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Epifani
... da ww.rassegna.it -
16 luglio 2007
L'accordo sulle
pensioni o si farà questa settimana, oppure se ne riparla a
settembre. I sindacati, Cgil in testa, hanno tracciato il "limes"
oltre il quale questa estenuante trattativa non potrà
andare. Le confederazioni non firmeranno intese con i
lavoratori in ferie, né si faranno attirare in una replica
dell'accordo di luglio '92, quando ben altri pericoli
economici costrinsero Cgil-Cisl-Uil a sottoscrivere col
governo Amato un patto che salvò l'Italia dal default
bloccando la contrattazione e gli aumenti salariali. Ma
quelli, appunto, erano altri tempi. E altre erano le
emergenze. Oggi i conti sono sotto controllo, e l'allarme
sulle pensioni sembra molto più strumentale che sostanziale.
Ancora più esplicita
la dichiarazione di Angeletti (che già avevamo
pubblicato sul sito qualche giorno fa ....
leggi )
A questo punto sorgono delle domande ovvie e banali da
rivolgere ai nostri segretari nazionali.
Se in materia previdenziale, i nostri
segretari riconoscono non esistere alcuna emergenza , che
anzi i conti sono sotto controllo, che infine l'allarme
sulle pensioni sollevato dal Governo è più strumentale che
sostanziale, che addirittura (come dice Angeletti) sulle
pensioni il Governo vuole solo fare cassa ... ma su
cosa stanno trattando allora col Governo ????
Non certo per salvare le pensioni (visto
che i nostri segretari riconoscono non esserci nessun
problema di equilibrio nella spesa previdenziale).
Il dubbio è che, come dice lo stesso
Epifani, la questione sia pari pari a quella del 1992
(abolizione della scala mobile) quando si ridussero i salari
e si abolirono le dinamiche che li salvaguardavano
nonostante che i salari Italiani fossero i più bassi
d'Europa, e questo solo perchè Confindustria piangeva
miseria.
Epifani ricorda come nel 1992 una
emergenza economica costrinse i sindacati a firmare per
l'abolizione della scala mobile e la dice giusta. Anche
quella volta i sindacati firmarono costretti dalle
controparti, per salvare il Governo Amato, e non certo dai
lavoratori che non si degnarono neppure di sentire.
Era per salvare l'Italia (ci dicevano
allora ed ancora adesso ci ripetono) ma abbiamo visto come è
finita. Profitti e rendite alle stelle.
E l'Italia ?? L'occupazione (sopratutto
nelle grandi fabbriche è stata falcidiata ed abbiamo perso
numerosi settori strategici), gli investimenti sono
diminuiti quantitativamente e qualitativamente (tanto che
oggi l'occupazione media è di 4 addetti per impresa e la
nostra competitività complessiva è al lumicino) ed è
aumentata la precarietà, occupazionale, salariale,
contributiva, i salari sempre più bassi e le pensioni,
private di una rivalutazione periodica sono da fame.
I nostri segretari nazionali ci
dovrebbero spiegare perchè, nonostante i conti Inps dicano
il contrario, hanno accettato ora di aprire una trattativa
sulla riduzione delle nostre pensioni senza chiedere alcun
mandato ai lavoratori. Si sono sentiti costretti come nel
1992 ?
Costretti da chi, visto che non hanno
fatto una assemblea.
Hanno aperto sull'ipotesi degli scalini,
sull'idea di rimettere mano ai coefficienti, ed ora (in
piena trattativa e solo perchè spazientiti dalla lungaggine
del Governo) ci vengono a dire che i conti Inps vanno
benissimo e che non c'è ragione alcuna per toccare le
pensioni.... (grazie ... lo sapevamo già .. e da un pezzo
...).
L'amaro è che non lo dicono per cambiare
il senso della trattativa, ma solo per minacciare il Governo
... o l'accordo lo facciamo subito o altrimenti ...
(apriti cielo) .. se ne riparla a settembre.
Se i nostri segretari dicono di voler
trattare comunque col Governo un'ulteriore taglio al sistema
previdenziale, pur sapendo che non vi è alcuna ragione
oggettiva a giustificarlo, non è per caso che anche stavolta
i nostri segretari di Cgil Cisl Uil si sono messi in testa
di salvare l'Italia (o più probabilmente il Governo), senza
dircelo prima e mettendo sul tavolo ancora una volta le
nostre retribuzioni e le nostre pensioni ??.
Non faremo come nel 1992, ripete
Epifani, ma nessuno ci crede ..... nemmeno lui ...
altrimenti perchè si ostina a voler fare un accordo che
taglia le pensioni anche quando non vi è alcuna ragione di
tenuta del sistema previdenziale per farlo.
C'è da sperare che abbiano almeno la
dignità di sottoporre ad un vero referendum nei luoghi di
lavoro l'accordo che vogliono firmare.
La loro professionalità sindacale, sul
come hanno condotto questa vicenda, non ne esce bene di
fronte ai lavoratori (roba da congresso straordinario e da
rifacimento di tutto il gruppo dirigente), la fiducia
l'hanno già persa (non si capisce più cosa dicono e cosa
vogliono se non che vogliono firmare ed alla svelta), ci
manca solo che perdano anche la faccia evitando di
sottoporre a referendum il loro accordo.
Aspettiamo il Referendum, ma non di
quelli finti.
Vogliamo comitati elettorali a tutti i
livelli (dal singolo luogo di lavoro e lega di pensionati
fino al nazionale) parimenti formati dai favorevoli
all'accordo e dai contrari, vogliamo che il referendum sia
organizzato su un lasso di tempo necessario e sufficiente
per farlo precedere da assemblee in tutti i luoghi di lavoro
e leghe dei pensionati, dove esercitare il diritto a
discutere dei lavoratori alla presenza di relatori distinti
sulle ragioni sia del SI che del NO all'accordo.
Vogliamo cioè una decisione democratica,
che coinvolga tutti i lavoratori e non solo gli iscritti
..... o è chiedere troppo ???
Epifani però non ci faccia lo sgarbo che
ci ha fatto Trentin, di dimettersi da segretario generale
della Cgil subito dopo la firma per l'abolizione della scala
mobile perchè non sapeva come andarlo a spiegare ai
lavoratori (siamo sicuri che in Cisl e Uil questo non
succederebbe mai).
I nostri segretari sono attesi nelle
assemblee per venire a dire ai lavoratori che i conti Inps
sono a posto, ma abbiamo pensato comunque di concordare un
taglio alle vostre pensioni, non fosse altro per spiegare il
perchè !! .. Non certo perchè c'era una emergenza pensioni.
Non era più semplice usare questi mesi
per una mobilitazione sindacale per puntasse all'abrogazione
dello scalone Maroni, partendo dalle stesse argomentazioni
con cui Cgil Cisl Uil lo avevano allora contestato, e cioè
che i conti Inps sono a posto e nulla giustifica un taglio
sulla previdenza ???
Certo, ci volevano sindacalisti di
spessore per fare questo ... sindacalisti ... appunto !
17 .07. 2007
Coordinamento Rsu |