Cgil: sul welfare c'è consenso, ma Brescia lo boccia

Con molta probabilità, su previdenza e mercato del lavoro non ci sarà nessuna "pausa di riflessione" fino a settembre. Ma non c'è per niente da stare allegri. Il tormentone continuerà eccome. E così mentre la Cisl dà il suo via libera a tutto l'accordo, la Cgil da una parte fa trapelare la sua insoddisfazione per la risposta di Prodi ad Epifani sul mercato del lavoro e contemporaneamente lancia segnali di distensione raccontando che sull'«ipotesi di accordo», dalle strutture confederali territoriali «sta arrivando un grande ed importante consenso».
Di che cosa è fatto questo "grande ed importante consenso" non è chiarissimo. O meglio, bisogna fidarsi delle parole di Carla Cantone a proposito di comitati direttivi, attivi ed esecutivi che si sono svolti un po' in tutta Italia. In realtà in molte strutture non si è votato - ed infatti il comunicato della Cgil non riporta nemmeno un numero - e laddove si è votato, come all'attivo dei delegati a Brescia, la segreteria ha rimediato la brutta figura della minoranza. «Il dibattito e le conclusioni dei direttivi e degli attivi territoriali hanno sottolineato - aggiunge Cantone - la irrinunciabile necessità, come da dispositivo finale del Comitato direttivo nazionale, di avviare unitariamente la più ampia consultazione certificata e vincolante dei lavoratori, lavoratrici, pensionati e pensionate». Dalla lista mancano i precari. Ma ci sarà tutto il tempo di aggiungerli.
La lettera di Prodi è stata invece apprezzata dal leader della Cisl Raffaele Bonanni che ha definito l'intervento del presidente del Consiglio «appropriato, puntuale ed efficace». Per quanto riguarda la consultazione, Bonanni ha detto che i lavoratori potranno essere consultati sulla base delle risposte del protocollo del governo al documento unitario di Cgil, Cisl e Uil di febbraio. Testo nel quale però, proprio per mantenere l'unità tra i sindacati, non venivano menzionati nè la legge 30 (la legge Biagi, ndr) nè la possibile revisione dell'accordo del 1993. I rapporti tra il governo e la Cgil restano quindi freddi dopo lo «strappo». Nei prossimi giorni Epifani risponderà alle dichiarazioni del premier ma nel sindacato c'è molta agitazione. La Fiom ha fissato il Comitato centrale il 10 settembre. E ieri nel corso della direzione in quasi tutti gli interventi si sono registrate posizioni nettamente contrarie all'accordo di palazzo Chigi. Oltre che dalla Cgil di Brescia, dove il neosegretario Marco Fenaroli si è trovato contro la maggioranza dell'attivo dei delegati e delle delegate, segnali negativi arrivano dai posti di lavoro. Ieri a scioperare per otto ore è stata la Zanussi di Susegana. Secondo i lavoratori l'accordo aumenta gli anni di lavoro e dà meno soldi per la pensione, senza parlare del disastro sul mercato del lavoro, ovviamente.
Ma i guai per la Cgil non sono finiti qui. Ieri il vice presidente di Confindustria, Alberto Bombassei ha risposto al leader Cisl che aveva chiesto l'avvio a settembre di un tavolo sulla contrattazione di secondo livello. «Confindustria è da almeno tre anni che sta sollecitando l'avvio di un confronto sulle relazioni industriali. Se il settembre 2007 è il momento buono - ha aggiunto Bombassei - non possiamo che essere d'accordo con Bonanni che ancora una volta mostra attenzione ad una intelligente tutela dei lavoratori e alle ragioni dello sviluppo. Mi auguro che Cisl, Cgil e Uil siano disposte a recuperare il tempo trascorso e, in questo modo, fornire subito un quadro di regole aggiornato che consenta ai settori di ritrovare il giusto spirito nel rinnovare i contratti nazionali». «Non vi è dubbio - conclude Bombassei - che l'intervento di incentivazione della contrattazione di secondo livello, previsto dal Protocollo governativo del 23 luglio scorso, rappresenti un elemento essenziale nel percorso che Confindustria e sindacati possono compiere per rivedere l'attuale assetto della contrattazione collettiva in termini di tempi, materie e durate del livello nazionale e di quello aziendale».
Per la Cgil risponde il segretario Mauro Guzzonato. Il confronto da avviare «se non proprio in autunno al più tardi in inverno» e comunque dovrà arrivare dopo che sarà stata condotta in porto la consultazione tra i lavoratori sul Protocollo "per l'equità e la crescita sostenibile" firmato il 23 luglio scorso.
Fa.Seba