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La proposta Damiano è inaccettabile, bisogna confermare la richiesta di abolizione totale dello scalone Maroni
La proposta avanzata dal ministro del Lavoro, Cesare Damiano, e’ inaccettabile: · innalza l’età pensionabile a 58 anni, prevede 3 anni di sperimentazione incentivando il ritardo dei pensionamenti, e prevede infine una scadenza oltre la quale comunque i conti dovranno tornare, anche con misure obbligatorie di innalzamento ulteriore dell’età pensionabile, è semplicemente lo scalone Maroni, con qualche esenzione una tantum. Per i pensionati solo risposte di carattere assistenziale. Per questa via si innalza almeno a 60 anni l’età minima del pensionamento. Siamo pertanto di fronte a una misura socialmente iniqua ed inaccettabile. La Rete28Aprile ribadisce: · la richiesta dell’abrogazione totale dello scalone Maroni e del diritto al pensionamento immediato per chi matura i 40 anni di contribuzione, · il rifiuto del taglio dei coefficienti per i giovani · rivalutazione delle pensioni in essere Il sistema previdenziale è più che in equilibrio. Chi punta all’innalzamento dell’età pensionabile e ed al taglio dei coefficienti punta alla demolizione graduale del sistema previdenziale pubblico per favorire la privatizzazione del sistema. Cgil-Cisl-Uil mettano in campo lo Sciopero Generale. Ogni eventuale ipotesi di accordo deve essere sottoposto al voto vincolante dei lavoratori e dei pensionati Nei prossimi giorni le lavoratrici e i lavoratori devono far sentire il loro rifiuto verso l’ipotesi del ministro del Lavoro, che mantiene la sostanza della controriforma sulle pensioni del governo Berlusconi e apre la via a una revisione continua e al ribasso del sistema pensionistico pubblico. Rete28aprile - Cgil
Torino 5 luglio 2007
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