Una finanziaria per le imprese
La Confindustria applaude ai nuovi regali fiscali: circa 8 miliardi di euro. Nella manovra da 11 miliardi anche un alleggerimento dell'Ici e sgravi fiscali per gli inquilini
Roberto Tesi

 
Una finanziaria «leggera» aveva promesso il governo, ma sulla bozza presentata da Prodi e Padoa Schioppa la discussione è stata interminabile, come quella (10 ore) dello scorso anno. Le uniche informazioni certe, ma parziali, le ha fornite Enrico Letta in una conferenza stampa convocata verso le 19, mentre sopra ancora si discuteva. Per il sottosegretario alla presidenza del consiglio quella varata sarà una finanziaria da 11 miliardi di euro, ma sarà affiancata da un decreto legge che distribuirà 7,5 miliardi del «tesoretto», cioè il frutto della maggiori entrate.
Ancora una volta a fare la parte del leone nella distribuzione delle risorse disponibili saranno le imprese: la finanziaria prevede, infatti, una diminuzione dell'Ires, l'imposta sui profitti, che scenderà dal 33% al 28%. Complessivamente si tratterebbe di circa 5 miliardi di euro. Le imprese godranno anche di una riduzione dell'Irap la cui aliquota dovrebbe scendere sotto il 4%. In questo caso si tratta di circa 3 miliardi di euro di minori costi. In cambio sembra che Prodi abbia ottenuto da Montezemolo la rinegoziazione di due o tre punti del Protocollo del protocollo siglato con i sindacati il 23 luglio.
In particolare si dice che potrebbe essere abolito la staff leasing (che d'altra parte utilizzano poche aziende) e riviste anche le scadenze per il lavoro determinato. Una conferma si ha da una disposizione della finanziaria che teoricamente abolisce il lavoro a tempo indeterminato, ma poi lo ammette in caso di necessità per una durata massima di due anni. Altro punto che potrebbe essere modificato riguarda la detassazione degli straordinari che già oggi pagano meno tasse e contributi delle ore di lavoro ordinario.
Altro provvedimento (a favore delle piccole imprese - «una grande operazione di semplificazione fiscale», l'ha definita Letta - che ha aggiunto che sarà a «costo zero») riguarderà circa 900 mila soggetti per i quali è stato varato quello che tutti definiscono «forfettone». In breve: tutte le imprese che fatturano meno di 30 mila euro l'anno, potranno pagare tutte le loro tasse in maniera forfettaria. L'aliquota non è stata comunicata, ma dovrebbe aggirarsi attorno al 20% e sostituirà varie imposte tra le quali Ires, Irap e Iva.
E, a proposito di Protocollo, per la sua attuazione (sostanzialmente l'abolizione dello scalone e l'introduzione degli scalini) nella finanziaria è previsto un fondo di 1.548 milioni per il prossimo anno; di 1.520 milioni per il 2009; 3,o48 miliardi per il 210 e il 2011 e 1,898 miliardi per il 2012. Da quest'ultima data non ci sarà più bisogno di risorse.
Nella conferenza stampa Letta ha enfatizzato gli aspetti «sociali» della finanziaria sostenendo che ci sarà un taglio delle tasse per i più poveri. Letta è stato vago. Ha accennato solo a una redistribuzione fiscale già per il 2007. Per le famiglie più deboli sarebbe in arrivo una tredicesima più ricca: un aumento di circa 200 euro in favore di contribuenti cosiddetti «incapienti», cioè coloro che guadagnano così poco che non possono avere benefici da sconti fiscali perché non versano l'Irpef. L'operazione, che seguirebbe le stesse modalità utilizzate già nel 2001, prevedrebbe un aumento direttamente con la tredicesima che si prende a fine anno.
Letta ha anche anticipato che la manovra conterrà anche interventi a «favore della sostenibilità dei costi» per le spese per la scuola da parte delle famiglie. Si mormora che larga parte dei fondi possano finire nelle tasche delle scuole private.
Nel lungo pomeriggio c'è stato anche un giallo: riguarda l'aumento della aliquota per la tassazione dei capital gain. Alle 19,51 l'agenzia Radiocord (controllata dalla Confindustria) ha trasmesso la notizia che era stata aumentata al 18,50% l'aliquota sui capital gain. Pochi minuti più tardi (mentre la sinistra radicale già brindava) Silvio Sircana, portavoce - sempre parco di parole - di Prodi faceva sapere: «ribadisco che i provvedimenti attualmente in discussione non prevedono alcun aumento di aliquota». La replica di Radiocor è stata un po' perfida: pochi minuti dopo la dichiarazione di Sircana ha messo in rete il testo della bozza che prevede l'aumento dell'aliquota sui capital gain. Qual è la verità? Semplice: visto che c'è stata una riduzione dell'Ires che pagheranno le società, ci sarà un aumento della imposta sui diviendi azionari far pagare ai soggetti che beneficiano del dividendo, la stessa quantità di imposte. Insomma, come ha spiegato il portavoce di Visco non c'è alcun aumento della tassazione delle rendite finanziare, ma solo un provvedimento tecnico che lascerà inalterato la quantità di dividendo inacassato dagli azionisti.
Altro provvedimento certo è la riduzione dell'Ici, l'imposta comunale sugli immobili. Per l'abitazione principale è prevista un'ulteriore detrazione pari all'1,33 per mille sulla base imponibile. L'ulteriore detrazione (da sommare agli attuali 103 euro) non potrà comunque essere superiore a 200 euro. La minor imposta «sarà rimborsata con oneri a carico dello Stato ai singoli comuni». A favore degli inquilini, invece, sarebbero previste agevolazioni fiscali: per gli affitti sono previste detrazioni di 300 euro per redditi fino a 15.493 euro, 150 euro fino a 30.987 euro. Inoltre, nella finanziaria (o forse nel decreto legge) sono previsti 550 milioni di finanziamento per un «piano casa» che rilancerà l'edilizia popolare con nuove abitazioni o con ristrutturazioni del patrimonio esistente. Sembra che siano previsti anche incentivi per i proprietari che rinunceranno a esercitare il diritto allo sfratto, visto che il prossimo 15 ottobre scade la proroga degli sfratti.
Ancora in tema di casa, il bonus del 36% per i lavori di ristrutturazione edilizia potrà essere utilizzato anche nei prossimi tre anni. Contemporaneamente è stabilita la proroga anche del cosiddetto bonus per la riqualificazione energetica degli edifici (con uno sconto del 55%).
Per quanto riguarda il decreto legge, la maggior parte degli stanziamenti serviranno a finanziare la politica dei trasporti. Nuove risorse saranno girate all'Anas (per le strade) e alle ferrovie. In particolare sarebbe previsto l'acquisto di 1000 treni destinati ai pendolari. Circa 1 miliardo di euro servirà per il completamento dei lavori di grande opere di trasporto urbano, tra le quali la nuova linea (la C) della metropolitana romana.
Non mancano poi provvedimenti «curiosi». Ad esempio» quello che prevede che «le pubbliche amministrazioni centrali sono tenute ad utilizzare i servizi Voce tramite protocollo internet (Voip) previsti dal sistema pubblico di connettività o da analoghe convenzioni stipulate a livello territoriale». Al 2010 i risparmi previsti sono 451 milioni di euro. Infine i tagli degli organici della Pubblica amministrazione: il «taglio» dei dirigenti di prima fascia, cioè dei dirigenti al top delle amministrazioni, dovrà arrivare al 10% rispetto ai livelli attuali. La riduzione sarà del 5% per gli altri dipendenti. In pratica si attuerà un turn over che prevede 6 nuove entrate ogni 10 uscite.