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APPELLO: NO all'Accordo del 23 Luglio!
Siamo lavoratori e lavoratrici, delegati e delegate che negli anni
passati hanno scioperato e sono scesi in piazza contro la
cancellazione dell'articolo 18, contro l'approvazione della Legge 30
e l'estensione della precarietà, contro la riforma pensionistica di
Maroni centrata sul cosiddetto "scalone".
Oggi, col Governo che ci aveva promesso di
mettere riparo ai danni delle legislatura precedente siamo ancora
costretti a difendere quegli gli stessi diritti.
La cancellazione del limite di tre anni ai
contratti a tempo determinato rende l'articolo 18 inutile per
milioni di lavoratori, la Legge 30 viene confermata al 99% e la
differenza tra questo governo e il governo precedente
si condensa nella differenza che c'è tra uno scalone e più scalini
che portano comunque nella stessa direzione: lavorare in condizioni
peggiori, meno pagati e più a lungo per avere una pensione più
bassa. Mentre i dati ci dicono che le nostre aziende continuano a
guadagnare e i nostri salari non sono mai stati così bassi negli
ultimi 4 anni, nonostante la ripresa economica.
Negli anni passati abbiamo lottato per costruire un futuro migliore
per noi e per le nostre famiglie, cioè per vedere cambiare le
politiche e non solamente le facce di chi ci governa. Noi produciamo
la ricchezza che scorre a fiumi nelle tasche di chi taglia i nostri
salari per "competere" con paesi dove i lavoratori vivono in
condizioni di sfruttamento ottocentesco e nelle tasche degli
speculatori che pagano percentualmente meno tasse di noi. Noi
produciamo i tesoretti che vengono impiegati per coprire la
detassazione degli straordinari e tutte le forme di assistenzialismo
a favore dei nostri datori di lavoro. Noi produciamo anche la
ricchezza che serve a qualche esponente di questo governo per
portare suo figlio al Gran Premio di Monza, mentre noi ai nostri
figli a stento riusciamo ad assicurare una vita e un'educazione
dignitose.
Per questo
- Diciamo NO! a un accordo con cui la stessa Cgil "prende atto" di
politiche sostanzialmente equivalenti a quelle contro cui 5 anni fa
portava in piazza milioni di persone, chiedendoci di accettare colpi
mortali in cambio di qualche buffetto sulla guancia;
- esprimiamo la nostra solidarietà all'iniziativa del 29 settembre
convocata da numerosi delegati e delegate sindacali della Toscana;
- ci uniamo al loro invito a una mobilitazione per bocciare il
Protocollo del 23 Luglio;
- reclamiamo il diritto per tutti gli iscritti al sindacato di
manifestare liberamente la propria opinione di qui al momento del
referendum, senza censure né limitazioni.
Prime adesioni:
Baccino Osvaldo (Rsu Osp. S. Corona Pietra L.),
Barbero Fabio (Rsu Aster Genova), Barsotti Rolando (Rsu Sirti
Genova), Bobbio Antonio (Rsu Aster Genova), Bogliolo Anna (Rsu Abb
Genova), Bonarino Giorgio (Rsu Bitron Vado L.), Borghi Alessandro (Rsu
Ilva Genova), Bruzzone Flavio (Delegato Bombardier Vado L.),
Ferrando Giovanni (Rsu Aster Genova), Ferrari Claudio (Rsu Sirti
Genova), Nicoletti Felice (Rsu Fac Albisola), Priano Domenico (Rsu
Abb Genova), Raffaele Giovanni (Rsu Aster Genova), Repetto Renato (Rsu
Asl 3 Genova), Signorello Massimiliano (Rsu Fincantieri Genova),
Solari Simone (delegato rimessa Amt Cornigliano Genova), Stagnaro
Luigi (Rsu Fincantieri Riva Trigoso), Poggi Silvio (pensionato
Savona).
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