Le agenzie di stampa riportano i risultati di una indagine del CNEL che denuncia di come la contrattazione di secondo livello sia praticamente ridotta al solo 10% delle aziende. Cioà praticamente inesistente.

Una notizia non nuova in realtà che però assume una importanza particolare in una fase in cui Cgil Cisl Uil puntano a spostare proprio sulla contrattazione di secondo livello il baricentro della contrattazione salariale.

Ridotto all'osso si può dire che Cgil Cisl Uil non sono state in grado in questi anni di promuovere, organizzare e sostenere una diffusa contrattazione decentrata sopratutto nelle piccole e medie imprese, proprio quelle che pagheranno in maniera ancor più pesante lo smantellamento del contratto nazionale. Per fare contrattazione decentrata diffusa, sopratutto nelle piccole e medie imprese servono sindacalisti che girano per le zone, che promuovono assemblee con i lavoratori, che preparanpo assieme a loro piattaforme e che sostengano il loro ruolo di negoziatori nei confronti delle imprese.

Il dato del Cnel dimostra anche questo, lo scarso radicamento dell'apparato sindacale sul territorio, gli scarsi rapporti con le aziende (sopratutto piccole e medie), lo scarso utilizzo delle ore di assemblea (sono milioni le ore di assemblea non utilizzate semplicemente perchè i sindacalisti non sanno neppure più utilizzare le 10 ore previste contrattualmente .. e si che di argomenti da portare alla discussione dei lavoratori ce ne sarebbero e come).

Ma ovviamente i sindacalisti non riescono a capire che gran parte del ritardo negoziale sul livello decentrato è in realtà proprio la carenza di "lavoro sindacale" sulle aziende. Per loro è colpa del Modello contrattuale. Riescono infatti ad utilizzare l'indagine del CNEL non già per fare una seria verifica delle loro capacità di radicamento sui territori ma per rilanciare l'urgenza di un nuovo modello sindacale ... come se fosse colpa di questo se in molte fabbriche non vedono un sindacalista da anni.

Coord. RSU

 

 

CNEL, CONTRATTAZIONE AL MININO, SOLO IN 10% AZIENDE

 

La contrattazione aziendale è ai livelli minimi degli ultimi 10 anni. Nel 2006, nel settore privato, la frequenza è scesa al 10 per cento circa, dal 40-60 per cento annuo del 1999-2000. E' quanto emerge da un rapporto del Cnel sulla base dell'ultimo aggiornamento dell'archivio dello stesso Consiglio nazionale dell'economia e del lavoro, che contiene quasi 3.000 accordi relativi a un campione costituito da più di mille aziende private (con oltre 100 dipendenti). Secondo il Cnel, questa tendenza al declino della contrattazione aziendale si manifesta ancora più forte nelle imprese di minore dimensione (tra 100 e 999 dipendenti), anche se non manca nelle imprese maggiori (quelle con oltre 1.000 dipendenti). Tra queste ultime, per quanto riguarda ad esempio i metalmeccanici, i massimi di intensità di contrattazione sono stati toccati nel 2000 e nel 2004, raggiungendo quasi la metà del campione del settore in corrispondenza con le stagioni di rinnovo della contrattazione integrativa, ma pur sempre all'interno di una tendenza alla flessione. In generale, afferma il presidente della Commissione dell'informazione del Cnel Paolo Emilio Reboanti, 'tale tendenza giustifica in parte la dinamica dei salari più bassi'. Il calo nella contrattazione aziendale, sottolinea il rapporto, 'può essere messo in relazione alla flessione e alla caduta della produttività nel periodo 2000-2005 e quindi a una attenuazione della ability to pay delle imprese, con la conseguenza di un mancato rinnovo dei contratti integrativi o comunque di una una mancata erogazione di quote di retribuzione aggiuntiva'. La mancata contrattazione è anche causa delle 'difficoltà delle relazioni industriali, segnalate dal forte ritardo dei rinnovi contrattuali in importanti settori e dalle difficoltà delle trattative nello stesso periodo'.

30/11/2007  11.43

 

CONTRATTI: UIL, RIFORMA MODELLO SEMPRE PIÙ URGENTE

 

'Il declino della contrattazione nel settore privato conferma la necessità di determinare rapidamente una riforma del sistema contrattuale'. A dirlo è Paolo Pirani, segretario confederale della Uil, commentando i dati diffusi dal Cnel secondo i quali la contrattazione aziendale ha toccato il livello minimo del 10 per cento. Aggiunge Pirani: 'Serve una riforma del sistema contrattuale che leghi le retribuzioni alla produttività, su questo rapporto deve puntare la trattativa. Non avere fatto questo sta alla base di quanto lo studio del Cnel ha rilevato. Col risultato che diminuiscono le occasioni di contrattazione, così come diminuisce il salario dei lavoratori'.

30/11/2007  13.14