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La Rete28Aprile della
Toscana aderisce alla manifestazione del 29 settembre a sostegno del
NO al protocollo del 23 luglio
23 luglio: C’è chi dice no!!!
Ridiamo forza e dignità ai lavoratori !!!
Siamo delegate e delegati delle aziende private e pubbliche della
Toscana. Ci siamo battuti con determinazione e con sacrifici per
cambiare la rotta della politica del Paese. Abbiamo partecipato al
grande movimento di lotta contro la precarietà e l’attacco ai
diritti. Ci siamo spesi in difesa e per estendere l’articolo 18. Ci
siamo battuti contro le politiche liberiste del governo Berlusconi,
sull’art. 18 sconfitto dalla grande mobilitazione dei lavoratori.
Rivendichiamo, perciò, come lavoratori, il riconoscimento politico e
sociale delle nostre ragioni che sono le ragioni del lavoro.
Siamo stanchi di vedere i nostri fratelli, sorelle, figli, talvolta
i nostri genitori, condannati all’incertezza della precarietà.
Siamo stanchi di essere ricattati sull’occupazione e di vivere con
salari insufficienti.
Siamo preoccupati sapendo che alla fine di una vita di lavoro avremo
pensioni da fame.
Siamo stufi di sapere che ai nostri figli toccherà una sorte ancora
peggiore, se non facciamo qualcosa ORA!
Il Governo Prodi non mantiene gli impegni programmatici, che avevano
suscitato in molti lavoratori delle aspettative, e si avvia a
proseguire sulla linea liberista del rigore sulle spalle dei
lavoratori, della subalternità alla volontà di Confindustria e dei
poteri forti.
Sappiamo che il mondo non si cambia in un giorno, ma un segnale
forte e chiaro lo volevamo.
Non è stato così!
Noi esigiamo il rispetto degli impegni assunti contro la precarietà
e per i diritti.
Diamo un giudizio negativo dell’accordo del 23 luglio tra Governo,
Confindustria e sindacati. E’ un giudizio di merito. C’è una
sproporzione evidente tra la Piattaforma sindacale unitaria e il
risultato raggiunto:
- lo scalone Maroni non viene abolito! Ne vengono soltanto diluiti
gli effetti in un tempo breve e il sistema degli scalini, con il
requisito rigido dell’età, annulla, di fatto, il meccanismo delle
quote ed in alcuni casi risulta addirittura peggiorativo della
Maroni;
- il ripristino delle 4 finestre di uscita con 40 anni di contributi
ha come contraltare l’introduzione di 2 finestre di uscita dal
lavoro anche per le pensioni di vecchiaia: quest’ultimo è un
provvedimento particolarmente odioso nei confronti delle donne che
da sempre sono le più penalizzate nel raggiungimento dei requisiti
per ottenere la pensione;
- il provvedimento sui lavori usuranti a nostro avviso è una beffa
perché da una parte esclude intere tipologie di lavoratori e
lavoratrici e dall’altra introduce un tetto massimo 5000 uscite
all’anno, a fronte di una platea di 1.400.000 addetti , rendendo
l’obiettivo irraggiungibile per la maggior parte degli stessi;
- sui coefficienti di trasformazione, a fronte di tante, troppe,
promesse aleatorie su una loro rivalutazione, l’unica certezza che
abbiamo è la riduzione del loro valore nei prossimi anni;
- ancora più negativo è il nostro giudizio sulla parte del
protocollo che riguarda il Mercato del Lavoro che mantiene, in
pratica, l’impianto della legge 30 contro la quale, ricordiamolo,
migliaia di lavoratori hanno scioperato e sono scesi in piazza;
- inaccettabile è inoltre la parte che consente la ripetizione
illimitata dei contratti a tempo determinato dopo 36 mesi,
semplicemente attraverso la conciliazione tra lavoratore e datore di
lavoro alla presenza di un sindacalista: è un atto, questo, che
elimina qualsiasi possibilità di contenzioso futuro, disarma il
lavoratore e snatura il ruolo e la funzione di tutela del sindacato;
- gravissima la decontribuzione dello straordinario: è un regalo
alle imprese, innalzerà nei fatti l’orario di lavoro (ma non la
pensione dei lavoratori) e sarà un ulteriore ostacolo alla creazione
di nuova occupazione;
- neanche questa volta si è separata la previdenza dall’assistenza
e, dato che non ci sono stati i soldi per superare lo scalone,
vorremmo sapere dove sono finiti e dove finiranno nei prossimi anni
i miliardi di euro che arriveranno nelle casse dell’Inps
dall’aumento dello 0,3% sui contributi che i lavoratori pagano dal
mese di gennaio.
Alla fine, dalla necessità di migliorare la controriforma Dini,
siamo passati ad una sua ulteriore articolazione applicativa sul
versante dei tagli di spesa e dalla lotta alla precarietà siamo
passati ad una sua infinita ‘eternizzazione’.
Si doveva superare la legge 30, invece alla fine ne è stata sposata
la filosofia.
Come delegati chiediamo con forza la mobilitazione di tutte le
lavoratrici e di tutti i lavoratori per far sì che questo Accordo
irricevibile venga BOCCIATO !!!!
Ci impegneremo, come delegate e delegati, a sostenere e ad estendere
tutte le iniziative di mobilitazione sociale che vadano in questa
direzione! Vogliamo farlo da protagonisti per far vivere la dignità
e la forza dei lavoratori e delle lavoratrici!
Per questo facciamo appello a tutte le lavoratrici e a tutti i
lavoratori, ai giovani, agli studenti, ai disoccupati, ai
pensionati, a tutti i soggetti politici e sociali che si riconoscono
in questa impostazione, ad aderire e a partecipare :
sabato 29 settembre 2007 a Firenze
ad una manifestazione di lotta.
Una manifestazione contro la precarietà, contro i bassi salari,
contro i tagli alla spesa sociale, per il lavoro a tempo
indeterminato, per l’uguaglianza di diritti e tutele di tutti i
lavoratori e di tutti i cittadini, per giusti salari, per pensioni
dignitose!
Firenze 11 Settembre 2007
Guarda il sito:
www.manifesta2909.altervista.org
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