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Testimonianza di un lavoratore
metalmeccanico
Sono un Rappresentante dei
Lavoratori per la Sicurezza delle Fonderie Officine Pietro Pilenga
di Comun Nuovo un paese in provincia di Bergamo; la ditta in cui
lavoro è una fonderia con 250 dipendenti che esiste da ormai 60
anni, una ditta che non ha mai avuto crisi, nessun problema serio di
lavoro, ben inserita sul mercato. Purtroppo il 1° giugno dell'anno
scorso si e verificato un infortunio mortale: un lavoratore, Laye
Dieng, senegalese dipendente di una ditta esterna è precipitato da
un tetto in eternit di amianto. Un tetto che aveva la bellezza di 50
anni d'invecchiamento. Una lastra è ceduta sotto il suo peso ed è
precipitato al suolo, chissà perché questa lastra è ceduta, ah forse
perché aveva 50 anni d'invecchiamento, chissà perché questo
lavoratore indossava l'imbragatura di sicurezza non fissata a nessun
punto di aggancio, ah forse perché l'imbragatura serviva solo da
mostrare se per un remotissimo caso fosse arrivata una ispezione
dell'ASL. I miei colleghi che lavoravano sotto quel tetto (il
reparto funzionava regolarmente anche se stavano svolgendo dei
lavori sul tetto) erano 3 giorni che si lamentavano con il
caporeparto per la caduta di terra, sporco, piccole macerie, il
caporeparto quando è stato informato di ciò che stava avvenendo
sapete cosa ha fatto ? Ha fatto chiudere i coperchi dei forni fusori
per evitare che le macerie inquinassero la ghisa fusa, ed alle
ulteriori lamentele dei lavoratori non ha dato retta considerandole
solo delle scuse per non lavorare. Il 3° giorno è avvenuto ciò che
era prevedibile, insieme alle macerie è caduto dal tetto, da oltre 7
metri, anche una persona e solo il caso fortuito ha voluto che Laye
Dieng non cadesse sulla testa di qualcuno ma si schiantasse sul
pavimento. Il poveretto non è morto subito, aveva le gambe
fratturate con le ossa che fuoriuscivano dalla carne, la testa
gonfia con molto sangue che usciva da tutte le partì, e anche se
l'elicottero del 118 lo ha portato all'ospedale dopo poco tempo non
c’è stato modo di salvargli la vita. lo il 1° giugno dell'anno
scorso non ero ancora stato nominato né R.L.S. né R.S.U., di
conseguenza non ho potuto intervenire direttamente, ma sapete
cosa è avvenuto nel reparto? Proprio un bel niente, mentre c'era una
persona che stava morendo per terra i forni hanno continuato a
riempire le siviere di ghisa fusa, le macchine hanno continuato a
funzionare, tutta la ditta si è comportata come se niente fosse
successo, anzi il mio padrone si è preoccupato di sguinzagliare per
i reparti i suoi fedeli collaboratori a spergiurare che lui non
aveva nessuna colpa, che non c'entrava niente e che la
responsabilità dell'accaduto era imputabile esclusivamente al povero
Laye Dieng, dopo di che si è fatto in modo di parlarne il meno
possibile per fare dimenticare la vicenda: molto probabilmente
voleva farci credere, senza però dirlo apertamente, che Laye Dieng
voleva suicidarsi e non ha trovato di meglio che lanciarsi dal tetto
della fonderia, addirittura in una riunione svoltasi il 2 aprile
scorso il mio padrone, e sottolineo padrone, durante una riunione
RSU / Azienda ha avuto l'ardire di affermare che non essendo, Laye
Dieng, dipendente delle Fonderie Officine Pietro Pilenga, nella sua
ditta non è mai morto nessuno. Sapete cosa bastava per evitare
quella tragedia? Bastava installare delle reti di protezione
ignifughe a maglie strette tra il soffitto ed i forni fusori che,
considerando le dimensioni del reparto di 50 X 15 metri circa,
avrebbero richiesto il lavoro di 3 o 4 operai per una giornata
scarsa; evidentemente il mio padrone riteneva quello un costo troppo
esorbitante. Alcuni mesi fa ad un nostro Direttivo una componente
della Segreteria Nazionale della Fiom si diceva scandalizzata per
una postilla presente nella finanziaria 2007 dove si garantisce alle
aziende in nero che si regolarizzano un anno senza ispezioni. Sapete
per quanti anni la mia ditta regolare non ha ricevuti ispezioni ?
Per 57 anni; le uniche volte che l'ASL è uscita a fare sopralluoghi
sono state in occasione di infortuni, fortunatamente non mortali, ma
i tecnici dell'ASL mi dicevano che hanno un tempo già predeterminato
in base alla gravità dell'infortunio per cui si devono limitare a
ispezionare solamente l'area o la macchina dove è avvenuto l'evento.
Nella provincia di Bergamo con la regia del Prefetto sono stati
istituiti i cosiddetti ispettori polivalenti anche se però dopo un
anno non sono ancora entrati in campo, prima di costituire gli
ispettori polivalenti bisognerebbe dare la possibilità all'ASL di
ispezionare da cima a fondo tutte quelle ditte dove avvengono
infortuni gravi o mortali. lo sono R.L.S. da 13 mesi, sapete quanto
ho impiegato per riuscire a fare il corso di I° livello sulla
sicurezza previsto dalla 626? 10 mesi, 2 raccomandate a mano, 4
raccomandate con ricevuta di ritorno e svariate discussioni con la
R.S.P.P., che è la sorella del titolare, la quale voleva addirittura
farmi credere che quel corso dovevano farmelo fare i sindacati;
sapete che è dal 6 giugno 2006 che voglio consultare il Documento di
Valutazione dei Rischi, previsto anche questo dalla 626 addirittura
nella Circolare Mìnisteriale n. 68 del 3 ottobre 2000 si prevede
anche la consegna fisica dello stesso, ed a tutt’oggi dopo non so
quante raccomandate con ricevuta di ritorno sia alla R.S.P.P. che
all'ASL, dopo l'intervento diretto dell'ASL in ditta sono riuscito a
leggere parte di tale documento per sole 3 ore in due sedute davanti
alla R.S.P.P. che mi disturbava continuamente e che addirittura non
voleva che prendessi appunti. Mi sono chiesto più volte come facesse
la ditta in cui lavoro a non avere l'abbattitore delle polveri dei
fumi di fusione nonostante sia situata al centro di un paese di 3700
abitanti, abbiamo come sindacato fatto intervenire l'ASL e a
settembre di quest'anno l'impianto partirà. Ma la giunta comunale di
Comun Nuovo, l'ARPA e tutti quegli enti che dovrebbero controllare
l'inquinamento dell'atmosfera dove sono stati per 57 anni? E poi
bloccano la circolazione dei autoveicoli per diminuire le polveri
sottili nell'aria, sapete l'inquinamento prodotto dalla mia ditta
equivale a quello di 10.000 automobili non catalitiche naturalmente.
Un'altra vicenda curiosa è avvenuta sempre in questa ditta modello
in cui lavoro, mi è venuto in mente di richiedere copia delle mie
cartelle sanitarie al medico competente della ditta in cui lavoro,
non vi dico cosa ne é nato un putiferio unico che mi ha costretto a
fare intervenire un medico del Servizio Prevenzione Sicurezza negli
Ambienti di Lavoro che è uscito di persona a prendere la mia
cartella clinica ed a darmene delle copie, durante il sopralluogo ha
scoperto che le cartelle cliniche di tutti i dipendenti non erano
segregate, praticamente il mio padrone poteva a suo piacimento
consultarle. Il risultato è stato che sia la ditta che il medico
sono stati multati in più il medico è stato denunciato alla Procura
della Repubblica, conseguentemente si è dimesso. Il nuovo medico
competente, nominato a febbraio 2007 è tutto un programma anche lui,
per potergli parlare ho dovuto scrivergli una raccomandata con
ricevuta di ritorno alla quale mi ha risposto dopo 50 giorni, e al
primo incontro presente la R.S.P.P. mi ha fatto notare che lui in 45
anni non ha mai ricevuto una raccomandata da un R.L.S. (ne ha 57
molto probabilmente era gia medico a 12 anni, mi sembra anche che 45
anni fa gli R.L.S. non esistessero) e poi ha parlato degli
assenteisti e di altri argomenti sindacali. Ormai sono convinto di
una cosa i medici competenti vengono forgiati direttamente
dall'Unione Industriali. Non mi dilungo oltre ma ci sarebbe da
scrivere un libro sulle vicende avvenute in questa azienda, mi
auspico solo che il Testo Unico sulla sicurezza, già passato in
Senato, venga votato e convalidato al più presto anche in
Parlamento. Ci sono alcune cose essenziali che auspicherei fossero
introdotte al più presto: |
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