Coordinamento nazionale di Lavoro e Società

 

leggi il comunicato uscito dal Coordinamento (PDF)

 

 

L'impressione immediata è quella di un comunicato attento e cauto, più preoccupato di smussare i toni che di chiedere chiarezza.

Non è un caso (e lo si vede chiaramente dal comunicato) che la principale preoccupazione dell'area sia quella di difendere il patto congressuale e le sue conseguenze in termini di acquisizione di posti di responsabilità nell'organizzazione.

Si insiste infatti sulla validità del Patto e sulla fedeltà dell'area a quell'accordo con la maggioranza di Epifani. Una cosa questa che si tiene in piedi con le stampelle perchè è il comunicato stesso a smascherare la debolezza di quel Patto.

Si insiste infatti sul fatto che la fedeltà dell'area è al documento uscito dall'ultimo congresso e nel contempo si denuncia che la Cgil non lo sta rispettando.

Orbene è facile concludere che se il Patto precongressuale si basava su una condivisione programmatica di obiettivi e strategie, e se la stessa LSCR denuncia l'essere venuta a meno da parte della Cgil la coerenza verso quel documento congressuale, lo stesso Patto precongressuale (come minimo) dovrebbe essere sottoposto a verifica.

Non può pensare LSCR di schierarsi per il NO all'accordo del 23 luglio senza chiedere nel contempo anche una verifica generale e spregiudicata della linea della Cgil che quell'accordo ha sottoscritto e difende.

Il comunicato invece sembra dire che LSCR è critica ma senza con ciò avvertire la necessità di una verifica generale sull'operato della Cgil. Quasi come se la critica odierna si riferisca a fatti marginali e non invece ad accadimenti che dimostrano una svolta moderata della Cgil ed un suo avventurarsi verso percorsi che vanno ben al di là della stessa "concertazione", e quindi lontano mille miglie dai suoi propositi congressuali.

La difficoltà è tale che sul merito delle cose il documento finisce per essere generico e inconcludente.

Si dice che LSCR sosterrà il NO all'accordo, ma limitandosi (sul merito) a ripetere solamente le stesse critiche che Epifani ha avanzato in materia di precarietà, e sollecitando la Cgil a recuperare risultati su questo terreno. Sulle pensioni non dice nulla, neppure una velata critica al trionfalismo che invece prospera in casa Cgil.

 

Nulla o poco da dire quindi se non constatare come l'area non sembra avere risolto i suoi problemi di linea neppure di fronte all'attacco sferrato da Epifani al suo coordinatore nazionale. Il comunicato appare infatti come l'ennesima mediazione tra le diverse anime (quella più omologata alla nuova maggioranza e quella più critica) che in definitiva blinda l'area stessa all'interno degli spazi che Epifani è disponibile a tollerare.

 

26 settembre 2007

 

Coordinamento Rsu