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Risultano strane le vicende che si susseguono in
Lombardia in questi giorni e soprattutto molto strane le scelte che
vengono prese alle riunione dei direttivi confederali convocati per
discutere sull’intesa raggiunta con il governo la settimana scorsa. Ma cosa c’è che non va in queste vicende? cosa spinge il gruppo dirigente lombardo (compreso Lavoro Società), a considerare inammissibile un ordine del giorno che chiede al comitato direttivo regionale di esprimere un giudizio sull’intesa raggiunta con il governo. Venendo ai fatti: nel direttivo regionale della CGIL di mercoledì 25 luglio la presidenza ha considerato inammissibile l’ordine del giorno che alleghiamo perché la decisione è già stata presa dal massimo organo dell’organizzazione, il direttivo nazionale. Quindi non è possibile assumere orientamenti diversi nelle istanze inferiori. Quindi secondo il gruppo dirigente della Lombardia non è possibile assumere orientamenti differenti in direttivi nazionali, regionali, territoriali di categorie e regionali e territoriali confederali. Molti di voi non ci crederanno, è una cosa strana; ma è andata proprio cosi… La Rete 28 Aprile della Lombardia considera tale fatto grave e in contrasto con tutte le regole statutarie e regolamentari della Cgil. Ci sarebbero tutti i presupposti per chiedere l’annullamento del direttivo regionale del 25 luglio e la riconvocazione dell’organismo. Chiediamo che ci sia un percorso per una reale partecipazione reale di gruppi dirigenti di tutti i livelli, delle iscritte e degli inscritti, sulle decisioni che riguardano l’organizzazione e la difesa delle condizioni di tutte le lavoratrici e i lavoratori. Rete 28 Aprile/LOMBARDIA Milano, 28 luglio 2007 ------------------------------------ Ordine del giorno Il Comitato direttivo della Cgil Lombardia considera non accettabile l’intesa complessiva proposta dal Governo alle parti sociali e decide di proporre a Cisl e Uil la riapertura della vertenza, con adeguate iniziative di lotta, per giungere a un risultato corrispondente all’obiettivo di cancellare le controriforme sociali del governo Berlusconi e di migliorare le condizioni delle lavoratrici e dei lavoratori. Sesto San Giovanni 25-07-2007 |
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