Il sindacato sta benissimo e gode di ottima salute?
Ora stanno utilizzando anche il voto del referendum sul “Welfare” per sostenerlo... ma non e’ cosi’ !!!
(15 ottobre 2007)
L’andamento delle consultazioni
indette dai confederali hanno dimostrato che sia i
pensionati, sia i lavoratori dipendenti sono ormai
determinati dalla paura di perdere anche il POCO che hanno
!!!
Ciò è valso per tutte che categorie che hanno rinunciato al
conflitto, a differenza delle aziende dove hanno prevalso i
NO, mentre è prevalso il sì in fabbriche o aziende ove
nessuna lotta è stata fatta.
perché una consistente quantità di pensionati si sono
dichiarati favorevoli all’accordo, nonostante che la metà
della propria categoria sia costretta a vivere al di sotto
del livello di povertà ?
perché i lavoratori aderenti ai confederali hanno votato a
maggioranza di restare in condizioni salariali e normative
INFERIORI a quelle degli altri paesi occidentali, senza
avere il coraggio di seguire i metalmeccanici, pensando che
sono una categoria in “via d’estinzione” ?
Era la paura che votando No si sarebbe andati a finire
ancora peggio…
Dulcis in fundo l’esortazione di sindacalisti a
chiedere di votare “si” in relazione alla necessità di
…salvare il governo !
Folle sindacalmente ed ingenuo: non è ancora chiaro il
distacco di lavoratori dal governo e dalle forze del centro
sinistra, colpevoli di aver tradito le promesse elettorali ?
Contro il pacchetto del governo sul Welfare e precariato
occorre strutturare una proposta concretamente praticabile e
conquistarvi consenso nella società ed in parlamento
Il vincolo della spesa pubblica non è tutto e, per certi
aspetti, non è neppure quello decisivo.
Non lo è per quanto riguarda le pensioni poiché il
fabbisogno è interamente coperto dai contributi dei
lavoratori per i prossimi decenni !
Quanto alle politiche del lavoro il governo non può affidare
la crescita alle imprese irrorandole di soldi e facendo
tirare la cinghia ai ceti subalterni, creando una caduta
verticale dei redditi da salario ed una quantità indecente
di famiglie povere “al di sotto del minimo vitale” !
I miglioramenti al protocollo annunciati da Damiano
rappresenteranno …“una spolverata di cipria” !
Ma cosa c’è invece dietro quella valanga di NO nelle
grandi fabbriche?
C’è la rabbia prodotta da condizioni di lavoro troppo
pesanti, una fatica svenduta poichè i salari sono
vergognosamente bassi , come ammette persino Montezemolo.
C’è l’incazzatura di chi vede confermata la scelta di
premiare sempre più la imprese a scapito dei lavoratori, le
rendite a detrimento dei salari.
Da qui il distacco dalla politica e solitudine rispetto allo
stesso sindacato, identificato come parte del ceto politico.
E’la crisi della rappresentanza, vissuta tanto più
fortemente quanto più dure sono le condizioni di lavoro.
Le fabbriche manifatturiere somiglino sempre più a dei
cantieri, le tute blu sono diventate di tutti i colori tra
terziarizzazioni, appalti, sub appalti, lavoratori a
termine, in affitto, in leasing.
Dietro i fischi di Mirafiori c’è anche la lotta alla
precarietà:
più si è precari meno si guadagna (800 euro contro i 1.100
euro di un dipendente con contratto a tempo indeterminato;
L’aumento dell’occupazione avviene per il 50% con contratti
a termine, e soprattutto per le donne
il precariato è un mezzo per comprimere il costo del lavoro:
i precari sono più “mansueti” degli altri lavoratori e
l’occupazione instabile produce un maggior numero di persone
disposte ad accettarla.
…”Se non riescono a cambiare questa situazione che ci stanno
a fare i sindacati?” si chiedono oramai tanti operai e
lavoratori dipendenti.
serve una politica del lavoro globale, senza la
quale i diritti dei lavoratori continueranno a ridursi
SERVE UN NUOVO SINDACATO COME ORGANIZZAZIONE PER TUTELARE I
DIRITTI DEI LAVORATORI, CHE OPERI NELL’ AUTONOMIA DAI
GOVERNI E DAI PARTITI
Venezia - Mestre 13/10/2007
Gruppo lavoratori Asl 12 Veneziana
fonte: paolanefele@yahoo.it