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'Da questo referendum emerge un dato di
fatto: una clamorosa differenza tra il voto nei grandi
luoghi di lavoro e il resto del voto. Dai grandi luoghi di
lavoro, infatti, è emerso il dato vero: il Sì e il No se la
sono giocata alla pari perchè è arrivata anche
l`informazione per il No. Nelle altre aziende, invece, tutto
lo strumento era in mano al Sì, come se il No non avesse
diritto di cittadinanza'. A dirlo è il segretario nazionale
della Fiom Giorgio Cremaschi, commentando l'esito del
referendum sul Protocollo del welfare alla trasmissione tv
Omnibus di La7: 'Il referendum, che è uno strumento previsto
dallo statuto dei lavoratori, non è regolato da una legge
che garantisca trasparenza. In questo caso è stato
organizzato in modo plebiscitario, in alcune realtà si è
addirittura votato per alzata di mano. Per questo parlare di
brogli è sbagliato: non ci possono essere là dove non
esistono regole'. |