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Giorgio Cremaschi: “L’innalzamento dell’età pensionabile scivola sulla buccia di banana dei prepensionamenti pubblici”
“L’aumento dell’età pensionabile scivola sulla buccia di banana dei prepensionamenti dei pubblici. Sono inutili le ipocrisie dell’ultima ora. Il ministro della Funzione pubblica, annunciando i prepensionamenti per i dipendenti pubblici, ha semplicemente seguito i comportamenti delle principali imprese private, a partire dalla Fiat e da tutte le grandi aziende industriali. Il ministro Nicolais ha infatti detto che è molto difficile riconvertire o formare lavoratori che hanno un’età superiore a 55-60 anni. E’ molto meglio prepensionarli. E’ esattamente quello che avviene in tutti i principali posti di lavoro, dove dopo i 50 anni il lavoratore viene considerato vecchio. In questo modo l’aumento dell’età pensionabile fino a 62 anni, deciso dal governo Berlusconi e confermato dal governo Prodi, produrrà nuove ingiustizie sociali. Ci saranno sempre più lavoratrici e lavoratori che sono troppo vecchi per lavorare e troppo giovani per andare in pensione. Accanto al precariato giovanile si creerà un precariato di mezza età. Dopo di che per alcuni ci saranno i prepensionamenti e per altri niente. E’ possibile che il governo, di fronte all’evidente contraddizione tra prepensionamenti e innalzamento dell’età pensionabile, decida di rinviare la decisione a dopo il referendum sindacale. Ma i prepensionamenti si faranno.” “E per questo, di fronte a questa nuova palese dimostrazione dell’assurdità e dell’iniquità dell’innalzamento dell’età pensionabile, un bel no dei lavoratori al protocollo ristabilisce la verità contro tutte le ipocrisie.”
Roma, 19 settembre 2007
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