Contratti nazionali: Il pasticcio chimico

 

 

Il sindacato dei Chimici aveva già fatto un bel pasticcio nel 2006 introducendo nel contratto nazionale la possibilità di concordare a livello locale delle deroghe al contratto nazionale.

Fino ad oggi si trattava ancora di una apertura generica, priva di norme attuative, ma comunque già grave per l'impostazione che conteneva.

  • riconosceva infatti una pericolosa ed ulteriore subordinazione delle patuizioni contrattuali nazionali alle specificità di impresa, rafforzando con ciò l'idea (tanto chiara ai padroni) che la soluzione alle difficoltà dei mercati o l'incentivazione all'investimento, dovessero passare attraverso un abbattimento dei diritti e delle retribuzioni da lavoro.

  • poneva inoltre una seria ipoteca sul confronto generale in materia di modelli contrattuali che veniva così condizionato dalla scelta di una singola categoria.

La partita è arrivata a conclusione, lo scorso 29 giugno, con la firma del protocollo tra sindacati chimici e Federchimica che di fatto rende esigibile per le imprese la possibilità di chiedere deroghe all'applicazione del contratto nazionale di lavoro.

Da oggi quindi, le imprese che denuncino una crisi aziendale o settoriale, o che informino della necessità di realizzare investimenti al fine di aumentare la produttività, potranno chiedere di ridurre i salari ed il peso delle tutele normative per i propri dipendenti.

Certo l'accordo prevede il carattere temporaneo di queste deroghe, le subordina ad una contrattazione aziendale ed infine ad un parere all'unanimità di una commissione bilaterale nazionale, ma il principio che di fatto anche il sindacato finisce per riconoscere è che alla base della solidità di impresa ci possa essere un contenimento dei costi del lavoro, e che i costi degli investimenti devono poter essere recuperati anche sul costo del lavoro.

I sindacati dei chimici si affannano a chiarire che le deroghe non potranno mettere in discussione il contratto nazionale ma in realtà, anche se l'accordo esclude la possibilità di ridurre i minimi salariali nazionali, di fatto riconosce esposte a possibilità di deroga tutta la partita degli orari (ferie comprese), gli scatti di anzianità (la cui erogazione potrebbe essere ridotta o sospesa temporaneamente), la stessa durata del periodo di prova. Tutte materie normate dal contratto nazionale.

 

Cgil Cisl Uil nazionali (impegnate, come sempre senza alcun mandato da parte dei lavoratori) a negoziare al tavolo generale quali modifiche apportare al modello contrattuale stanno zitte mentre protestano alcune categorie (Fiom e Flai) già oggi impegnate sui rinnovi contrattuali, le quali già dovranno subire lo smacco del Ccnl del pubblico impiego in materia di durata contrattuale (la triennalizzazione) ed ora si troveranno le controparti che chiederanno anche deroghe al contratto.

La Rete28aprile ha attaccato pesantemente e giustamente l'accordo, chiedendo alla Filcem il ritiro della firma e l'avvio di una vera consultazione tra i lavoratori, chiamando la stessa Cgil confederale a non riconoscere un accordo che contrasta apertamente con le posizioni assunte fino ad oggi dalla Confederazione sindacale in difesa del contratto nazionale. 

Anche Lavoro e Società della Filcem critica l'accordo, pur non andando oltre ad una richiesta di riaprire una discussione in categoria sui suoi contenuti.

 

E' già paradossale ed inaccettabile che Cgil Cisl Uil ormai trattino qualsiasi cosa senza mandato da parte dei lavoratori, ma a rendere tutto ancora meno credibile è che Cgil Cisl Uil non sappiano neppure più coordinare l'azione delle proprie categorie che, ognuna in ordine sparso (prima il pubblico impiego ed ora i chimici) gli stanno costruendo "belle che pronto" l'accordo sui nuovi modelli contrattuali.

E, viste le reazioni padronali all'accordo dei chimici c'è da aspettarsi che ormai questi non accetteranno nulla che non sia almeno uguale a quello che i segretari sindacali dei chimici hanno già concesso a Federchimica.

 

Una bella figura per Cgil Cisl Uil, almeno che non abbiano il coraggio di intervenire criticamente sul pasticcio fatto dalle segreterie dei chimici, imponendo una retromarcia su un'accordo che di fatto smentisce le loro stesse dichiarazioni in materia di modello contrattuale.

Se stanno zitti vuol dire invece che sono d'accordo e quindi sapremo che a comandare ed a dare la linea alle segreterie nazionali di Cgil Cisl Uil sono i chimici e non Angeletti, Bonanni ed Epifani, facendone così svilire l'immagine che invece questi si danno in televisione (in assembla ormai si vedono pochissimo o niente) di grandi timonieri, guida, luce e riferimento per i lavoratori.

 

11 07 2007

 

coordinamento Rsu