Trieste: licenziata la dipendente dell’ospedale che aveva denunciato gli scarichi inquinanti: I carabinieri avevano rilevato gli smaltimenti illeciti in un laboratorio di Cattinara
(22 novembre 2007)
Licenziata dopo aver informato i
carabinieri dei Nas che parecchie macchine del Laboratorio
di analisi di Cattinara scaricavano direttamente reagenti
chimici e liquidi biologici nella rete fognaria.
È accaduto a Ida Miser, 50 anni, ormai ex dipendente della
struttura sanitaria pubblica. Il suo licenziamento «senza
preavviso», è stato deliberato il 7 novembre dal direttore
generale dell’Azienda ospedaliera, Franco Zigrino, col il
parere favorevole del direttore amministrativo Gabriella
Gerin e del direttore sanitario Luca Lattuada.
Secondo l’azienda, informando la procura della Repubblica
delle disfunzioni del laboratorio con un esposto presentato
il 27 febbraio 2007, Ida Miser ha compiuto un atto
«finalizzato ad arrecare pregiudizio all’azienda e con
evidente fine di ritorsione». «Va rilevato - si legge ancora
sul verbale dell’Ufficio per l’attività disciplinare
dell’azienda ospedaliero-universitaria - «come il danno che
l’azienda ha subito e subisce tutt’ora dal comportamento
della signora Miser, è rilevante, in quanto a seguito dei
sequestri effettuati dai carabinieri dei Nas, sono state
attivate delle modalità di scarico dei residui di
laboratorio mediante affidamento a una ditta specializzata,
con un importante aggravio di costi per l’azienda».
Viene inoltre «rimproverato» alla ex dipendente di aver
provocato un danno all’immagine dell’azienda, a causa della
diffusione della notizia.
Dopo l’esposto i carabinieri si erano presentati al
laboratorio, lo avevano ispezionato e avevano riferito
l’esito del loro lavoro al pm Maddalena Chergia. I nomi di
Franco Zigrino, Mohamed Lasri, Lucia Pelusi, Bruno Biasoli e
Maurizio Canaletti, poco dopo sono sono stati iscritti sul
registro degli indagati. Per il direttore Franco Zigrino e
per il responsabile della Siram spa, Mohamed Lasri,
l’ipotesi è di cooperazione colposa nell’inquinamento
prodotto dal laboratorio. Per gli altri il concorso nello
stessa ipotesi di reato.
Secondo il rapporto dei carabinieri è emerso come il
Dipartimento di Medicina e di Laboratorio dell’ospedale di
Cattinara da anni smaltisse illecitamente prodotti
dell’attività di laboratorio. Lo smaltimento avviene nella
rete pubblica di fognatura; i residui delle analisi vengono
svuotati direttamente nei lavandini, oppure canalizzati
negli scarichi interni che vengono poi immessi nella rete
cittadina.
Secondo l’inchiesta i rifiuti smaltiti sono classificabili
come rifiuti sanitari, rifiuti a rischio infettivo, rifiuti
pericolosi e rifiuti non pericolosi. Questi dati, peraltro,
sono stati ricavati dalle stesse schede dei prodotti
utilizzati per le analisi. Ora la parola passa alla
magistratura del lavoro.
mercoledì, 21 novembre 2007
c.e. c.b. (Il Piccolo - Trieste pagina 21)