RINNOVO CCNL TURISMO: IL LUPO PERDE IL PELO MA NON IL VIZIO

 

Nella notte del 26 luglio è stato raggiunto l’accordo tra imprese del turismo e organizzazioni sindacali per il rinnovo del contratto del settore che riguarda quasi un milione di lavoratori scaduto da 19 mesi.

Come nel contratto precedente le segreterie nazionali di categoria accettano la quadriennalizzazione del contratto nazionale sull’esempio del rinnovo di quello delle poste sottoscritto poche settimane fa. Se a questo aggiungiamo la firma, da parte di CGIL-CISL-UIL, del Protocollo sul welfare che, con la detassazione degli aumenti salariali di 2° livello legati alla produttività e con la decontribuzione delle ore di straordinario, ci troviamo di fronte ad un ulteriore attacco al ruolo e alla funzione del contratto nazionale di lavoro. Non è un caso che il ministro del lavoro Damiano abbia proposto in questi giorni di aprire un tavolo a settembre per rivedere il modello contrattuale e passare ad un contratto triennale sia per la parte normativa che per quella economica…peccato che non ci sia più un meccanismo automatico che nel frattempo difenda i salari dall’inflazione!!!

PARTE ECONOMICA

L’intesa prevede un aumento salariale a regime di 135 euro per il quarto livello spalmati in quattro anni: 40 euro da luglio 2007, 45 da gennaio 2008, 25 da luglio 2008 e 25 da luglio 2009 ed una ‘una tantum’ di 350 euro in due tranches a fronte di un contratto scaduto da ben 19 mesi. Aumenti appunto spalmati in quattro anni assolutamente insufficienti a difendere realmente il potere d’acquisto delle lavoratrici e dei lavoratori in un settore dove, negli ultimi anni, i profitti sono arrivati alle stelle…e i salari alle stalle!!!

PARTE NORMATIVA

Sul fronte normativo il contratto recepisce molte parti della legge 30. In particolare, si prevede l’introduzione di rapporti di lavoro part-time a otto ore per gli studenti lavoratori da utilizzare nel weekend: a questo si aggiunge la possibilità per le imprese di fare contratti part-time a 15 ore (da utilizzare anche nel weekend) aumentando di fatto la precarietà del lavoro; altro che includere gli esclusi!!! Sul fronte dell’orario poi vengono introdotte ulteriori forme di flessibilità come l’orario multiperiodale che consente alle imprese di calcolare l’orario su un periodo di due settimane una volta ogni trimestre; si potrà quindi lavorare una settimana 32 ore e un’altra 42 senza che sia prevista nessuna maggiorazione; per non parlare dell’introduzione, per i part-time, delle clausole elastiche e flessibili (cioè la possibilità per l’impresa di cambiarti il turno e il numero di ore a suo piacimento).

 

DI FRONTE A QUESTO PESSIMO ACCORDO CHIEDIAMO VENGANO COINVOLTI I DIRETTI INTERESSATI, LE LAVORATRICI E I LAVORATORI, ATTRAVERSO UN REFERENDUM

 

31 LUGLIO 2007

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