Cresce l'attivo del bilancio Inps
Roberto Tesi

 
La prima notizia non è buona, ma era largamente attesa: il debito pubblico italiano ha segnato in aprile un nuovo record raggiungendo quota 1609,12 miliardi, oltre 3 milioni di miliardi di lire. Ma la crescita del debito pubblico (inevitabile visto che il deficit anche se contenuto seguita a viaggiare sopra il 2% del Pil, quasi esclusivamente a causa dell'inpennata degli interessi causata dalla politica dei tassi della Bce) è accompagnata da due buone notizie: il trend positivo di crescita delle entrate tributarie, ma, soprattutto, il largo attivo nei conti Inps.
E stato lo stesso presidente dell'Inps - Giampaolo Sassi - a comunicare che i conti previdenziali vanno meglio delle attese: «la cassa va bene - ha detto - perché nei primi 5 mesi dell'anno le entrate sono cresciute di 3,8 miliardi di euro» rispetto allo stesso periodo del 2006. «Le uscite - ha aggiunto - sono, invece cresciute di 2,2 miliardi di euro». Risultato: i primi 5 mesi dell'anno si chiudono con un saldo attivo di 1,6 miliardi di euro.
Per Sassi, rispetto alle previsioni del 2007, che non tengono conto delle disposizioni contenute nella finanziaria, le entrate «sono aumentate di 1,9 miliardi». Secondo il presidente dell'ente previdenziale, il miglioramento delle entrate riflette le scelte della finanziaria 2097 che ha stabilito un innalzamento (dello 0,3%. al 33%) dei contributi pagati dai lavoratori dipendenti e di quello (dal 18 al 23 per cento) dei contributi versati dai parasubordinati. Per le uscite, invece, l'aumento della spesa deriva dall'incremento delle pensioni di vecchiaia.
Il presidente dell'Inps, che nel corso di una conferenza stampa ha presentato le misure di razionalizzazione e risparmio delle spese per i comitati centrali e periferici dell'Istituto (dai quali deriveranno risparmi per parecchi milioni) non ha voluto commentare il dato sul surplus Però quello che emerge con chiarezza è che, nonostante il fardello dell'assistenza, i conti dell'Inps non hanno problemi di equilibrio e che non ci sarebbero problemi per la copertura dell'abolizione dello scalone.
Largamente positivo anche il dato comunicato ieri dalla Banca d'Italia sulle entrate tributarie: nei primi cinque mesi dell'anno - secondo quanto segnalato dal Bollettino statistico - gli incassi si sono attestati a 132,178 miliardi di euro, in crescita del 4,9% rispetto ai 125,7 miliardi dello stesso periodo del 2006. Questo significa che nei primi 5 mesi dell'anno, il gettito è stato superiore di 6,5 miliardi a quelle dello stesso periodo 2006. Nel solo mese di maggio, le entrate (28,363 miliardi di euro) sono risultate stabili rispetto al maggio 2006, ma registrano un incremento (probabilmente influenzato anche da fattori stagionali) dell'11,6% rispetto ai 25,005 miliardi di aprile. Insomma, il «tesoretto» sembra consolidarsi.