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Per Cgil Cisl Uil - Il migliore
accordo possibile.
C'era da aspettarselo ovviamente
che appena firmato l'accordo Cgil Cisl Uil si ponessero il problema
di come sdoganarlo, presentandolo come il migliore accordo
possibile.
Le argomentazioni adottate nelle prime
dichiarazioni di Epifani,
Angeletti,
Bonanni (vedi più sotto)ruotano attorno a questi elementi:
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Lo scalone Maroni è stato superato,
mantenendo inalterato l'obiettivo finanziario del Governo e nel
contempo individuando soluzioni meno traumatiche per
l'innalzamento dell'età pensionabile.
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I risparmi realizzati sul sistema permettono
ora di rendere indistruttibile il diritto alla pensione perchè
così si è risolto il pericolo della "gobba" che tutti si
aspettavano tra il 2015 ed il 2020.
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Con questo accordo si sono date infine
soluzioni positive a molti altri aspetti, come una maggiore
tutela previdenziale ai precari ed ai lavori usuranti, riuscendo
nel contempo ad aumentare le pensioni minime.
Il tentativo di Cgil Cisl Uil è evidentemente
quello di mettere nella valutazione complessiva un ragionamento
sulle "luci ed ombre" dell'accordo, cercando di far passare l'idea
che in fondo la contrattazione ha avuto infine un risultato
accettabile.
In realtà non è così.
Non solo lo scalone maroni è stato riconfermato
(cambiandone solo la forma), ma ai lavoratori vengono chiesti ancora
più sacrifici, sia con la messa in discussione del sistema di
verifica dei coefficienti (destinati ad essere abbassati di almeno 6
punti già quest'anno) sia con l'aumento dei contributi (un'altro
0,9% oltre al 3% già introdotto da questa finanziaria).
Sul discorso della "gobba" stendiamo un velo
pietoso. Nessun economista serio può fare previsioni di così lungo
periodo (tutte le previsioni catastrofiche degli anni scorsi si sono
sempre alla fine dimostrate errate). L'unico dato certo è che il
bilancio Inps (nonostante i massacri di questi anni) risulta ancora
oggi in attivo. Cgil Cisl Uil sanno benissimo che ciò che può
migliorare la stabilità delle entrate dell'Inps sono il recupero
dell'enorme evasione contributiva, l'aumento dell'occupazione
stabile e la netta separazione del conto previdenziale da quello per
l'assistenza, ma alla fine hanno accettato la logica che è meglio
tagliare, una logica che non è verità oggettiva ma solo una scelta
politica loro.
Anche sull'elenco degli elementi positivi
particolari che comunque questa trattativa avrebbe prodotto è bene
stendere un velo pietoso.
Sugli ammortizzatori sociali ancora non si sa
nulla dei risultati della trattativa (lo sapranno loro ma non i
lavoratori che non vedono un sindacalista in assemblea da non si sa
più quanti mesi), ma quello che si sa è che tutto si ridurrebbe ad
un riordino della Cassa integrazione (nelle sue diverse forme) ed ad
una loro estensione anche verso quelle tipologie di azienda (sia
merceologiche che di dimensione) attualmente escluse. Si sa infine
che verrebbe prevista una copertura previdenziale figurativa per
certi periodi di disoccupazione. Tutte cose interessanti (anche se
da vedere) ma che saranno finanziate proprio dal conto previdenziale
(ossia dai nostri contributi). Se l'accordo sarà questo a pagarlo
saremo noi e non certo il Governo .... dove stà la vittoria ??
Sul mercato del lavoro viene mantenuto intatto
tutto l'impianto della legge 30, salvo eliminare alcune tipologie di
lavoro previste dalla legge ma tutt'ora inutilizzate dalle aziende,
semplicemente perchè non ne hanno visto la convenienza.
Certo alla fine hanno aumentato di un'euro al
giorno una fascia delle pensioni minime (quelle al di sotto degli
8.000 euro annui, come se chi prende 8.500 euro all'anno sia invece
ricco e sfondato), hanno previsto il riconoscimento dei contributi
figurativi per i lavoratori precari e la promessa che cercheranno di
vedere di garantire loro almeno il 60% dell'ultima retribuzione
(ossia una pensione attorno ai 400 - 500 euro, guarda guarda proprio
come la pensione minima sociale, quella che comunque già spetta a
tutti), ma anche queste cose saranno a carico del nostro bilancio
previdenziale, ossia saremo noi a pagarle.
Anche sui lavoratori usuranti le cose vanno
spiegate. In primo luogo non è vero che per loro non cambierà nulla
poichè questi seguiranno (con un ritardo di tre anni) l'aumento
dell'età pensionabile che colpirà tutti gli altri, ma sopratutto sui
lavoratori usuranti si sono inventati una specie di bingo. Non più
di un numero massimo all'anno. Qualcuno quindi dovrà decidere chi
andrà in pensione e chi no. con il rischio scontato di aprire una
vera concorrenza tra lavoratori, se non (peggio) un mercato di
favoritismi giocato sulle dimensioni di azienda o quant'altro. Ma
alla fine, comunque, anche questo è a carico del conto previdenziale
e non certo del Governo.
Infine viene decantato il fatto che sono state
reintrodotte le 4 finestre di uscita in luogo delle attuali due per
le pensioni di anzianità. Ma il sistema delle finestre è ora
allargato anche alle pensioni minime e di vecchiaia (fino ad ora
escluse). Così alla fine succede che a pagare il ripristino delle 4
finestre per le pensioni di anzianità saranno i pensionati più
poveri.
C'è
ben poco da stare allegri e da cantare vittoria quindi .... anzi.
Alla
fine il più onesto ed esplicito tra i segretari è stato Bonanni (da
sempre fautore di un accordo a tutti i costi) che difende l'accordo
firmato dicendo senza peli sulla lingua ....
"..... L'accordo
raggiunto questa notte per il superamento dello 'scalone'
'segna l'epilogo di un confronto concertativo serrato che ha
dovuto dispiegarsi entro i confini delle compatibilità
finanziarie ed economiche e degli impegni assunti, in sede
europea, dal Governo sul risanamento dei conti pubblici'....."
Semplice .... Le pensioni non c'entravano nulla. Bisognava dare una
mano al risanamento dei conti pubblici e piegarsi alla volontà delle
amministrazioni monetarie europee e mondiali.
20-07-2007
coordinamento rsu
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PENSIONI,
EPIFANI: AVREI VOLUTO PIÙ RISORSE |
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A margine del
Direttivo della Cgil, conversando con i cronisti, Guglielmo
Epifani ha commentato l'accordo di questa mattina sulle
pensioni. 'Penso sia un'intesa importante - ha detto il
segretario generale - , ma avrei voluto piu' risorse per
superare lo scalone'. Per Epifani 'e' un'intesa nella quale
noi stabiliamo alcuni principi importanti: penso in modo
particolare alla salvaguardia del pensionamento delle donne
a 60 anni, al fatto che per la prima volta si riconosce al
lavoro pesante un'eta' di pensionamento diversa, al fatto
che ai giovani diamo una prospettiva di soluzione della
pensione nel contributivo non inferiore al 60%, al fatto che
con 40 anni di anzianita' si andra' in pensione non con le
vecchie finestre -che allungavano di molto la permanenza- ma
con le nuove'. 'Poi - ammette Epifani- naturalmente abbiamo
qualche problema perche' il superamento dello scalone con
queste nuove formule fa andare prima in pensione i
lavoratori, ma probabilmente c'e' nella versione stessa
proposta qualche elemento che andrebbe corretto. Tutto
sommato, pero', a mio modo di vedere, e' un accordo
importante, soprattutto propedeutico all'intesa che dovremo
fare lunedi' sull'insieme della materia, dalle pensioni piu'
basse, gli ammortizzatori sociali, ai giovani, al mercato
del lavoro, alla lotta alla precarieta''. Per Epifani,
inoltre, si tratta di un accordo di lunga durata: 'Non solo
superiamo lo scalone - spiega - ma contemporaneamente
superiamo anche quella 'gobba' previdenziale che metteva in
discussione l'equilibrio dei conti da qui al 2015-2020.
Quindi stabilizziamo la prospettiva della previdenza
pubblica per un periodo molto lungo. Padoa-Schioppa ha detto
che non ci sara' piu' bisogno di interventi. Avendo fatto
tanti interventi nell'ultimo periodo, si puo' dire che
questo puo' rappresentare un punto di riferimento per i
prossimi 20 anni'. Ma il leader della Cgil pero' avrebbe
'voluto piu' risorse per ridisegnare il superamento dello
scalone e della Maroni stando un po' piu' attenti alle
condizioni di alcune classi di eta'. C'e' chi guadagna un
anno, chi un anno e mezzo, chi non guadagna se non poco
-conclude Epifani- spero ci sia la possibilita' di
correggere questo'. |
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PENSIONI,
CISL: SISTEMA PIÙ EQUO E SOSTENIBILE |
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L'accordo
raggiunto questa notte per il superamento dello 'scalone'
'segna l'epilogo di un confronto concertativo serrato che ha
dovuto dispiegarsi entro i confini delle compatibilità
finanziarie ed economiche e degli impegni assunti, in sede
europea, dal Governo sul risanamento dei conti pubblici'. E'
questo la prima valutazione della segreteria della Cisl ,
riunita questa mattina subito dopo l'intesa sulle pensioni
secondo la quale 'le misure decise questa notte consentono
di rendere più eque e socialmente sostenibili le norme del
sistema pensionistico, con riferimento alle modalità di
accesso al pensionamento, rispetto a quelle previste dalla
legge 243 del 2004'. 'Con l'accordo per la modifica dello
'scalone' - spiega una nota della Cisl - si completa il
quadro degli interventi previsti dal memorandum per la
revisione del sistema pensionistico, sottoscritto il 26
settembre dello scorso anno dal governo e dalle parti
sociali'. Per la Cisl 'non bisogna dimenticare che l'accordo
sullo scalone arriva, in ordine temporale, dopo l'anticipo
della riforma della previdenza complementare; l'intesa
raggiunta sulla rivalutazione delle pensioni più basse,
salvaguardando l'anzianità contributiva; l'accordo
sull'estensione della totalizzazione dei periodi
contributivi maturati nelle diverse gestioni e per il
miglioramento delle condizioni per il riscatto contributivo
dei periodi di laurea; l'intesa per la razionalizzazione e
lo snellimento del numero dei componenti dei comitati
centrali e periferici degli enti previdenziali deputati alla
definizione dei ricorsi in materia previdenziale;
l'estensione e la maggiore copertura contributiva
dell'indennità di disoccupazione' 'L'intesa raggiunta sui
diversi punti suddetti consente di rendere complessivamente
più adeguata la risposta del sistema pensionistico alle
aspettative sia degli anziani sia dei lavoratori più
giovani, attraverso misure che contrastano gli effetti
negativi che la flessibilità del mercato del lavoro produce,
specie nella fase iniziale dell'attività lavorativa',
sottolinea la Cisl. Il sindacato inoltre rivendica che
'l'introduzione della 'quota', fortemente voluta dalla Cisl,
consente di ampliare il ventaglio delle possibilità di
uscita dal lavoro, rendendo più flessibile il pensionamento,
anche se la rigidità di approccio del Governo ha imposto
un'età minima alle diverse 'quote' rivedendone l'impatto
attraverso la restrizione della platea interessata. Si
tratta, quindi di una prima concreta risposta all'esigenza
di rinsaldare il patto intergenerazionale, nel segno di una
rafforzata coesione sociale.' |
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20/07/2007 15.23 |
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PENSIONI,
UIL: INTESA POSITIVA |
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La Uil valuta
in modo positivo l'accordo raggiunto tra Governo e parti
sociali. 'In particolare - sottolinea il sindacato in una
nota - e' significativa l'intesa sulla revisione dei criteri
di calcolo dei coefficienti di trasformazione e della
cadenza della loro verifica'. Importante poi 'il meccanismo
di solidarieta' e garanzia previsto nell'accordo che
portera' indicativamente il tasso di sostituzione, al netto
della fiscalita', ad un livello non inferiore al 60, un
tasso che, a normativa vigente, sarebbe stato invece
inferiore al 50'. Per la Uil 'una conquista volta a
garantire ai giovani, insieme alla previdenza complementare,
un futuro pensionistico migliore. Le pensioni dei giovani,
dunque, aumenteranno, smentendo cosi' le accuse rivolte al
sindacato in merito ad un presunto conflitto tra
generazioni'. Di fondamentale importanza anche 'la
previsione di destinare 150 milioni alla detassazione di una
quota delle risorse contrattate per i premi di risultato'. A
questo riguardo 'si afferma infatti per la prima volta un
principio tendente a valorizzare efficacemente la
contrattazione aziendale di secondo livello', con un aumento
'significativo' del livello di salari e degli stipendi dei
lavoratori dipendenti. Per quanto attiene la soluzione
individuata per il superamento dello 'scalone' la Uil
continua ad essere convinta che 'la via maestra da seguire
sarebbe stata quella degli incentivi e della liberta' di
scelta dei lavoratori'. La soluzione adottata 'e' comunque
piu' equa della legge Maroni in quanto introduce elementi di
maggiore gradualita' per elevare l'eta' pensionabile'.
Positivo e' 'l'ampliamento della platea dei lavoratori
usurati individuata in 1 milione e 400 mila che
continueranno ad andare in pensione 3 anni prima. Un
ampliamento che fotografa quindi in maniera moderna
l'articolazione e la complessita' del sistema produttivo del
nostro Paese'. La Uil si riserva comunque di esprimere un
giudizio definitivo 'a conclusione del confronto
sull'insieme dei temi altrettanto importanti oggetto della
trattativa tra Governo e parti sociali. E da' mandato alla
segreteria confederale di siglare l'accordo'. La direzione
nazionale della Uil quindi proporra' a Cgil e Cisl di
sottoporre l'intesa ad una consultazione vincolante da
tenersi nei luoghi di lavoro. |
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20/07/2007 19.07 |
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