Lo Slai Cobas Nazionale

 

comunica tutta la propria solidarietà a Iose Dioli, vittima di un attentato intimidatorio, effettuato per contrastarne l'attività sindacale contro il precariato, il lavoro nero e per la difesa dei lavoratori all'interno dell'Ortomercato di Milano.

A più riprese abbiamo sostenuto le lotte dei lavoratori dell'Ortomercato di Milano e oggi siamo nuovamente al loro fianco e accanto a Josef che si vuole intimidire e far smettere col tentativo di bruciargli la casa, dopo le ripetute minacce di morte.

Siamo con te Josef e saremo nuovamente presenti alle vostre iniziative all'Ortomercato di Milano.


Il coordinamento nazionale dello Slai Cobas

Milano 10.7.2007
 

Notizie dal web, sotto:

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NEL MIRINO DIOLI, IL DELEGATO GIÀ MINACCIATO DI MORTE PERCHÉ AVEVA GUIDATO LO SCIOPERO PER LA LEGALITÀ

Ortomercato, il racket all´attacco

Sandro De Riccardis

Fuoco alla casa del sindacalista che lotta contro il lavoro nero 

La Cgil: situazione intollerabile Il prefetto Lombardi: convocherò quanto prima i vertici Sogemi

Cauto il presidente Roberto Predolin "Fatto gravissimo ma verifichiamo se c´è un nesso tra l´attentato e l´attività sindacale"

 

È di nuovo emergenza sicurezza all´Ortomercato, dopo l´attentato incendiario della scorsa notte all´abitazione un sindacalista del mercato di via Lombroso. «Più polizia e più controlli» hanno chiesto ieri i sindacati in un incontro urgente col prefetto Gian Valerio Lombardi che, da parte sua, ha assicurato «una vigilanza specifica nei pressi dell´abitazione del sindacalista» e la «convocazione quanto prima dei vertici della Sogemi», che gestisce il mercato.

L´incendio - per gli inquirenti, «un atto vandalico dimostrativo e altamente simbolico» - colpisce Josef Dioli, delegato alla sicurezza dei lavoratori dell´Ortomercato, l´uomo che lo scorso ottobre era stato già minacciato di morte per le sue battaglie contro il lavoro nero e per aver indetto il primo e unico sciopero «per il ripristino della legalità» in via Lombroso. Le fiamme, alle tre di notte, bruciano la porta della sua abitazione a due piani a Casaletto Vaprio, in provincia di Crema. Qualcuno cosparge di gasolio l´ingresso della casa, appicca l´incendio e mette a rischio le tubature esterne del gas. Solo l´intervento della suocera, che vede le fiamme, impedisce che l´attentato faccia più gravi danni: con la canna da giardino ha spento il fuoco quando aveva già raggiunto i trenta centimetri sui muri esterni della casa.  

«La nostra preoccupazione è alta - dice Graziella Carneri, segretario generale Filcams Cgil -. Chiediamo che sia garantita la sicurezza per i nostri delegati, ma anche di rendere sicura tutta l´area con un presidio di polizia. All´ortomercato non bastano i normali strumenti sindacali. È necessario far vedere che c´è davvero la volontà di fare pulizia e ripristinare la legalità. Il problema è il lavoro nero con l´impiego a dismisura di clandestini. Una situazione intollerabile in una struttura pubblica, di proprietà del comune». Il prefetto ha assicurato ieri ai sindacati che sarà garantita «maggiore vigilanza nei pressi dell´abitazione» della vittima. «Tuttavia - ha spiegato Lombardi - non si può risolvere tutto con la polizia. Chiederò presto un incontro coi vertici della Sogemi, per migliorare il profilo organizzativo all´interno». E mentre Paolo Weber, direttore dell´Ispettorato del lavoro, fa sapere che «i controlli non si sono mai fermati tra i bancali del mercato» e che in questa fase «sono sotto la nostra lente i contratti tra cooperative di facchinaggio e operatori», predica prudenza il presidente di Sogemi Roberto Predolin: «Se l´attentato fosse collegato all´attività del sindacalista, sarebbe un atto gravissimo - dice - Ma bisogna ancora verificare se c´è un nesso tra le due cose». Secondo Predolin, «negli ultimi mesi, molto si è fatto: tutti gli operatori usano tessere per entrare ed è stato anticipato l´orario di apertura per lo scarico e il carico, riducendo la necessità di manodopera».

(10 luglio 2007)


 

http://espresso.repubblica.it/dettaglio-local/Ortomercato-il-racket-all´attacco/1679229/6

 Solidarietà dei compagni a Iose Dioli. "Ha combattuto la sua battaglia da solo"

di Marco Viviani

( m.viviani@cremaonline.it)

Crema - Hanno tentato di incendiargli la casa, lo hanno più volte minacciato. Ma lui resta saldo nelle sue convinzioni e intenti. Iose Dioli, salito purtroppo alle cronache per l´attentato incendiario che l´altra notte ha colpito la sua casa a Casaletto Vaprio, è un compagno. Un sindacalista "senza se e senza ma" come spiegano quelli di Crema Solidale e dell´associazione Sinistra Critica di Crema, che lo conoscono bene e che oggi esprimono la loro solidarietà in un comunicato stampa. Per far sapere a tutti chi è Dioli: «Un uomo impegnato e appassionato nella difesa degli interessi dei lavoratori in uno degli ambienti di lavoro ancora oggi più oscuri ed al centro di trame ed interessi mafiosi» raccontano senza tanti indugi i portavoce Vincenzo Russo e Beppe Bettenzoli insieme a tutti gli altri amici e compagni.

L´ortomercato di Milano, la ricca Milano, «paladina della sicurezza e dell´ordine quando si tratta di cacciare con la forza extracomunitari che "sporcano i parchi" o piccoli commercianti abusivi, ma che, guarda caso, non si è mai occupata di sanare una situazione dove il malaffare e la delinquenza sono di casa».  

Non è un´accusa peregrina: il più grande mercato d´Italia, coi suoi 450.000 mq di superficie, 3.000 addetti delle oltre 400 aziende commerciali, capace di accogliere 9.000 persone al giorno con un bacino d'utenza di 10 milioni di abitanti e uno smercio di 1 milione di tonnellate all'anno, è da tempo al centro di inchieste della Procura. Nel 2003 lo stesso Gerardo D´Ambrosio , oggi parlamentare, denunciò la presenza della ´ndrangheta fra i magazzini di via Lombroso, ma la prima volta che si parlò di associazioni a delinquere organizzate e mercato di Milano fu addirittura nel 1991 con Nando Della Chiesa nella commissione antimafia.

Come spiega chiaramente la relazione della commissione parlamentare d´inchiesta sullo stato della lotta alla criminalità organizzata in Calabria del 26 luglio 2000, presieduta da Giuseppe Lumia, «presso gli stand dell'ortomercato lavorano gruppi palermitani e gruppi calabresi di Africo e abbiamo chiarito recentemente l'esistenza di rapporti anche con la famiglia Dominante di Vittoria. Gli ortomercarti di Catania, Ragusa e Vittoria rappresentano l'interlocutore privilegiato dell'ortomercato di Milano. L'alleanza tra la famiglia Dominante, Cosa nostra e il gruppo Morabito di Africo si perpetua da un decennio» .

Iose Dioli non ha mai smesso di denunciare il marcio che gira dentro e intorno l´Ortomercato, raccontano i compagni, «i rischi che i lavoratori di questa storica ed importante struttura milanese corrono, anche perché le autorità cittadine lo hanno sempre lasciato solo che ha subito e subisce intimidazioni e minacce sempre più gravi, fino ad arrivare al tentativo di mandare a fuoco la sua casa, con tutti i rischi conseguenti».

«Fino a quando le autorità e la giunta comunale di Milano lasceranno solo Iose Dioli ed i lavoratori dell´Ortomercato?» si chiedono. «È mai possibile che nella Milano del 2007 un lavoratore, un sindacalista, debba rischiare la vita per la sua attività di controllo e denuncia? Cosa deve ancora accadere perché ci si decida a scoperchiare la pentola?».

A Iose ed alla sua famiglia una affettuosa solidarietà. «Ai politici, alla giunta comunale di Milano, alla Magistratura, alle forze di Polizia chiediamo non solo di mettere in atto tutte le misure necessarie per garantirne la sicurezza ed il diritto al lavoro e la possibilità di svolgere il proprio ruolo di sindacalista come avviene in ogni paese democratico degno di questo nome, ma chiediamo, anche e soprattutto, che si prendano finalmente tutte le iniziative, politiche, giudiziarie e legali necessarie ad estirpare il controllo malavitoso e gli affari mafiosi all´Ortomercato di Milano»,

Cominciando da quanto Iose Dioli denuncia, quotidianamente, da anni.

LINKS:
L'attentato all'abitazione di Dioli (archivio Crem@ On Line)

 

MARTEDÌ 10 LUGLIO 2007, 16.58

http://www.cremaonline.it/articolo.asp?ID=2324

di redazione

Casaletto Vaprio - Erano le 4 di ieri mattina, quando a Casaletto Vaprio, in via Roma, alcuni uomini sono scesi da un auto con una tanica di gasolio e hanno appiccato il fuoco al perimetro dell'abitazione di Iose Dioli. 

Fortunatamente la moglie e i figli dell'uomo che si trovavano in casa si sono accorti delle fiamme e con alcuni secchi d'acqua hanno spento il piccolo incendio che poteva però avere conseguenze ben più gravi vista la presenza di un tubo della conduttura del gas-metano . 

Il padrone di casa a quell'ora erà già al lavoro presso l'Ortomercato di Milano e una volta avvisato dai familiari, si è precipitato presso la sua abitazione.

Il gesto intimidatorio sarebbe da ricondurre alle molteplici denunce esposte all'autorità giudiziaria da parte dell'uomo, sindacalista 53enne, responsabile della sicurezzza presso il mercato ortofrutticolo (il più grande d'Italia): Dioli aveva già subito delle minacce di morte il novembre scorso perché aveva denunciato a più riprese la presenza di lavoro nero, capolarato e della mafia calabrese nell'ambito del lavoro interno all'ortomercato milanese.  

Denunce, queste, che hanno portato a una serie di arresti da parte della polizia di Milano.

Dioli ha presentato denuncia contro ignoti presso la Procura di Crema.

Da Milano sono giunte al sindacalista parole di solidarietà da parte della CGIL e dalle autorità cittadine.

L'uomo è noto a Crema anche per aver partecipato alle ultime elezioni amministrative nella lista «Crema Solidale».