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ACCORDO SULLE PENSIONI MINIME: Il Topolino che vuole partorire la montagna 33 EURO al mese, praticamente un euro al giorno (giusto per un caffè), ma tutti gridano al miracolo che salverà almeno 3 milioni di pensionati dalla povertà (almeno quelli al di sotto degli 8.000 euro all'anno, gli altri, quelli che ne prendono 9 o 10.000 sono ricchi e non necessitano di alcun aiuto) Quello che fa specie è il tronfio gratificarsi di una classe politica che mentre si compiace della sua vocazione populistica distribuendo ai "poveri" un euro al mese per il caffè, non hanno disdegnato di aumentarsi lo stipendio di altri 4.000 euro all'anno. Ma la nostra classe politica non è stupida ed è in prima fila nella campagna per l'abbattimento dei "costi della politica" per far vedere che anche a loro sono equamente distribuiti i sacrifici che sono richiesti al paese. Hanno infatti deliberato di privatizzare il ristorante di Montecitorio (ossia lo hanno appaltato ad una azienda privata), mantenendo però inalterato il loro costo "mensa" a 9 euro a pasto (per un pasto che ne vale almeno 90 di euro visto il livello esagerato della mensa-ristorante di Montecitorio). Compiaciuti di questo loro sacrificio che li renderebbe più democratici agli occhi del paese, parlano ora di 33 euro al mese per i pensionati al minimo come uno sforzo immane dello Stato che va ora ricambiato con un aumento dell'età pensionabile per i lavoratori ancora in forza. Il primo commento di Damiano è stato infatti che ora, finalmente, avendo dato noi qualcosa, ci aspettiamo che i sindacati ci restituiscano qualcosa d'altro. Damiano, ed il Governo, pensano veramente di aver fatto qualcosa di importante??? I pensionati che riceveranno ora l'euro per il caffè, hanno la loro pensione bloccata da almeno 15 anni, e se questa è l'aria che tira, l'euro per il caffè gentilmente distribuito a loro dalle pietose mani della nostra casta politica, sarà l'unico soldo che vedranno per i prossimi 15 anni. Hanno solo fatto finta. Se si volesse veramente difendere i redditi più bassi (non solo pensioni quindi) perchè non rispristinare un sistema di rivalutazione certa, periodica ed esigibile, delle pensioni e dei salari all'inflazione ??? Ma questo cozzerebbe con la loro idea di società tutta basata sulla precarizzazione del lavoro, delle retribuzioni e dei diritti. Certo, col Governo prodi, tutto questo ce lo si vuole far digerire poco alla volta, delicatamente, e Cgil Cisl Uil ci vogliono sopra un po di zucchero per nascondere l'amaro, mentre quei "bruti" del centro destra preferiscono farcelo ingoiare tutto di un colpo, ma i destini di milioni di persone e della stessa società sono comunque indicati. Tagliare le pensioni per aiutare i giovani, impedire ai giovani di avere una pensione dignitosa condannadoli alla precarietà lavorativa perchè (come dice il capitale) è oggi una scelta di vita e di libertà, aiutare le imprese riducendo il loro carico contributivo, smantellare il contratto nazionale come strumento di tenuta e solidarietà, ecc. ecc. Però poco alla volta, delicatamente. Ora tocca anche a Veltroni (da lui ci si aspettava qualcosa di più visto il suo interesse per la fame nel mondo e per il disastro africano) che dice "basta". Bisogna aiutare i giovani, anche distribuendo i sacrifici sugli anziani (tagliargli la pensione). Ma lo dice in modo che sembra dire tutt'altra cosa, tanto che Epifani risponde subito dicendo "grazie".
Il fatto è che ora questo euro per il caffè, devoluto a favore delle pensionati poverissimi (quelli al di sotto degli 8.000 euro anno) ci verrà fatto pagare chiedendoci di sputare sangue sulle pensioni in generale secondo l'assunto che tagliare le pensioni fa bene al paese. Stanno infatti nascendo nuove crociate contro le categorie sociali che non accettano di sacrificarsi. Tra queste (oltre alla crociata contro i fannulloni denunciati dal solito e sempre in trincea, Ichino) ci sono adesso vere e proprie crociate contro i pensionandi ingordi, quelli cioè che vogliono andare in pensione con una pensione appena appena adeguata ( e condannata nel giro di pochi anni a diventare pensioni da fame, vista l'assenza di sistemi di rivalutazione) o che vorrebbero andarci al momento giusto, e non a 65 anni. Contro questa categoria di esosi e di ingordi la Margherita ha organizzato ieri una manifestazione di "giovani" fuori dalle sedi di Cgil Cisl Uil per chiedere che fosse tolto agli anziani quello che deve essere dato ai "giovani" e che la smettessero i sindacati di difendere i privilegi degli anziani. Analoga manifestazione è stata annunciata dai Radicali. Certo la lucidità di queste iniziative e le loro argomentazioni lasciano a desiderare e pongono un serio quesito sulla stabilità intellettuale della nostra classe politica, ma fa incazzare l'arroganza di questo voler indicare il diritto ad una previdenza degna di questo nome come la causa del disagio giovanile. I parlamentari che organizzano queste iniziative per criminalizzare il diritto alla previdenza, possono fare ciò senza danno per loro (infatti loro maturano la pensione nel giro di al massimo 5 anni) ma recano un enorme danno alla serietà della questione in gioco. Di fatto cercano di criminalizzare chi, con i suoi contributi, ha permesso fino ad oggi l'equilibrio del sistema previdenziale (circa 3,5 miliardi di attivo nell'ultimo bilancio) ed ha sostenuto il PIL nazionale per almeno 0,5 punti, cercando di farli passare come fannulloni (alla Ichino) e come parassiti che vivono sulle spalle degli altri.
Ma il gioco è scoperto. Con l'euro al giorno per il caffè distribuito ai pensonati più poveri si cerca ora di condizionare l'intero mondo del lavoro alla capitolazione. Invece della montagna che ha partorito il topolino, abbiamo ora il topolino che vuole partorire una montagna. Un caffè in cambio di meno pensione...... per il bene del paese naturalmente
12-07-2007 COORDINAMENTO RSU
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