Per l'Istat i salari Italiani sono sempre più bassi. ..... La scoperta dell'acqua calda

Il potere d'acquisto delle retribuzioni (e delle pensioni) si sta riducendo da anni. Non serviva l'Istat per saperlo. L'Istat serve (ovviamente) ma quello che succede era già cosa conosciuta (e subita) da tempo dai lavoratori, dai pensionati e dalle loro famiglie.

Quello che stupisce è però che all'uscita dei dati Istat in molti abbiano dichiarato la loro sorpresa o la loro preoccupazione ... anche il sindacato.

SALARI, CGIL: PREOCCUPANTI I DATI ISTAT - 03/09/2007  19.47

I dati dell'Istat sulle retribuzioni sono ''preoccupanti'' secondo la Cgil che ritiene necessario ''un intervento mirato che assuma il tema del potere d'acquisto di salari e stipendi come fattore di equita' ma anche di crescita per il complesso dell'economia''. ''E' indubbio - afferma Marigia Maulucci, segretario confederale del sindacato - che la compressione della domanda penalizza le famiglie e la loro fiducia, ripercuotendosi sul pil. Impossibile dunque non assumere questo tema nella discussione per la Finanziaria. Occorre - continua - affrontare congiuntamente il tema della riduzione di prezzi e tariffe, le questioni della funzione redistributiva del fisco, rafforzando le detrazioni per il lavoro dipendente, chiudere nei tempi giusti i contratti nazionali ed estendere le sedi della contrattazione aziendale''. In altri termini, conclude, ''occorre un impegno del governo che reimposti un quadro di politica dei redditi''.

Si vede che si fanno poche assemblee e che si ascoltano meno i lavoratori, altrimenti la Cgil avrebbe conosciuto la situazione senza dovere aspettare l' uscita dei dati Istat per stupirsi e preoccuparsi.

Ora, la Cgil (anche giustamente) chiede al Governo politiche di sostegno al reddito da lavoro ma tace sulla sua politica rivendicativa quasi che questa non c'entri nulla con le dinamiche salariali di questi anni.

I dati dell'Istat, infatti, non raccontano di un fenomeno caduto dall'alto per volontà di chissà chi ma fotografano anche i risultati di almeno 4 anni di politica contrattuale e rivendicativa sindacale. Proprio quella politica che il nostro sindacato ancora ora continua a difendere ed a praticare.

I dati dell'Istat denunciano anche il fallimento di una politica Cgil che non ha saputo praticare neppure quello che si era assunto nell'ultimo documento congressuale dove si denunciava la debolezza salariale e si annunciava una politica di forte rivendicazione salariale.

 

Va bene quindi chiedere al Governo interventi di maggiore tutela salariale attraverso politiche di controllo dei prezzi (sapendo però che non basta chiederlo se non si mettono anche in discussione le politiche liberiste dei governi di ogni colore succedutisi in questi anni), ma ciò non toglie che ancora prima di questo è l'intera politica contrattuale sindacale che, dimostrati i suoi limiti, va ora superata.

 

Non lo dicono solo i lavoratori (se solo li si volesse ascoltare) ... Ora lo dice anche l'Istat.

L'Istat dice in poche parole che la concertazione non ha pagato, non paga, e continua a non pagare.

I salari diminuiscono e le pensioni vengono ridotte anche e sopratutto perchè non c'è più una politica rivendicativa e contrattuale che abbia nella difesa e nell'incremento delle retribuzioni e delle pensioni il suo obiettivo principale.

 

5 settembre 2007         Coordinamento RSU