Il coordinamento
nazionale di LavoroSocietà si è riunito a Roma nei
giorni 26 e 27 giugno 2007. Il coordinamento si è
espresso sull’andamento delle trattative con il Governo
e ritiene che non esistano le condizioni per un accordo.
CGIL CISL UIL hanno fatto
bene a ritirare la delegazione, di fronte alle proposte
inaccettabili del Governo sulle questioni al centro del
confronto e a chiedere chiarezza.
L’atteggiamento del
Governo e l’arroganza delle organizzazioni padronali al
tavolo di trattativa confermano la necessità di
mobilitare le lavoratrici e i lavoratori, le pensionate
e i pensionati a sostegno delle proposte e delle
richieste unitarie del Documento di CGIL CISL UIL.
CGIL CISL e UIL debbono
consolidare gli impegni presi, grazie alla
mobilitazione, a favore delle pensioni contributive
basse e di rivalutazione di quelle fino a cinque volte
il minimo, la costituzione di un tavolo permanente e
l’impegno alla progressività degli interventi.
Tuttavia, per quello che
è emerso finora dal confronto stesso, il Coordinamento
nazionale di Lavorosocietà, ribadisce che non è
accettabile una politica che veda nei coefficienti
attuali o rimaneggiati uno strumento per determinare un
abbassamento del grado di copertura previdenziale
pubblica. L’unico intervento sui coefficienti è quello
necessario ad accrescere il valore delle pensioni per i
lavoratori che andranno in pensione con il sistema misto
e con il sistema interamente contributivo
La base di partenza per
il confronto sull’età è l’abolizione dello “scalone” di
Maroni. Il mantenimento del diritto alla quiescenza a
57 anni di età con 35 anni di contributi è la base
irrinunciabile per rendere flessibile, attraverso
incentivi, la scelta volontaria di prolungare la propria
vita lavorativa.
Va mantenuto il limite di
età per le donne
Vanno armonizzati i
trattamenti pensionistici per tutte le categorie,
riconoscendo il valore dei contributi di tutte le
categorie di lavoro economicamente dipendente e
intervenendo sulla contribuzione figurativa per i
periodi di non lavoro.
Deve essere separata,
finalmente!, la spesa assistenziale da quella
previdenziale.
Gli impegni assunti dal
Governo sulla Legge 30 devono essere mantenuti e non
sarebbe accettabile la mancanza di provvedimenti
legislativi di contrasto alla precarietà e di politiche
innovative indirizzate al lavoro e alla sua
valorizzazione attraverso l’estensione dei diritti e
delle tutele per milioni di lavoratori.
Non sono accettabili
provvedimenti minimalisti sugli ammortizzatori sociali:
devono essere estesi a tutte le categorie di lavoratori,
compresi i precari.
Una ripresa del confronto
deve avere queste basi.
Il coordinamento di
LavoroSocietà ritiene la coerenza con le scelte
congressuali della CGIL il parametro di valutazione
sulla cui base orientare l’azione del sindacato tra le
lavoratrici e i lavoratori, tra le pensionate ed i
pensionati, tra i disoccupati e le disoccupate.
Il coordinamento ritiene
estremamente importante, in questa complessa e difficile
trattativa, mantenere una forte autonomia della CGIL e
preservare l’unità sindacale sul merito e di confermare
l’impostazione generale confederale, all’interno di un
percorso democratico che preveda la costante
informazione e partecipazione delle lavoratrici, dei
lavoratori, delle pensionate e dei pensionati,
consegnando loro il diritto di decidere attraverso il
voto certificato.