ANSA     2007-06-28 21:12
IL CONSIGLIO DEI MINISTRI APPROVA IL DPEF

 

 ROMA - Il risanamento dei conti l'Italia l'ha fatto con la manovra 2007. Ora occorre consolidarlo ma anche iniziare ad intervenire sulle grandi emergenze sociali e per spingere lo sviluppo. Quindi niente aggiustamento dei conti l'anno prossimo, e anche per il 2009. Se sarà necessario trovare risorse questo perché si vogliono attuare scelte importanti, strategiche, come gli interventi di riduzione dell'Ici sulla prima casa. Già da quest' anno però arrivano 6,5 miliardi: 2,3 miliardi per interventi in campo sociale (pensioni, giovani), 2,3 miliardi per lo sviluppo e 1,9 miliardi per la sicurezza e il funzionamento delle amministrazioni.

Questo il messaggio che esce dalle circa 140 pagine della bozza del Documento di programmazione economica e finanziaria 2008-2011 approdato sul tavolo del consiglio dei ministri. L'Italia cresce a tassi più elevati del passato, siamo usciti dall'emergenza dei conti, anche se rimaniamo vulnerabili per l'alto debito. Il quadro macro offerto è più o meno in linea a quello presentato nell'ultima relazione unificata sull'economia: una crescita al 2% quest'anno e in lieve contrazione negli anni successivi; un deficit in calo (al 2,5% quest'anno) fino ad arrivare al pareggio, un debito che riprende la curva discendente e un avanzo che in pochi anni dovrebbe raggiungere quesi il 5% del Pil.

Ecco in sintesi i contenuti del documento:

- CRESCITA 2007 AL 2%: Quest'anno il pil crescerà del 2% per poi rallentare all'1,9% nel 2008, all'1,8% nel 2009.

- DEFICIT AL 2,5% POI SCENDE: Quest'anno il deficit pubblico si attesterà al 2,5% del Pil e nel 2008 scenderà al 2,2%.

- AVANZO AL 4,9% NEL 2011: L'avanzo primario nel 2011 arriverà al 4.9%. Quest'anno chiuderà al 2,3%, al 2,7% nel 2008, al 3,5% nel 2009 e al 4,2% nel 2010.

- DEBITO IN CALO: Il debito pubblico inverte tendenza e riprendere a scendere attestandosi al 105,1% nel 2007.

 - FABBISOGNO 2007 A 29,8 MLD: Il fabbisogno del settore statale si attesterà quest'anno a 28,9 miliardi per aumentare l'anno prossimo fino a 33,5 miliardi. L'indebitamento calerà però nel 2009 a 18,1 miliardi e anche negli anni successivi: 11,5 miliardi nel 2010, 8,8 nel 20011.

- NO A CORREZIONE CONTI NEL 2008: La manovra correttiva per il prossimo anno sarà pari a zero. La finanziaria servirà solo a dare risorse su interventi che si vogliono realizzare, non per migliorare i conti Per i prossimi anni si prevede invece una correzione complessiva del valore dell'1,4% del Pil: in particolare nel 2009 ci sarà una correzione dello 0,4%, dello 0,3% nel 2010 e dello 0,7% nel 2011.

- TESORETTO A 3,1 MLD: Il gettito tributario realizzato nei primi mesi dell'anno "ha consentito di proiettare maggiori entrate tributarie per circa 3,1 miliardi per l'anno in corso".

- GIU' ICI NEL 2008: I primi tagli all'Ici ci saranno nel 2008: "Il Governo intende ridurre l'onere fiscale sulla prima casa dal 2008".

- DOTE FISCALE A FIGLI: Per il sostegno alle famiglie il Governo punta ad arrivare ad una "vera e propria dote fiscale per il figlio, indipendentemente dallo status lavorativo dei genitori". Si tratterà di un assegno.

- REVISIONE COEFFICIENTI PER PENSIONI: Senza la revisione dei coefficienti per le pensioni "il rapporto tra la spesa pensionistica e il Pil risulterebbe più elevato di circa l'1,5% nel 2040 e di poco meno del 2% alla fine del periodo di previsione". Queste previsioni "andranno modificate alla luce dei risultati della negoziazione in corso con le parti sociali".

- NO A AUMENTO TASSE: Le ulteriori risorse che il Governo dovesse impiegare in future iniziative "non possono giungere da un aumento ulteriore della pressione fiscale su coloro che già pagano le tasse in un'attività regolare".

- CALA PRESSIONE FISCO: Pressione fiscale in calo: nel 2007, a legislazione vigente cioé senza interventi, il Dpef la fotografa al 42,8%. Si passa poi al 42,6% nel 2008 e al 42,5% nel 2009. La pressione del fisco si attenua anche negli anni successivi: al 42,3% nel 2010 e infine al 42,1% nel 2011.

- PRIVATIZZAZIONI: Nei prossimi anni il Tesoro potrebbe procedere alla privatizzazione di Poste italiane e Istituto poligrafico:E' inoltre "prefigurabile" nei prossimi mesi il collocamento di una quota di Fincantieri e la privatizzazione di Tirrenia.