappresentanza del paese). Certo Andruccioli può dire che quell'accordo è stato firmato anche dal Governo, ma così facendo cade nella trappola, poichè tirando il suo discorso alle estreme conseguenze il suo stupore potrebbe trasformarsi in un .... a che serve un parlamento visto che c'è già un tavolo in cui soggetti potenti come un primo Ministro, tre segretari sindacali nazionali, ed i presidenti di diverse associazioni imprenditoriali hanno già deciso tutto ?? Andruccioli forse non se ne è accorto ma il suo discorso contro il rischio di corporativismo e le sue perplessità in merito alle critiche politiche a riguardo, se tirate fino alle loro naturali conseguenze, portano diritto alla celebrazione del corporativismo.
Sostanzialmente, la concertazione del futuro, a cui Andruccioli si riferisce nel suo articolo, altro non sarebbe che un bel tavolo delle corporazioni, al quale i sindacati siederebbero a pieno titolo, sulle cui decisioni nessuno può mettere bocca, neppure il popolo Italiano attraverso la sua forma più democratica di rappresentanza, che non è un Governo, ma il parlamento (che tra l'altro ha funzioni di direzione, di orientamento e di verifica sull'operato del Governo, da lui nominato, che non a caso si chiama "esecutivo"). Nella sua disquisizione Andruccioli si fa per altro guidare da una particolare eccitazione per la riscoperta potenza del ruolo del sindacato in Italia. Infatti si domanda e domanda ai sui interlocutori, se per caso nessuno si sia accorto che il sindacato è tornato a contrattare su questioni generali, assumendo così un forte ruolo da "soggettività politica generale", rivendicando quindi un pieno riconoscimento in proposito. A dire il vero sarebbe proprio ora che nel sindacato si aprisse una seria e democratica discussione sull'efficacia della sua capacità contrattuale in questi 10 anni. Gli stessi sindacati sono infatti costretti a riconoscere che i salari si sono ridotti e di non poco. Ma Andruccioli non si riferiva a questa contrattazione ma a quella sulle politiche generali, a quella che fa del sindacato un soggetto politico, degno quindi di partecipare al tavolo delle corporazioni. Ma anche in questo caso siamo dubbiosi rispetto all'ottimismo di Andruccioli. Più ci si pensa e meno vengono a mente grandi questioni su cui il sindacato abbia veramente giocato un ruolo in questi anni. Le leggi finanziarie sono passate sopra la testa dei lavoratori senza che Cgil Cisl e Uil riuscissero nemmeno a farci restituire il fiscal-drag (per altro dovuto), i prezzi, le tariffe, gli affitti sono aumentati senza che mai si siano aperte vertenze per controllarne le dinamiche attraverso norme e regole (prezzi amministrati e/o controllati) che tutelassero i salari (visto che la scala mobile non c'è più e la contrattazione nazionale riesce a mala pena a recuperare l'inflazione programmata). In compenso si è privatizzato ogni cosa possibile senza che i nostri sindacati dicessero qualcosa in proposito. Anche sulle politiche industriali (diciamocelo) non è che la nostra azione sindacale sia stata chiara ed efficace. L'Italia non ha più una chimica degna di questo nome, non ha più una informatica ecc. Tutte cose che come sindacato abbiamo saputo al massimo subire senza che le nostre roboanti piattaforme settoriali siano mai riuscite a procedere con coerenza e determinazione, pronte come sempre a diluirsi di fronte alle promesse politiche (dei governi o dei partiti amici) ed alle mediazioni sui costi occupazionali. Certo Andruccioli si riferisce sopratutto a questa ultima trattativa per l "nuovo Welfare". Ma anche qui ... siamo sinceri.... parliamo di una trattativa chiesta dal Governo a cui il sindacato è andato senza un mandato e senza una piattaforma discussa e condivisa dai lavoratori, e di un'accordo che lo stesso segretario Epifani ha inizialmente e con evidenza digerito senza troppa convinzione e che poi ha sostenuto perchè "altrimenti cade il Gioverno". Un po poco per credersi ora soggetti politici. Certo è che questa vicenda ha però esaltato nei sindacati la voglia di un nuovo protagonismo tantè che oggi non li ferma più nessuno. Si è infatti subito aperto il confronto con Confindustria sui nuovi modelli contrattuali (ma ancora una volta senza un mandato e senza una piattaforma discussa e condivisa), e di fronte all'inflazione che aumenta si è subito chiesto al Governo un incontro (per andare a chiedere cosa nessuno lo sa).
Alla fine del suo articolo però Andruccioli può vantare come cosa concreta utile a legittimare il sindacato come nuova potenza concertativa il fatto che il sindacato è oggi un potente fornitore di servizi. Un po poco non vi pare ???
Invece di domandarsi se il sindacato è oggi riconosciuto o meno soggetto politico generale dai rappresentanti delle altre corporazioni, non sarebbe invece il caso di guardarsi un poco dentro e mettere mano a quelle vistose carenze che sempre meno stanno contribuendo a far sembrare il nostro sindacato ad un sindacato ?? Ad esempio, su questa nuova trattativa sui modelli contrattuali ... Cgil Cisl Uil per conto di chi stanno trattando visto che nessun lavoratore è stato coinvolto in una discussione preventiva ed i più non sanno neppure che si sta trattando qualcosa ??? 01-12-2007 Coordinamento RSU |
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