NO ALLA TRIENNALIZZAZIONE – RESOCONTO ASSEMBLEA DEL 19 GIUGNO

Il 19 giugno si è svolta alla CdL di Milano la riunione indetta da delegate/i della scuola e di tutto il P.I. con l'appello "NO ALLA TRIENNALIZZAZIONE" per un giudizio critico sull'accordo del 29 maggio che ha concluso, a 18 mesi dalla scadenza e con la revoca dello sciopero del 1° giugno, la vertenza generale per il rinnovo dei contratti pubblici introducendo la durata triennale del contratto economico a partire dal prossimo rinnovo del P.I..

La discussione si è svolta su due assi:
Il primo è il giudizio sull'accordo per la “triennalizzazione”, cioè sullo "scambio politico" tra i 101 euro di aumento medio a partire da febbraio 2007 e la “triennalizzazione” stessa. Ed è un giudizio completamente negativo: l’allungamento della cadenza contrattuale dal biennio al triennio apre di fatto la strada all’abolizione del CCNL, come vuole Confindustria.
Tuttavia l’accordo non contiene alcun automatismo, perché sancisce l'apertura di un'apposita trattativa che dovrà concretizzarlo: abbiamo quindi valutato la possibilità di "utilizzare" quella trattativa, puntando a "paletti" come la rivalutazione annuale dei salari rispetto all'inflazione e finalizzando a questa possibilità la consultazione vincolante sulla piattaforma.

Da questo punto di vista, la discussione ha messo poi in evidenza che:
Occorre collegare l’azione all'interno dei luoghi di lavoro del P.I. alla trattativa generale sul rinnovo del modello contrattuale, che è il vero "retroterra" di questa vicenda. E' chiaro infatti che si è attivato un meccanismo di sperimentazione per introdurre nel P.I. il "nuovo modello contrattuale", aggirando la resistenza del settore sindacale dell'industria contro una revisione "a perdere" del 23 luglio.
Questo deve dunque essere il punto di riferimento fondamentale: se e finché la questione rimarrà all'interno del P.I. la partita avrà quel confine, altrimenti bisognerà rilanciare sul piano generale l'impegno per una piattaforma e per un mandato vincolante.
Facendo “buon viso a cattivo gioco”, si tratta in pratica di sfruttare il più possibile l'intesa per il P.I. affermando la stessa modalità per tutto il mondo del lavoro, laddove invece la trattativa generale sul modello contrattuale è partita "in sordina". Cioè: senza piattaforma e senza mandato come quella sulle pensioni, ma in più all’ombra di quest’ultima.
Infatti in questo caso non vale il riferimento al “documento unitario per il confronto col governo”: per l’intervento ad “hoc” sulla cadenza contrattuale si è stabilito un percorso democratico che deve valere in generale.
Rimane aperto il discorso per quanto riguarda il giudizio critico complessivo sull'accordo (sia per la parte sulla “triennalizzazione” che per il contenuto dell'accordo economico) espresso nell'appello per la riunione.
Se da un lato vi è l’inadeguatezza dei 101 Euro tradotti in aumento reale differente tra i vari comparti (rispetto allo stesso impianto del 23 luglio ed al rapporto tra salario “tabellare” e salario “accessorio”), dall’altro vi è l’esigenza di non essere semplicemente “spettatori” nel momento in cui si apre la fase dei rinnovi di comparto e i due comparti più importanti, Sanità ed EE.LL., varano solo ora le proprie piattaforme tramite gli “esecutivi nazionali unitari”.
Infatti, per il meccanismo contrattuale implementato nel P.I., fatto (bene o male) l’accordo generale c’è il problema di predisporre le singole trattative di comparto a renderlo “esigibile”, rivendicando i passaggi democratici (quindi non solo quelli già “passati in cavalleria” ma anche quelli in “corso d’opera”) e battendosi affinché nei rinnovi di comparto l’aumento finisca sul “tabellare”, ma nello stesso tempo non “salti” la contrattazione di secondo livello.

Sulla base di questi ed altri elementi (per es. l’attacco ai “fannulloni” che continua ed il giudizio sul “Memorandum”) che dovranno essere ripresi, la discussione si è conclusa con la proposta di un nuovo appuntamento (in data da definire) per fare il punto della situazione.
La proposta è però anche di tenere ben d’occhio tutti gli “scenari”, a cominciare da quello attuale sulle pensioni che richiede la riunificazione immediata dell’iniziativa in tutti i luoghi di lavoro contro l’allungamento dell’età e la modifica dei “coefficienti” di calcolo per la pensione.

Proponiamo a tutte le realtà che hanno aderito all’appello e/o che si riconoscono in questa impostazione un riferimento comune al “link” “NO ALLA TRIENNALIZZAZIONE” sul sito nazionale della “Rete28aprile” che attiveremo per raccogliere commenti e comunicare iniziative.

Le promotrici ed i promotori dell’Assemblea del 19 giugno

Info: 340/7585898 (Danilo)