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comunicato stampa
Comune di BresciaUNA CIRCOLARE CHE CANCELLA IL DIRITTO ALLO STUDIO
Luglio pare essere diventato il mese preferito per accordi o disposizioni peggiorative delle tutele delle lavoratrici e dei lavoratori. Ci riferiamo in questo caso alla circolare n. 11 del 20.7.2007, relativa a «Nuove disposizioni applicative in materia di permessi per il diritto allo studio - art. 15 CCNL 14.9.2000» a firma del Responsabile del Settore Personale del Comune di Brescia.
Secondo le nuove disposizioni le ore per il “diritto allo studio” non potranno più essere usate per la preparazione agli esami (universitari) o alle lezioni (corsi normalmente serali per il conseguimento del diploma) ma solo per la frequenza a corsi in orario di servizio. Per coloro che frequentano corsi serali (quindi fuori orario di lavoro) niente ore studio e così anche per gli studenti universitari a cui viene richiesto, per poter usufruire delle ore per il diritto allo studio, di «certificare la presenza in aula anche in caso di corsi che non implicano per gli iscritti la frequenza obbligatoria». La nuova regolamentazione del «diritto allo studio» si traduce pertanto oggettivamente in un «disincentivo al proseguimento degli studi», andando in senso contrario a quella che è la finalità dell’istituto stesso. E’ noto infatti che la maggior parte dei dipendenti iscritti all’università non frequenta le lezioni e usa i permessi studio per prepararsi agli esami. Viceversa chi frequenta corsi serali per conseguire il diploma lo fa al di fuori dell’orario di lavoro e la certificazione di frequenza, utile ai fini dei permessi per studio, consente di utilizzare quelle ore per preparare esami finali o verifiche durante l’anno scolastico.
Riteniamo inaccettabile che il Comune di Brescia imponga ai dipendenti una modifica di una normativa contrattuale in base a una interpretazione unilaterale dell’ARAN (l’Agenzia che rappresenta a livello nazionale le pubbliche amministrazioni), interpretazione non condivisa con la controparte sindacale, né a livello di contrattazione centrale, né a livello di ente.
L’istituto oggetto della circolare, in discussione in vari comparti della Pubblica Amministrazione, è stato motivo di molte impugnazioni il cui esito ha costretto altre amministrazioni a recedere dalle scelte fatte. Ultima in ordine di tempo la sentenza in primo grado del 7.8.2007 del Giudice del Lavoro del Tribunale di Brescia che ha condannato il Comune di Sirmione per aver negato il diritto ai permessi studio ad una sua dipendente.
Un eventuale aggiornamento della regolamentazione dell’istituto del diritto allo studio dovrebbe semmai preoccuparsi di creare il terreno favorevole all’istruzione e formazione permanente a maggior ragione se consideriamo la protratta permanenza delle persone nel mondo del lavoro (vedi riforma delle pensioni) e le conseguenti aumentate necessità di istruzione e di acculturazione proprie di una società e di settori di attività sempre più complessi.
Chiediamo pertanto che la Circolare venga ritirata e riproposta secondo le precedenti disposizioni.
SdL Intercategoriale - Comune di Brescia
Brescia, 11 settembre 2007 |
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