Parrebbe che la trattativa sulle pensioni stia per arrivare alla sua conclusione. Da più parti, confindustria e organizzazioni padronali, organi di stampa, televisione, ministri ecc. arrivano le più disparate e contraddittorie notizie circa i possibili contenuti dell’accordo e relative critiche con lo scopo, neanche troppo nascosto, di condizionarne lo sviluppo e l’esito.

Vogliamo ribadire quali sono per noi i contenuti minimi, in parte gia contenuti nel programma di governo, più volte affermati dal movimento sindacale e ultimamente ribaditi anche in diversi attivi di categoria, confederali e interconfederali di delegati e delegati sindacali da difendere anche con il ricorso allo sciopero generale.

 

  • lo scalone Maroni va abolito e non trasformato in scalini che porterebbero, comunque, all’aumento dell’età pensionabile;
  • i coefficienti di calcolo delle pensioni non possono essere tagliati, perché altrimenti sarebbero proprio i giovani a pagare, con pensioni da fame;
  • bisogna garantire la copertura dei buchi contributivi dovuti al lavoro precario;
  • no a qualsiasi forma di disincentivo;
  • bisogna aumentare davvero e in misura consistente le pensioni minime e quelle più basse;
  • bisogna rivalutare le pensioni rispetto all’andamento dell’inflazione;
  • bisogna separare la previdenza dall’assistenza, affidando quest’ultima alla fiscalità generale, cioè alle tasse pagate da tutti e non solo pagate dal lavoro dipendente;
  • bisogna ridimensionare le pensioni d’oro dei politici, dei manager, dell’alta burocrazia allo scopo di generare ulteriori risorse.

 

Riteniamo indispensabile, come tra l’altro più volte richiesto dagli attivi di categoria, confederali e interconfederali e garantito, in quelle occasioni, da tutte le organizzazioni sindacali, che qualsiasi ipotesi di accordo venga sottoposta al voto vincolante delle lavoratrici e dei lavoratori

 

Rete28aprile nella CGIL Milano