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Resta il lavoro a
progetto Straordinari a tutto spiano
Prodi fissa nuove regole
per i contratti: tetto ai rapporti a
termine, ma non all'interinale.
Decontribuiti secondo livello e
straordinari, confermati i cocoprò. Cgil
contraria su più punti. Il Prc scottato:
«Siamo stati esclusi»
Antonio Sciotto
Roma
Il presidente del
consiglio Prodi ieri ha presentato alle
parti sociali - sindacati e Confindustria -
il suo «nuovo 23 luglio» (così lo ha
ribattezzato lui stesso, riferendosi al
Patto del luglio '93): si chiama «Protocollo
su previdenza, lavoro e competitività per
l'equità e la crescita sostenibili». Insieme
al premier, i ministri Padoa Schioppa,
Damiano, Bersani, Letta - solidi esponenti
del Partito democratico - mentre
Rifondazione comunista, presente con il
sottosegretario al Lavoro Rosa Rinaldi, ha
potuto vedere il testo definitivo solo ieri
stesso. Stessa esclusione dall'elaborazione
definitiva per il Pdci. La sinistra è
visibilmente scottata per la «poca
collegialità - spiega Rinaldi - vista con lo
scalone e adesso con questo testo, seppure
nella sua formazione precedente abbiamo
contribuito». Lo stesso il responsabile
Lavoro del Prc, Maurizio Zipponi: «Il testo
definitivo lo ha scritto il ministro, faremo
poi le nostre osservazioni». Ma ieri Damiano
è stato chiaro, seconda stilettata dopo la
«blindatura» delle misure sullo scalone: «Il
testo è chiuso, non è emendabile».
Intendendo escludere i partiti alla sua
sinistra - almeno nelle intenzioni - perché
invece con Confindustria e sindacati (in
special modo con la Cgil) il ministro dovrà
lavorare ancora: Guglielmo Epifani e Fulvio
Fammoni hanno lasciato Palazzo Chigi senza
partecipare alla conferenza stampa,
raggiungendo subito il Direttivo, che è
andato avanti nell'analisi del testo fino a
notte fonda. Facendo sapere subito, però,
che sono almeno due i punti che non
gradiscono: 1) la non abolizione dello staff
leasing; 2) la decontribuzione degli
straordinari. Il confronto, poi, sarà
certamente caldo con le «minoranze» interne
(dalla Fiom di Rinaldini a Lavoro e società
di Nicolosi, fino alla Rete di Cremaschi),
presso cui già circolavano voci di documenti
alternativi. Confindustria dice di prendere
«ancora alcuni giorni prima di firmare»,
mentre Cisl e Uil davano già ieri la loro
disponibilità.
Ma vediamo il Protocollo. 1) Contratti a termine: si rivede la 368 del 2001, che li aveva liberalizzati, e si istituisce un tetto alla ripetibilità. Se una somma successiva, per lo stesso lavoratore presso la stessa azienda, supera i 36 mesi, anche discontinui (dunque, mettiamo, anche nell'arco di 6 o più anni), per un successivo rinnovo ci si dovrà recare presso la Direzione provinciale del lavoro, e giustificarne la temporaneità. Senza questo passaggio, il nuovo contratto si considera a tempo indeterminato. I contratti che superano i 6 mesi danno diritto alla precendenza per le assunzioni a tempo indeterminato nell'arco dei successivi 12 mesi. Importante: non vengono introdotte le causali contrattate, chieste dalla Cgil e da tutta la sinistra (da Sd al Prc), né si impone di fissare tetti percentuali nei contratti collettivi (anche questo un tema caro alla Cgil). Interinali: i contratti di somministrazione individuale non sono sottoposti a questi vincoli, dunque restano di fatto liberi. Più in generale, per quanto riguarda il rapporto singolo lavoratore-agenzia interinale, il governo intende stanziare incentivi (ancora da quantificare) per spingere all'assunzione a tempo indeterminato. Staff leasing: la somministrazione di gruppo a tempo indeterminato non viene abrogata, ma si aprirà «un tavolo di consultazione» con le parti sociali. Job on call: il lavoro a chiamata viene abrogato. Contratti di inserimento: anche in questo caso si demanda a una consultazione con le parti. Decontribuzione straordinari: E' uno dei punti più controversi del protocollo, criticato sia da Epifani che dal Prc (per Rinaldi «rappresenta un freno all'occupazione»). Il governo vuole eliminare la contribuzione maggiorata che oggi è caricata sulle ore di straordinario - in base alla legge 549 del '95 - in modo da farle costare quanto le ore ordinarie. Detassazione secondo livello: Passa dal 3% al 5% la quota di salario defiscalizzata e decontribuita, quella che forma il premio di risultato, territoriale e aziendale. Le imprese verranno decontribuite nella misura del 25% del salario di risultato erogato, i lavoratori per intero e dunque avranno i soldi subito in busta paga, ma un fondo pubblico dovrebbe coprire figurativamente quanto scontato. Parasubordinati: E'un'altra delle note dolenti: vengono mantenuti i contratti cocoprò almeno per i prossimi 3 anni, dato che si prevede l'aumento dei contributi di un punto all'anno dal 2008 al 2010 (dal 23,5 al 26,5%). |