Formazione continua - Lo strano accordo dei chimici

il testo dell'accordo (PDF)

Il Contratto nazionale demandava a data successiva l'impegno delle parti a siglare un accordo attuativo in tema di formazione continua a favore dei lavoratori.

L'obiettivo, dichiarato anche nelle motivazioni sindacali al momento della firma del CCNL, era che a fronte dei continui cambiamenti  professionali che la trasformazione e la ristrutturazione industriale determina dovesse essere fornito ai lavoratori un piano formativo che implementasse ed adeguasse le professionalità esistenti a queste trasformazioni ed innovazioni, sopratutto per tutelarne l'occupabilità.

Nell'accordo firmato lo scorso 7 novembre tale obiettivo viene riprecisato. Infatti l'accordo si apre con questa dichiarazione ...

In attuazione di quanto disposto nel Ccnl, parte VII, le parti, riconoscendo l'impegno delle imprese e dei lavoratori in materia di formazione come investimento per il miglioramento della competività delle imprese, dello sviluppo ed arricchimento professionale delle risorse umane e della loro occupabilità, con il presente accordo intendono .....

Da questa premessa in poi l'accordo però tracima nell'assurdo.

L'accordo prevede l'impegno formativo su due terreni principali:

1. la sicurezza sul lavoro. E qui possiamo concordarne l'utilità anche se questo percorso si sommerebbe, e non si sa con quali conseguenze, a quell'attività formativa ed informativa che già l'azienda è impegnata a sostenere per legge e completamente a suo carico.

2- "Nell'ambito della contrattazione di secondo livello, accrescimento della partecipazione e del coinvolgimento dei lavoratori al raggiungimento degli obiettivi definiti, attraverso una migliore comprensione dei fattori che regolano e determinano lo sviluppo dell'impresa."

E qui cascano le braccia:

Traducendo nella pratica (anche andando a vedere il proseguo del testo dell'accordo) il secondo dei due punti previsti per la formazione continua a cui possono e/o devono partecipare i lavoratori la si potrebbe spiegare così:

Si sa che l'unico salario che i lavoratori possono contrattare in azienda è il Premio di Risultato. Per sperare in un aumento salariale bisogna cioè concordare con l'azienda il raggiungimento di un aumento di produttività ed un obiettivo di redditività dell'impresa. A fine anno si fa una verifica del risultato e a quel punto viene erogato un riconoscimento retributivo proporzionale al livello raggiunto.

Poi tutto viene azzerato (cioè l'aumento non si stabilizza in busta paga ma vale come una tantum) e si devono quindi riconcordare con l'azienda i nuovi obiettivi di incremento di produttività e di redditività per l'anno successivo ed i conseguenti futuri riconoscimenti economici in caso di raggiungimento del nuovo obiettivo.

Come sui vede il tutto funziona come una specie di salario a cottimo. Se tu raggiungi l'obiettivo puoi contare su una erogazione salariale limitatamente a quel periodo, altrimenti nulla.

Un meccanismo previsto dall'accordo del luglio 95 che ti costringe praticamente ad aumentare continuamente il tuo sforzo per garantire i risultati di aumento della produttività  e della redditività di impresa per mantenere la tua retribuzione. Diverso sarebbe se il riconoscimento economico fosse via via stabilizzato in busta paga (allora ci si troverebbe di fronte ad un progressivo incremento salariale), ma così non è.

 

Orbene, l'accordo sulla formazione continua firmato tra sindacati e aziende chimiche prevede che il percorso formativo a cui poartecipino i lavoratori sia utilizzato per spiegare il valore degli aumenti di produttività e le modalità miglioro ed efficaci per raggiungerli.

Più che una formazione alta (cioè mirante a dare alla forza lavoro una professionalità migliore a garantirne l'occupabilità) quello che i sindacati hanno firmato è l'introduzione di percorsi di propaganda ed incentivazione verso i lavoratori a darci dentro nel raggiungimento degli obiettivi aziendali.

 

Dopo la burla la beffa, infatti l'accordo prevede infine che i costi di questa formazione siano distribuiti pariteticamente tra lavoratori ed azienda.

 

L'accordo sulla formazione continua firmato per i lavoratori del comparto chimico è in effetti uno strano accordo che sicuramente ha poco a che vedere con gli stessi principi a cui l'accordo dice di ispirarsi.

Ma al di la del dato farsesco che l'accordo contiene (cioè che dobbiamo essere formati da esperti aziendali su come raggiungere gli obiettivi aziendali utili per il premio di risultato, invece di essere formati da esperti veri su come migliorare la nostra professionalità di partenza per aumentare la nostra occupabilità) quello che sconcerta è anche l'assoluta subordinazione sindacale all'idea che le aziende hanno della formazione.

 

Quando un lavoratore pensa alla sua formazione (tanto più se deve pure pagarne una metà) pensa a come migliorarne i contenuti, come adeguare il suo livello di conoscenze in merito alle trasformazioni che nel suo ambito professionale sono intervenute, al fine di migliorare il proprio inserimento in azienda ed acquisire conoscenze capaci di sostenerlo in caso di mobilità interna o esterna (cioè la sua occupabilità).

Per discutere di obiettivi aziendali, di condizioni generali di mercato a cui questi fanno riferimento, di modalità e formule organizzative ed operative per realizzarli è una questione di preminente interesse aziendale che l'azienda, se vuole, può sostenere col coinvolgimento dei lavoratori attraverso normali stage aziendali da tenere in orario di lavoro.

Spacciare questo (come fanno i nostri sindacati) come formazione continua, per di più a carico anche del lavoratore, è una vera e propria presa in giro. E' pure un enorme passo indietro perchè a memoria di uomo fino a poco tempo fa le aziende serie già prevedevano dei momenti di discussione ed informazione con i reparti in merito agli obbiettivi aziendali che venivano richiesti a quei reparti, appunto perchè era interesse loro coinvolgere meglio i lavoratori su questi obiettivi.

 

Viene da pensare che il testo dell'accordo sia stato scritto dalle aziende che i nostri sindacati abbiano firmato, magari con entusiasmo, abbagliati dal titolo "Formazione continua". La loro dichiarazione alla stampa sembra infatti dimostrare il loro immenso entusiasmo ....

 

Per i segretari generali Alberto Morselli (Filcem Cgil), Sergio Gigli (Femca Cisl) e Augusto Pascucci (Uilcem Uil), si tratta di “un vero e proprio investimento strategico unico nel panorama sindacale italiano e, crediamo, europeo. Allo stesso tempo, è una sfida che vuole costruire le condizioni per fare crescere il livello di apprendimento per tutti e per tutta la vita, favorendo e aumentando la professionalità ....

 

Sembra però che non abbiano letto bene l'accordo che hanno firmato

 

E' proprio vero .... non ci sono più i sindacati di una volta

 

14 nov 2007

COORDINAMENTO RSU