"Grandi aziende di Genova: vince il no"
 

Carissimi e carissime ( soprattutto voi che vivete, come il sottoscritto, del vostro lavoro "dipendente", di pensioni e non dalle speculazioni finanziarie e/o immobiliari ) , ecco che, finalmente ,abbiamo i dati -quasi definitivi - della consultazione dei pensionati e lavoratori dipendenti sull'accordo del 23 Luglio u.s. e possiamo valutarne il risultato.

Se i risultati vengono soppesati e guardati con un minimo di attenzione critica , possiamo trarre ,con una certa oggettività politica , che i dipendenti delle grandi e medie aziende italiane bocciano con nettezza l'intesa.

Questa valutazione è confermata anche analizzando i dati riportati dalla tabella , opportunamente pubblicata oggi dal Secolo XIX di Genova , relativa ai risultati del voto in 21 aziende ( non solo del settore industriale ) ; i dati che si possono trarre , a conferma del giudizio politico di cui sopra , partendo da questo significativo campione, sono i seguenti :



- Lavoratori aventi diritto al voto ..................51.577.

- Lavoratori che hanno votato.......................26.328. ( 51,05%)

- Lavoratori che non hanno votato................ 25.259. ( 49% )

- Hanno votato SI...................................... 9.654.(36,7% )

- Hanno votato NO.................................... 15.049. (63,3% )


Mentre su questo campione inter-categoriale composto da industrie come la FIAT, i trasporti come i portuali e lavoratori di servizi altamente qualificati come la RAI, ecc. ecc. prevalgono alla grande i NO , in generale i SI sono in maggioranza espressi dai pensionati e dai dipendenti del pubblico impiego.

Consentitemi una considerazione avente un grande valore politico ed organizzativo è quella relativa alla partecipazione alle decisioni e quindi alla "salute" del Sindacato Confederale : mi riferisco alla constatazione che, anche nelle cittadelle del NO , un buon 49% di lavoratori aventi diritto al voto diserta le urne.

Questo "disincanto" di circa la metà dei lavoratori non solo deve preoccupare la C.G.I.L. e gli altri Sindacati ma rappresenta un grande pericolo complessivo per le sorti della democrazia in Italia.

Una ultima considerazione critica nei confronti del coro osannante ed acritico per il SI , che complessivamente prevale, di Prodi , Fassino, Rutelli e di molti altri " moderati" del Centro -Sinistra : questi politici non hanno ancora capito , come non ha capito Berlusconi che contro e senza il consenso dei lavoratori delle grandi fabbriche non si governa l'Italia.



Cordialità da Ugo Montecchi iscritto alla C.G.I.L. dal 1960 .