Rete28Aprile:

no alle proposte del governo su pensioni

e mercato del lavoro

Sciopero generale

 

Il Gruppo nazionale di continuità della Rete28Aprile esprime un giudizio profondamente negativo sulle posizioni assunte dal governo in materia di pensioni e di mercato del lavoro. Nella trattativa che si è interrotta pochi giorni fa il governo si è presentato:

Ø             Chiedendo di innalzare l’età pensionabile fino a 62 anni.

Ø             Proponendo il taglio dei coefficienti di calcolo delle pensioni a partire dal 2010, se non ci sarà prima un accordo sindacale.

Ø             Presentando un quadro di proposte sul mercato del lavoro che complessivamente consolida e rafforza la Legge 30 e la precarietà.

 

I piccoli risultati ottenuti per una parte di coloro che hanno pensioni estremamente basse e per i disoccupati, non compensano minimamente il danno che farebbero a tutto il mondo del lavoro le altre proposte del governo.

La Rete28Aprile chiede quindi a Cgil, Cisl e Uil di respingere tutta l’impostazione del governo su pensioni e mercato del lavoro e di proclamare lo sciopero generale, perché solo la lotta può cambiare le cose, per:

 

Ø             l’abolizione totale dello scalone Maroni e il ripristino del diritto al pensionamento immediato per chi matura 40 anni di contributi;

Ø             respingere ogni taglio dei coefficienti di calcolo che ridurrebbe ulteriormente le pensioni dei più giovani, e garantire per tutte e tutti il 65% della retribuzione con 35 anni di contributi, indipendentemente dal sistema di calcolo;

Ø             cancellare le norme più inique della Legge 30, ripristinare l’eccezionalità dei contratti a termine, garantire ai parasubordinati i minimi contrattuali e i diritti fondamentali del lavoro.

 

La Rete28Aprile chiede a tutte le lavoratrici e i lavoratori di far sentire la propria voce a sostegno di queste sacrosante rivendicazioni, pienamente giustificate dall’andamento economico del paese e da tanti sacrifici fatti sinora da lavoratrici, lavoratori e pensionati.

Qualsiasi intesa dovrà in ogni caso essere sottoposta a un referendum rigoroso e certificabile. La Rete28Aprile annuncia sin d’ora che, di fronte a un accordo che dovesse subire l’impostazione negativa del governo, si batterà per un “No” che porti a quel risultato giusto che i lavoratori e i pensionati meritano.

 

Il Gruppo nazionale di continuità della Rete28Aprile

Roma, 29 giugno 2007