|
La "sintesi" di
Romano Prodi sulle pensioni s'avvicina. Il premier ha
incontrato i capigruppo delle commissioni Lavoro di Camera e
Senato, una ventina di parlamentari in tutto, assicurando
che "i tempi per una proposta sono maturi", e che a breve
sarà presentata. L'incontro alla presenza del Presidente del
Consiglio ha riproposto il confronto tra gli esponenti della
sinistra radicale e i parlamentari di area riformista. I
primi sono tornati a chiedere "il rispetto del programma", e
quindi l'abolizione dello scalone. I secondi (riferisce
l'agenzia Dire) avrebbero controproposto un approccio "a
doppia velocità": pensione subito per chi ha svolto lavori
usuranti e aumento graduale dell'eta' pensionabile per tutti
gli altri. Da parte sua Prodi avrebbe osservato che e'
giunto il momento di una proposta. Anche perche' "la
polemica sullo scalone rischia di affossare anche le cose
positive che il governo sta facendo". L'esito della riunione
e' stato "apprezzato" dal Pdci. Lo spiega il presidente
della commissione di Montecitorio, Gianni Pagliarini: "è
stato positivo che Prodi abbia sentito l'esigenza di un
incontro e di un confronto con i parlamentari e noi abbiamo
apprezzato il suo riferimento al fatto che sulle pensioni la
sua bussola e' il programma dell'Unione", ha aggiunto
sottolineando come il premier abbia ribadito "che lo scalone
sia un meccanismo iniquo che bisogna superare".
La proposta cui sta lavorando il premier (secondo quanto
riporta Repubblica), e che potrebbe essere presentata
venerdì in Consiglio dei ministri, verte su un
ammorbidimento graduale dello scalone (rimpiazzato dapprima
dagli scalini a 58 e 59 anni, e in una fase successiva dal
meccanismo delle quote risultanti dalla somma di contributi
ed età anagrafica). Esclusi dalla riforma i lavori usuranti,
i turnisti, gli addetti alla catena. Esclusi dalle finestre
d'uscita annuali (due invece che quattro) i lavoratori con
più di 40 anni di contributi.
Adesso - come ha ribadito il segretario generale della Cgil,
Guglielmo Epifani - "tutto è nelle mani di Prodi". "Io
voglio fare un accordo", ha spiegato Epifani in diretta a
Repubblica Tv, ma "siamo fermi da giorni in attesa della sua
proposta, dipende da lui''. ''Sulle pensioni di anzianita' -
ha proseguito Epifani - serve un compromesso intelligente. O
si segue la strada degli incentivi, quella che avevamo
proposto, che pero' devono essere veri, o si torna a
ragionare su un innalzamento piu' graduale, indicando quei
lavoratori che devono restare fino a 57 anni, perche' non ce
la fanno piu' e le aziende li mettono fuori. E soprattutto
verificando i tempi, la gradualita' e il limite''.
Il leader della Cgil ha fatto anche un appello alla sinistra
radicale: "Rifondazione ha avuto un'attività molto intensa
in questa vicenda. Poi ha chiesto di incontrarci, noi per
cortesia lo abbiamo fatto, e in quell'incontro abbiamo
chiesto di lasciarci lavorare. Spero che adesso si siano
fermati''. Infine - ha detto sempre Epifani -''servono
coefficienti intelligenti, che tengano conto della
condizione di precarietà dei giovani di oggi, introducendo
la solidarietà accanto alla calcolatrice''. "Con la
commissione che credo riusciremo a stabilire con il governo,
vogliamo cambiare la caratteristica dei coefficienti, ad
esempio in relazione alla precarieta' del lavoratore. Ciò
vuol dire che per il domani assicureremo a questi giovani un
minimo di previdenza oltre la quale non potranno scendere''.
"Al momento non ci e' arrivata da Prodi nessuna
convocazione, nessun avviso ai naviganti ma deve arrivare
presto prima che ci sia la tempesta di mare". Anche il
leader della Cisl, Raffaele Bonanni, incalza il premier:"se
questo avviso non arriva, non si potranno lasciar andare le
scialuppe e non potranno navigare". |