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La Camera approva il ddl
per la sicurezza e la salute dei lavoratori
Ecco cosa cambia Le norme
sulla sicurezza vengono estese ai precari.
Negli appalti pubblici le aziende non
potranno più concorrere «al massimo
ribasso». Arresto fino a tre anni e multe
fino a 100 mila euro
S.F.
Via libera al disegno di
legge che delega al governo l'emanazione del
Testo unico sulla salute e la sicurezza nei
luoghi di lavoro. Dopo l'approvazione del
Senato, il 27 giugno scorso, ieri il sì
definitivo è arrivato dalla Camera, con 284
voti favorevoli e l'astensione
dell'opposizione.
In una giornata drammatica sul fronte delle morti bianche - un minuto di silenzio è stato proclamato dal presidente della Camera Fausto Bertinotti perchè «intollerabili sono le morti sul lavoro» - arriva il testo unico già previsto dalla riforma del 1978 e fin'ora mai scritto. Un vivo apprezzamento è stato espresso dal presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano. E molto soddisfatto si è detto anche il ministro del Lavoro, Cesare Damiano: «Si tratta di una legge fortemente innovativa che estende le tutele a tutti i lavoratori e ha una vocazione premiale nei confronti delle imprese». Un giudizio complessivamente positivo, «nel merito come nel metodo», arriva anche da Paola Agnello Modica, responsabile sicurezza sul lavoro per la Cgil. Spetta ora al Governo emanare i decreti attuativi secondo le linee generali dettate dal Parlamento, ma alcune misure scattano immediatamente. Questi, i punti salienti. L'applicazione delle norme per la salute e sicurezza nei luoghi di lavoro vengono estese a tutti i lavoratori (anche autonomi e precari dunque). Viene riconosciuta alle organizzazioni sindacali e alle associazioni dei familiari delle vittime la possibilità di costituirsi parte civile nei processi. Per quanto riguarda il sistema degli appalti pubblici, si prevede di modificare la regola del massimo ribasso: immediatamente in vigore, ad esempio, sarà la norma che prevede che in tutti gli appalti pubblici debbano essere specificatamente indicati i costi relativi alla sicurezza sul lavoro. A questi dati potranno accedere, su richiesta, le organizzazioni sindacali e i rappresentanti dei lavoratori (il comitato nazionale degli Rls ha chiesto ieri di essere convocato dai presidenti delle Commissioni lavoro per la definizione di dettagli e prerogative). Sulla lotta al lavoro nero il testo estende la legge Bersani a tutte le attività produttive (e non solo ai cantieri edili) e prevede la sospensione dell'attività dell'azienda, oltre all'impossibilità di partecipare a gare pubbliche, qualora il 20% degli occupati risultasse irregolare. Viene introdotto un credito d'imposta, in via sperimentale per il biennio 2008 - 2009, per fare partecipare i lavoratori a programmi di formazione. I temi della salute e della sicurezza sul lavoro entreranno a far parte dei programmi scolastici. Infine, si inaspriscono le sanzioni con l'arresto fino a tre anni e multe fino a 100 mila euro per i reati non sanzionabili penalmente. E si autorizza il ministero del Lavoro all'immissione in servizio, dal gennaio 2008, di 300 nuovi ispettori. |