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Firenze, Epifani
scomunica i delegati
Diventa un caso politico
la manifestazione organizzata da delegati di
base della Cgil per illustrare le critiche
provenienti dai luoghi di lavoro sul
«protocollo» del 23 luglio
Riccardo Chiari
Firenze
«Caro Nicola, come ti ho
detto più volte a voce, la manifestazione
prevista a Firenze il 29 settembre per i
contenuti, i toni e il linguaggio non
corrisponde alle regole fondamentali
dell'organizzazione, e in ogni caso si mette
contro il patto unitario e il suo grande
valore. E' evidente infatti la
responsabilità tua e dei gruppi dirigenti
coinvolti in questa scelta». La lettera è
firmata da Guglielmo Epifani. Il segretario
generale della Cgil la indirizza
personalmente a Nicola Nicolosi,
coordinatore nazionale dell'area
programmatica Lavoro Società, che fa parte
della maggioranza della Cgil, ma è stata
peraltro subito inviata a tutte le strutture
di tutti i territori e di tutte le categorie
della confederazione. E apre di fatto una
discussione su una questione non piccola: è
un valore o un disvalore la diversità di
opinioni fra i lavoratori, in merito agli
accordi su pensioni e mercato del lavoro?
Perché la manifestazione del 29 settembre,
organizzata su base regionale da un
centinaio di delegati di base della Toscana,
non fa altro che segnalare pubblicamente le
critiche di merito che arrivano dalle
fabbriche e dagli altri luoghi di lavoro sul
protocollo del 23 luglio. E sul quale i
sindacati confederali hanno indetto un
referendum fra i lavoratori.
Il destinatario della lettera ne apprende il contenuto da altri dirigenti Cgil. Nicolosi è infatti a Bruxelles, al comitato di direzione della Ces, la confederazione europea dei sindacati. Sta rappresentando la Cgil sulle questioni relative al mercato del lavoro. Risponde così: «Dato che la Cgil è l'organizzazione più democratica che esiste in Italia, atteggiamenti 'amministrativi' come questo sono quantomeno controproducenti. E visto che la lettera è indirizzata a me, non posso non notare l'indelicatezza della sua diffusione in ogni dove». Sul resto, Nicolosi è altrettanto chiaro: «Ho incontrato Epifani anche lunedì scorso, ed ero convinto di aver chiarito i contorni della manifestazione fiorentina. Questa è una iniziativa di lavoratori e delegati, che nel momento in cui esprimono un dissenso nei confronti della Cgil non vanno mai lasciati soli. Nel merito si può discutere. Ma le iniziative di sapore organizzativo lasciano il tempo che trovano. Tanto più lo lasciano le minacce di non so bene che cosa. Minacce che trovo francamente imbarazzanti». Resta il fatto che Lavoro e Società ha dato la sua adesione alla manifestazione regionale toscana del 29. Su questo punto, nonostante la lettera del segretario generale, Nicolosi non fa passi indietro. «La diversità di opinioni sugli accordi del 23 luglio non può essere nascosta. Ho dato la mia adesione perché penso che i dirigenti debbano discutere sempre e comunque con i lavoratori. E questa lettera motiva ancora di più la mia partecipazione all'iniziativa». In Toscana intanto gli organizzatori della manifestazione del 29 collezionano adesioni su adesioni. A migliaia, e non soltanto dalla regione. Quando il 13 settembre scorso, davanti a solo due giornalisti, presentarono la piattaforma della manifestazione, offrirono anche un numero di telefono (347.6253563) per capire quanto la mobilitazione potesse fare passi avanti. Ora c'è anche un sito - www.manifesta2909.altervista.org - che offre tutte le informazioni utili. Anche a loro è arrivata la notizia della lettera di Epifani. Il fatto non sembra turbarli troppo. «Quando Epifani ha detto che la manifestazione nazionale del 20 ottobre sarebbe stata tutto sommato inutile visto che arrivava dopo il referendum - racconta Andrea Rufini - abbiamo pensato che non sarebbe stato male organizzarne una prima del referendum. Per offrire ai lavoratori un utile momento di informazione e di riflessione, proprio in vista delle urne. Se non l'avessimo organizzata, ci chiediamo come sarebbe stato possibile rendere visibili le critiche, di merito, che arrivano dai luoghi di lavoro. A posteriori, e viste le adesioni che arrivano sempre più numerose anche da altre regioni, ci sembra che la scelta sia stata quella giusta. Insomma noi andiamo avanti». Con la solidarietà anche della Rete 28 Aprile. Da Rufini, che lavora alla Sammontana di Empoli, arriva infine una puntualizzazione. «I promotori della manifestazione sono alcune decine di delegati di base, che hanno messo nero su bianco i loro nomi sulla piattaforma. Sono della Cgil, ma non solo nell'orbita di Lavoro Società. Non ci sono stati sotterfugi, è stata una cosa nata nelle fabbriche e negli altri luoghi di lavoro, sia del pubblico che del privato. Questa iniziativa non dovrebbe essere vista come una cosa negativa, ma utile alla stessa Cgil. Questo è almeno quello che ci hanno detto i tanti che ci hanno interpellato dopo che la notizia della manifestazione era stata resa pubblica. Non crediamo che avere opinioni diverse, e farle conoscere, sugli accordi del 23 luglio sia un fatto negativo. Anzi siamo convinti del contrario». |