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La Rete28Aprile: la Cgil non ha deciso, la proposta Damiano è inaccettabile, bisogna confermare la richiesta di abolizione totale dello scalone Maroni
Il Direttivo della Cgil, svoltosi il 4 luglio, si è concluso con un aggiornamento, votato a maggioranza. E’ stata respinta dalla Segreteria la richiesta di procedere a una immediata votazione per definire il mandato vincolante per le trattative sulle pensioni. E’ chiaro dunque che, in assenza di votazioni, non esiste una posizione formale della Cgil che vada oltre quanto scritto nel documento ufficiale di Cgil, Cisl, Uil, unico testo sinora approvato. Per questo il Segretario generale non può sostenere che la Cgil ha già un orientamento definito, avendo egli stesso proposto l’aggiornamento del Direttivo del 4 luglio senza votazione. Confermiamo pertanto che la proposta del ministro del Lavoro, Cesare Damiano, che innalza l’età pensionabile a 58 anni, prevede 3 anni di sperimentazione incentivando il ritardo dei pensionamenti, e prevede infine una scadenza oltre la quale comunque i conti dovranno tornare, anche con misure obbligatorie di innalzamento ulteriore dell’età pensionabile, è semplicemente lo scalone Maroni, con qualche esenzione una tantum. Per questa via si innalza almeno a 60 anni l’età minima del pensionamento. Siamo pertanto di fronte a una misura socialmente iniqua ed inaccettabile. In assenza di un voto formale del Direttivo, ribadiamo che per la Rete28Aprile sono totalmente in campo sia la richiesta dell’abrogazione totale dello scalone Maroni e del diritto al pensionamento immediato per chi matura i 40 anni di contribuzione, sia il rifiuto del taglio dei coefficienti per i giovani. Siamo sicuri che nei prossimi giorni le lavoratrici e i lavoratori faranno sentire il loro rifiuto dell’ipotesi del ministro del Lavoro, che mantiene la sostanza della controriforma sulle pensioni del governo Berlusconi e apre la via a una revisione continua e al ribasso del sistema pensionistico pubblico.
Roma, 5 luglio 2007
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