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Epifani scontento scrive
a Prodi
Sul mercato del lavoro la
Cgil prende tempo. Ma il sì sull'accordo
«resta fermo». Confindustria nicchia sul
capitolo pensioni
Manuela Cartosio
Tutto qui? Da un Epifani
a tal punto irritato con il governo da
dichiarare «finita qui la concertazione» ci
si aspettavano fuoco e fiamme. Invece, le
dodici righe inviate dal segretario della
Cgil a Prodi - prese alla lettera - sono a
tal punto mosce da risultare imbarazzanti.
Prese come una mossa tattica, potrebbero
annunciare che almeno su due punti -
contratti a termine e decontribuzione degli
straordinari - la Cgil a settembre darà del
filo da torcere. A chi non è chiaro, visto
che Epifani non rimette in discussione il sì
della sua organizzazione al protocollo sul
welfare. Si limita a chiedere al governo se
l'accordo possa essere firmato solo per
parti o debba essere sottoscritto per
interno. «Si tratta ovviamente di due scelte
non uguali», conclude lapalissianamente
Epifani che rimprovera al governo d'aver
tirato fuori all'ultimo minuto un testo non
concordato sul mercato del lavoro. Alla
scorrettezza del metodo, si aggiunge un
«problema di merito» su materie
«strettamente attinenti alla contrattazione
sindacale». La possibilità di rinnovare in
eterno i contratti a termine, dietro l'ok di
un sindacalista, smentiscono e sfregiano
anni d'impegno della Cgil contro la
precarietà. L'azzeramento di ogni
contribuzione aggiuntiva sugli straordinari,
oltre a disincentivare nuove assunzioni,
porterà ulteriormente fuori controllo
l'orario di lavoro. Cose indigeribili anche
per i 92 che al direttivo di lunedì notte
della Cgil avevano votato per il sì
all'accordo. Un sì accompagnato dall'impegno
d'esplicitare in una lettera a Prodi la
contrarietà della Cgil sul capitolo del
mercato del lavoro.
La lettera di Epifani è arrivata a palazzo Chigi nel giorno in cui Confartigianato ha deciso all'unanimità che «non ci sono le condizioni» per firmare il protocollo sul welfare. E soprattutto nel giorno in cui il direttivo di Confindustria ha approvato con entusiasmo la parte dell'accordo inerente il mercato del lavoro ma ha espresso «forte preoccupazione» per il capitolo sulle pensioni. «Valuteremo con il governo il modo in cui firmare», dice il presidente Luca Cordero di Montezemolo. Anche lui prende tempo, per ragioni speculari alla Cgil vorrebbe firmare «per parti» e non «per intero». Un'intenzione ventilata già da qualche giorno da Confindustria. Forse è proprio per questo che Epifani esige dal governo una risposta che valga per tutte le parti sociali. Prodi, verosimilmente, dirà «o tutto o niente». La Cgil, altrettanto |