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di Davide Baldini (operaio Gkn)
Gkn è una multinazionale che produce parti meccaniche per
automobili con una produzione fortemente legata a Fiat. Solo
due anni fa il sito di Firenze dichiarava 80 esuberi a causa
della crisi del settore. Quella crisi non venne pagata solo
dai lavoratori Gkn: la Delphi di Livorno diretta concorrente
e fornitrice Fiat fu chiusa in tronco lasciando sulla strada
400 famiglie. Attraverso questo massacro sociale Fiat e le
aziende ad essa legata sono riuscite a ristabilire i propri
margini di profitto. Oggi la situazione appare
fondamentalmente diversa: Gkn beneficia della ripresa Fiat,
raddoppia il fatturato e fa il dividendo. Dopo aver chiesto
sacrifici per fronteggiare la crisi, ecco ora l’azienda
chiederne per fronteggiare la ripresa. Il 21 maggio l’Rsu e
le direzioni provinciali di Fiom, Fim e Uilm hanno accettato
di firmare un' ipotesi d’accordo che introduce un nuovo
modulo orario anche detto “6 per 8”. Si tratta di una
turnazione plurisettimanale distribuita su 12 settimane in
cui il lavoratore ripete tre volte il seguente modulo: turno
di notte, primo turno, secondo turno e settimana di riposo.
12 settimane in cui si lavora un totale di 6 sabati (tre di
primo e tre di secondo) e almeno una domenica notte. I lati
negativi dell’accordo sono diversi: si permette innanzitutto
all’azienda di sfondare sul terreno della plurisettimanalità
e della flessibilità oraria, abbandonando il tetto massimo
di 40 ore settimanali, per accettare quello della media
oraria settimanale. Un precedente pericoloso se si considera
che Andolfo, amministratore delegato Gkn, è anche presidente
Federmeccanica di Firenze e parte della delegazione
trattante per il prossimo contratto nazionale. Con il 6 per
8 i sabati e la domenica notte vengono equiparati a lavoro
ordinario. C’è quindi una perdita salariale (si perdono le
maggiorazioni relative) e soprattutto nella qualità della
vita: è vero che il lavoratore osserva poi dei riposi
compensativi nei giorni infrasettimanali, ma durante quei
giorni il mondo non si ferma: i figli continuano ad andare a
scuola, gli amici e il partner a lavorare. Tra l’altro
l’accordo firmato prevede nei fatti una irrisoria riduzione
d’orario senza mantenere la parità di salario. Per
rimpinguare la busta paga di coloro che accetteranno di fare
il 6 per 8 viene monetizzato ogni 12 settimane un par
collettivo (ma monetizzare i diritti non era contro la linea
della Fiom?). I firmatari dell’accordo l’hanno difeso sulla
base di due cavalli di battaglia: il primo è che il 6 per 8
verrà effettuato solo da chi si offre volontario, il secondo
è che in cambio della nuova turnazione l’azienda assumerà 20
interinali a tempo indeterminato. Ma si tratta in realtà di
due foglie di fico: l’azienda prevede (e questo viene
ammesso nero su bianco nell’ipotesi di accordo) aumenti del
volume produttivo per i prossimi tre anni. Sarebbe stata
quindi costretta in un modo o nell’altro a stabilizzare
degli interinali. Non sappiamo con esattezza quanti
interinali ci siano attualmente in Gkn ma è più che
probabile che per mettersi in regola con il tetto massimo di
precari del 15% (richiesto per il prossimo contratto
nazionale) l’azienda avrebbe comunque dovuto assumerne una
ventina. Oltre tutto mentre Gkn accetta di passare 20
interinali a tempo indeterminato, dichiara già che ne
utilizzerà altri in numero imprecisato per mettere a regime
il nuovo modulo di turnazione. Per quanto riguarda poi la
volontarietà, chi si offrirà volontario per lavorare 6 notti
di fila come previsto nel 6 per 8 con una perdita salariale?
E’ evidente che questo nuovo modulo orario ricadrà sulla
parte più ricattabile dell’azienda, cioè gli interinali.
Nell’ipotesi d’accordo, infine, l’azienda si lascia aperta
la possibilità di chiedere straordinari anche nelle due
domeniche notte e nelle tre settimane di riposo.
Straordinari ovviamente su base “volontaria”, ma si capisce!
Volontà e referendum
Nelle assemblee sindacali i lavoratori hanno manifestato
profonda ostilità all’accordo. Martedì 26 i lavoratori Gkn
del Cantiere Sociale Cienfuegos hanno poi organizzato
un’assemblea esterna all’azienda per porre ulteriori domande
a Rsu e direzioni sindacali. Serata a cui hanno partecipato
circa 70 persone di cui cinquanta almeno lavoratori Gkn. I
dirigenti sindacali in realtà non hanno avuto altra difesa
dell’accordo se non appellarsi continuamente al rischio che
l’azienda spostasse la produzione all’estero. Non hanno
convinto i lavoratori, ma semmai hanno provato a vincerli
con la paura. Nella stessa serata abbiamo saputo che giovedì
28 si sarebbe tenuto il referendum sull’accordo (deciso in
fretta e furia e senza che nemmeno gli iscritti Fiom ne
potessero essere a conoscenza). Abbiamo così preparato un
volantino-lettera aperta in cui si invitava a votare no,
quando mercoledì sera è arrivata la seconda sorpresa: il
quesito referendario su cui i lavoratori Gkn venivano
chiamati ad esprimersi chiedeva di scegliere tra due ipotesi
peggiorative, la proposta A (il 6 per 8) e la proposta B
(mai discussa fino a quel momento): “un accordo sul maggior
utilizzo degli impianti tramite un pacchetto di sabati
obbligatori incentivati su 2 turni per tutti i lavoratori”.
E’ evidente che si chiedeva ai lavoratori a quale albero
preferivano impiccarsi, ragione per la quale abbiamo
iniziato a fare campagna per il non voto con l’obiettivo di
far venire meno il quorum e invalidare il referendum. Il
colpo è stato avvertito tanto che già nella mattinata di
giovedì veniva fatto circolare all’interno dell’azienda un
volantino (appiccicato in ogni angolo della fabbrica) in cui
si diceva testualmente: “Convinti che le Rsu e Fim/Fiom
eUilm abbiano colto il clima che i lavoratori hanno esposto
nelle assemblee VI INVITIAMO A VOTARE SULLE DUE PROPOSTE
MESSE IN CAMPO. VOTARE SIGNIFICA DECIDERE, NON FARE DECIDERE
DA ALTRI LE TUE CONDIZIONI DI LAVORO” (grassetti e
stampatelli come nell’originale).
Nonostante le enormi pressioni esercitate sui lavoratori per
andare a votare, il risultato è stato il seguente: 399
aventi diritto, 180 votanti a favore della proposta A (6 per
8), 16 per la proposta B (sabati obbligatori), 16 schede
bianche, 7 nulle, 180 non votanti con il quorum raggiunto al
53% e solo grazie alle schede bianche. Apparentemente in Gkn
nulla è cambiato: ancora una volta è passato un
peggioramento delle condizioni di lavoro, come tanti altri
in passato. In verità la questione è ben diversa: in Gkn
nulla sarà più come prima, un gruppo di lavoratori e
iscritti Fiom coadiuvato all’esterno dai compagni di
FalceMartello e del Cantiere Cienfuegos ha saputo
mobilitarsi prontamente per fornire al resto dei lavoratori
un punto di vista alternativo a quello della linea sindacale
maggioritaria.
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