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Giorgio
Cremaschi: “Il testo del protocollo uscito dal Consiglio dei
Ministri conferma gli allarmi del no”
Il testo varato dal governo in attuazione del protocollo sul welfare
conferma tutti gli allarmi espressi nella consultazione da chi
sosteneva il no. Il testo, infatti, rende automatico il taglio delle
pensioni ogni tre anni, a partire dal 2010 per i giovani. Rende
automatico l’aumento dei contributi sulla busta paga a partire dal
2011. Rende praticamente ingestibile la norma sui lavori usuranti,
anche dopo aver tolto il limite dei 5.000 dipendenti all’anno che
possono usufruire del diritto a un trattamento migliorativo rispetto
allo scalone. E’ bene comunque ricordare che non è stato modificato
lo stanziamento complessivo previsto a tale titolo nel protocollo.
Le finestre per le pensioni di anzianità con 40 anni di contributi
sono affidate a una delega e quindi non si sa ora quando potranno
andare in pensione coloro che nel 2008 maturano il diritto. Così
pure l’introduzione delle finestre per le pensioni di vecchiaia di
donne e uomini rende ancora più incerta la possibilità di accedere a
tale istituto, alla maturazione del requisito. A questo punto, anche
chi sosteneva il sì, oggi lamenta che così com’è il protocollo è
peggiorativo per milioni di lavoratori.
In conclusione, pare che il testo del governo attui ciò che il no
temeva, al contrario di tutto ciò che il si nella consultazione
sosteneva. A questo punto Cgil, Cisl e Uil devono assumersi le
proprie responsabilità. Se il governo ha mentito o ha imbrogliato le
organizzazioni sindacali, queste devono reagire di fronte a un fatto
così grave, rompendo con il governo e dicendo no al protocollo
uscito dal Consiglio dei Ministri, con tutte le conseguenze
sindacali del caso. Non è più possibile continuare a lamentarsi
dell’inaffidabilità dei tavoli di concertazione senza che questo
produca conseguenze pratiche.
Roma, 15 ottobre 2007
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