COMUNICATO STAMPA: L’ALTRA FACCIA DELLE COOP

A distanza di due anni dalla sua scadenza e dopo 18 mesi dalla presentazione della piattaforma rivendicativa, lunedì 26 novembre 2007 le OO.SS di categoria hanno raggiunto un’ipotesi di accordo per il rinnovo del Contratto Integrativo Aziendale di Coop Adriatica area Emilia che riguarda più di 4000 mila lavoratori/trici sparsi nel territorio bolognese. Come delegate e delegati di Coop Adriatica aderenti alla Rete 28 Aprile in Cgil giudichiamo questa ipotesi di accordo disastrosa sia nel merito che nel metodo.
Nel merito si è accettato, di fatto, per i neo-assunti in punti vendita di nuova apertura un doppio regime salariale e normativo che prevede:

SUL SALARIO
Per i primi 48 mesi la non erogazione del Premio Integrativo Aziendale e la non maturazione del Salario Variabile. Peggiorando così la stessa normativa già in essere che prevede per i neo-assunti un salario di ingresso di 36 mesi.

SULLE NORMATIVE
Per i tempi pieni un aumento dell’orario di lavoro da 37 a 38 ore a parità di salario.
Il non riconoscimento della pausa retribuita, della maggiorazione del 135% per il lavoro domenicale e le 24 ore di permessi retribuiti.

Con questo accordo le organizzazioni sindacali accettano il principio che possano esistere lavoratori di serie A (quelli già assunti full-time e a tempo indeterminato) lavoratori di serie B (part-time, contratti a termine, apprendisti ecc.) e lavoratori di serie C (i neo-assunti nei nuovi punti vendita).
Nel metodo: senza un minuto di sciopero si accetta di discutere della contropiattaforma della Coop per accettarne infine la logica di fondo peggiorando lo stesso doppio regime salariale e normativo esistente.
Inoltre, questo accordo contraddice clamorosamente lo stesso documento conclusivo del congresso nazionale della Filcams che aveva al centro lo slogan “Includere gli esclusi”, proprio mentre in tutto il paese si discute e si conviene sulla necessità di attuare politiche a favore dei giovani.
Chiediamo quindi che la Filcams-Cgil non ponga la firma a questa ipotesi di accordo e che metta in campo una campagna di informazione e di lotta che denunci la reale natura del sistemo cooperativo in questo paese che da tempo non ha più nessuna distintività rispetto al privato.

Area programmatica Rete 28 Aprile Emilia Romagna