|
Epifani: ci
auguriamo che il governo non cada
Parlando al direttivo della Cgil, Guglielmo Epifani ha
commentato la manifestazione del 20 leggendovi il segno di
un'''inversione di tendenza nel clima della crescente
antipolitica''. ''Il referendum ha avuto un significato
importante in se' - ha detto Epifani - la partecipazione al
voto di oltre cinque milioni di lavoratori e pensionati ha
segnato un'inversione di tendenza nel clima di crescente
antipolitica che si andava alimentando. Quello che e' venuto
dopo, la grande affluenza alle primarie per il partito
democratico e la partecipatissima manifestazione di sabato
scorso, parte da questa inversione di tendenza''.
Ma in casa Cgil è chiaro a tutti che il governo Prodi è a
rischio, e che la minaccia non viene certo dalle sinistre. E
se il governo cade, addio Protocollo sul welfare. E anche se
il governo regge, in Parlamento non c'è una maggioranza tale
da permettere miglioramenti dell'accordo, ma solo
peggioramenti. Questo il ragionamento a Corso d'Italia.
Ragionamento che spinge il segretario generale a chiedere
che il Parlamento approvi il provvedimento sul welfare
''entro la fine dell'anno e che in nessun modo peggiori il
testo, ne' tenti di alterarne gli equilibri interni''. ''Ci
dobbiamo augurare - ha detto Epifani - che il governo non
cada, che sia messo in condizioni di proseguire il lavoro,
che non prevalgano ipotesi di segno moderato o operazioni di
cambi di maggioranza nel segno del trasformismo o
addirittura della compravendita dei voti di parlamentari,
come si sente dire in questi giorni''. Epifani è stato
perentorio: se il protocollo non sarà approvato entro
l'anno, "si tornerà davvero indietro riguardo le condizioni
di vita e di lavoro della gente che rappresentiamo". Il
Parlamento, ha precisato il segretario generale, ''e'
naturalmente sovrano, ma dobbiamo sapere che, dati i
rapporti nella maggioranza, saranno difficili soluzioni
ulteriormente migliorative: abbiamo aggiunto le migliori
soluzioni possibili nelle condizioni date.
Per quanto riguarda l'esito del referendum, Epifani ha
sottolineato che ''e' inequivocabile, e' un risultato mai
raggiunto nelle precedenti consultazioni, i si' hanno
prevalso ovunque, anche se non sfugge il malessere che
esprimono alcune grandi aziende metalmeccaniche, in
particolare del gruppo Fiat. Ma il disagio dei lavoratori -
ha detto Epifani - non e' espresso solo dal no al
referendum, il disagio, le difficolta' legate ai salari, ai
ritmi, alle organizzazioni del lavoro, alla delusione per le
politiche del governo di centrosinistra e' anche dietro i
molti si'. Ma se e' necessario interrogarsi sulle ragioni
del no, tutti (a cominciare da chi e' stato contrario
all'accordo) devono interrogarsi sui tantissimi si'''. I si',
ha sottolineato, ''esprimono prima di tutto la condivisone
sui contenuti dell'accordo, ma anche la fiducia nel
sindacato, volonta' di dare ad esso forze e autorita',
fiducia nelle possibilita' di cambiamento, riconoscimento di
aver fatto quanto possibile. Ha vinto un'idea alta di
responsabilita', autonomia e unita', solidarieta', coraggio
di rischiare, un'idea alta di confederalita'''.
I rapporti con la Fiom
"Questo direttivo - ha aggiunto Epifani - deve essere la
sede di un dibattito senza remore, perché senza il confronto
le divisioni emerse possono rafforzarsi e diventare più
difficili da colmare.
Nel merito dei comportamenti assunti da aree
dell’organizzazione, confermo di considerare un errore la
partecipazione alla manifestazione di Firenze del 29
settembre da parte di chi partecipa alla maggioranza
congressuale. E’ una questione di cui dobbiamo discutere
senza finzioni e ambiguità. Non c’entrano le legittime
questioni di pluralismo e di difesa del dissenso, quale che
siano le conseguenze il pluralismo sarà comunque garantito".
Per Epifani "la Fiom ha compiuto una scelta mai fatta prima
esprimendosi per il no e con questa formalizzazione il
referendum è diventato di fatto anche una contrapposizione
fra una categoria e le confederazioni. Cosa ha determinato
una posizione così netta mentre sono stati accettati in
passato accordi ben più incidenti sulle condizioni delle
persone? Se si accentueranno le divaricazioni con la Fiom -
ha proseguito il segretario - ci saranno problemi crescenti
fra la categoria e la Cgil. La particolare sensibilità della
Fiom rappresenta una ricchezza per la Cgil ma guai se si
allenta lo spirito di confederalità e se non si affronta
subito questo nodo le questioni si aggraveranno".
Infine, per Epifani "la cosa più inaccettabile in queste
settimane sono state le accuse di brogli. Innescare questa
polemica è stata una scelta studiata e costruita tanto
dentro che fuori la Cgil. E’ cominciata all’interno già
durante le assemblee, ha avuto il suo culmine con le accuse
esterne. Era chiaro il tentativo di delegittimare il voto e
se i risultati fossero stati meno netti tutta la discussione
sarebbe stata sui presunti brogli. E’ una responsabilità
grave, che resta tutta a carico di chi, per sostenere
interessi di parte, non ha voluto pensare al bene dei
lavoratori e dei pensionati".
|