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Nota stampa
Protocollo welfare. Giorgio Cremaschi: “Incomprensibili e autolesioniste alcune posizioni sindacali”
“Il cammino accidentato del protocollo sul welfare in Parlamento ha ricevuto commenti sindacali in alcuni casi assolutamente incomprensibili, se non autolesionisti.” “Sui lavori usuranti Cgil, Cisl e Uil dovrebbero sostenere, come peraltro hanno detto durante la consultazione, che il tetto è iniquo. Se c’è un diritto questo deve valere per chiunque ne sia titolare e non può essere soggetto a limitazioni contabili. Se si modifica in meglio la normativa sui lavori usuranti è evidente che deve aumentare la platea e la spesa, altrimenti è solo un trucco che crea confusione. Ci aspetteremmo che Cgil, Cisl e Uil dicessero queste parole con chiarezza e non parlassero d’altro. Sul mercato del lavoro è bene ricordare che in consultazione Cgil, Cisl e Uil hanno dichiarato che il job-on-call era stato abolito, e che lo staff leasing lo sarebbe stato. Sarebbe quindi necessario lamentarsi del peggioramento con cui viene reintrodotto il job-on-call invece che piangere perché sarebbe abolito lo staff leasing, che non utilizza nessuno.” “Infine, è bene ricordare che nella consultazione Cgil, Cisl e Uil hanno scritto nei volantini e spiegato ai lavoratori che dopo 36 mesi di lavoro precario si doveva essere assunti a tempo indeterminato e che questo era l’obiettivo del sindacato. Ora che tenui modifiche potrebbero limitare l’arbitrio delle imprese dopo i 36 mesi di lavoro precario, Cgil, Cisl e Uil dovrebbero essere per prime soddisfatte.” “In sintesi, c’è qualcosa di incomprensibile in alcune dichiarazioni sindacali. Ci sono dirigenti del sindacalismo confederale che paiono irritati da possibili modifiche migliorative del protocollo e indifferenti a quelle peggiorative. E’ una posizione sindacale assurda e autolesionista. Noi che abbiamo detto con convinzione il nostro no al protocollo non ci offendiamo se viene migliorato, mentre ci arrabbiamo se il Parlamento lo peggiora. Dovrebbe essere l’abc del sindacato ma, evidentemente, una certa idea della concertazione con la Confindustria stravolge anche il buon senso sindacale.”
Roma, 23 novembre 2007 |
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